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Alta via dei Monti Liguri Appunti di sentiero ( Parte Undicesima)

PROVINCIA DI GENOVA

Cartina delle Tappe 24 e 25 - Mappa da inserto rivista Montagne

TAPPA 24

Passo del Faiallo - Passo del Turchino - 30 aprile 2016

Dopo molti mesi riprendo l’AV. Partenza da poco dopo Masone parcheggiando di fianco alla vecchia galleria del passo del Turchino (594 m slm). Prendo direzione passo del Faiallo. Non ho grandi aspettative perché la segnavia indica 3 ore e ho poco tempo. Inoltre da quello che ho letto il sentiero coincide quasi con la statale che conduce al passo. Invece ho molte gradevoli sorprese. Partenza ore 10 39. All’inizio la strada è larga e agevole e incrocio spesso l’asfalto ma il bosco è bello e il clima ideale: una 20ina di gradi con nuvole che mi aspetto che coprano il cielo nelle ore più calde ma non lo faranno mai. Vento di mare e velature ma foschia lontana e visibilità ottima.

Il sentiero non è per nulla noioso. Alla partenza si alternano rocce verdi e pini dall’aspetto alpino sopra la Cappelletta di Masone, poi il bosco cambia con gli immancabili faggi sul lato nord. Si incontra la strada che sale al passo ma questa non è troppo invadente, anche se, essendo sabato, il traffico è scarso rispetto a quanto potrebbe essere la domenica ( strada adatta alle moto ).

La strada che costeggia il sentiero

Sentiero molto piacevole perché il paesaggio accoglie anche percorsi “alpini” nell’aspetto con brulle pietre e bassi e radi cespugli sferzati dal vento sia dal mare che da nord. Per un tratto attraversa zone d'erba modulata dal vento.

Verso il Faiallo e verso Portofino

Bella vista sulle colline dell'entroterra e montagne dell’Appennino di Masone oltre che, naturalmente, la vista sul mare e il porto con l’aeroporto di Genova e il promontorio di Portofino.

Verso nordovest

Il sentiero ha anche qualche strappo un po’ più impervio ma che non rende troppo faticosa la salita anzi la rende meno noiosa. Ci sono anche un paio di pezzetti da fare su asfalto, che riportano nella “civiltà” e permettono di riposare le gambe verso la fine del percorso.

Arrivo al Faiallo ( 1050 m slm) alle 12 50 ( la segnavia dava 3 ore per quel tratto ). La giornata è calda a momenti quando il sole esce ma con del vento fresco che mi ha un po’ stancato durante la salita tuttavia il morale è ora alto e la stanchezza svanita perché non credevo di metterci così poco. Pranzo con focaccia di patate comprata ad Albissola e poca acqua ( di fatto ne ho solo mezzo litro e altrettanto tè alla pesca: troppo poco ) cosa da non fare mai tanto più che il vento disidrata quanto il sole. Se fosse stata una giornata calda sarei molto più stanco anche se camminare nel bosco rinfresca.

Al Passo del Faiallo c’è un’area pic-nic ma mi sistemo su un tavolo in disparte, quando cammino divento socievole solo con chi incontro sui sentieri ma chi sopraggiunge in auto o moto (c’è anche un pullman) lo “disprezzo” ...

Alle 13 già riparto (segnavia 2 ore e 30) Come al solito il ritorno è più veloce ma le stesse zone ripercorse danno comunque un’altra prospettiva visiva fino a quando verso la fine non mi accorgo che c’è, davanti a me, un forte.

Forte Geremia

E’ forte Geremia ben visibile sul sentiero ma avendogli dato le spalle nel cammino all’andata non l’avevo notato! La struttura è intatta ma ho fretta di riprendere l’auto e comunque il forte è chiuso. E’ una bella struttura ottocentesca in posizione panoramica. Nel bosco sento un fruscio di foglie sulla dorsale sopra di me causate dal muoversi di animali, che ritenevo fossero caprioli, sono invece cinghiali. Ne conto almeno quattro e non mi hanno notato e se ne vanno tranquilli, scendono sul versante opposto: meglio così.

Verso est

Ritorno all’auto alle 15 assalito dal solito accumularsi di messaggi sul telefonino ( lo tengo silenziato mentre sono nel bosco, voglio solo il vento e i rumori del bosco, almeno lì, grazie).

Giornata fortunata tempo ideale.

TAPPA 25

Passo del Turchino – Colla di Praglia - 10 settembre 2016

Nel viaggio solita sosta in Autogrill sul collegamento che dalla Milano Genova va sulla A22 Gravellona Toce - Ventimiglia vicino a Novi Ligure. Passo talmente tento tempo negli Autogrill che ormai mi sento a casa. Moltissimi gli ho già frequentati e so già dove andare se devo andare in bagno e dove si trova l’uscita col percorso obbligato tra salumi e formaggi tipici per turisti. Mi limito a far colazione e a prendere da bere con l’intento di far rifornimento poi a Masone – comincio a essere stufo dei soliti tramezzini – e ordino cappuccio e brioche alla crema. La signora alla cassa è di ottimo umore e scherza con tutti, ne deduco che abbia passato una bella serata amorosa visto che mi accenna anche ad una sua uscita serale ammiccando alla collega. Arrivo a Masone verso le 8. Compro in centro formaggio e prosciutto da un macellaio rustico che ha della scamorza che produce lui. Gli chiedo se ne ha anche affumicata ma si lamenta del fatto che è troppo complicato per via dei controlli e non la produce più accennando al legno di frassino dei boschi vicini. Prendo anche della focaccia in un panificio. E’ ancora calda e, anche se non mi sembra appetitosa come quella del mio panificio di Albissola, non è niente male.

Lascio l’auto alle 8 e 15 alla galleria “vecchia” del passo del Turchino come avevo fatto la volta precedente.

Si sale subito nel bosco poi, raggiunta la statale, ci si intrufola tra gli alberi dopo una sbarra su una stradina quasi carrozzabile molto ampia. Saliscendi e cippo alla memoria di un soldato russo sconosciuto ucciso dai nazisti.

Monte Pennello

Poi esce un paio di volte dal bosco e si comincia a vedere il panorama. Dopo in Giovo Piatto diventa montagna con sentiero che sale e vista sul Pennello e il mare di Genova.

Nella salita tra i cespugli scende verso di me un tipo nel fitto e basso bosco, mi sente ma non mi vede e lo tranquillizzo appena gli appaio dicendogli che non sono un cinghiale.

Mi piace l’ambiente che da alpino poi diventa sempre più privo di vegetazione e si capisce che è una zona ventosa.

Far west verso nord est

Poi dietro il monte Pennello paesaggio diventa molto roccioso si ha un ampio respiro su Genova e Nostra Signora della Guardia.

Mi riprometto di salire al monte al ritorno.

Poi il sentiero va verso l’interno in saliscendi. In un punto preferisco seguire un tratto meno segnato che però è in cresta dove trovo i cartelli di un metanodotto per poi ricongiungermi alla strada. C’è un bivio per un altro sentiero e poi punto decisamente verso l’interno.

Cartello di caccia al cinghiale.

Arrivo a Praglia che incrocia una strada asfaltata.

Al ritorno vado al monte Pennello e al bivacco Bellani.

Uadi ligure
Monte Pennello e bivacco Bellani del CAi di Genova
Intorno al bivacco

Sulla cimetta c’è anche bivacco Zucchelli che ritengo sia l’altro edificio praticamente in rovina (ci sono anche i resti di un altro edificio).

Poi scendo sulla strada che va verso il basso. Opere di sbarramento torrente e una specie di nuraghe. Panorama sull’autostrada Serravalle e pala eolica.

Gente sulla strada e anche bici. Molto caldo e ventoso. Acqua finita.

Rientro verso le 14 40 all’auto

Volevoandare a Punta Martin. Anzi, poi l’ho ritrovata su Google Maps, e ho cannato. Sono sceso da un sentiero verso Genova da cui ho fatto le foto qui sopra.

Created By
roberto bargna
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