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Siamo tutti sulla stessa barca Relazione del Comitato Regionale AGESCI PUGLIA - Anno Associativo 2020 - 2021

Responsabili e Assistente ecclesiastico

Marìca, Antonio, Don Salvatore

“Siamo tutti sulla stessa barca”

“Nella liturgia di oggi si narra l’episodio della tempesta sedata da Gesù (Mc 4,35-41). La barca su cui i discepoli attraversano il lago è assalita dal vento e dalle onde ed essi temono di affondare. Gesù è con loro sulla barca, eppure se ne sta a poppa sul cuscino e dorme. I discepoli, pieni di paura, gli urlano: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?» (v. 38).
E tante volte anche noi, assaliti dalle prove della vita, abbiamo gridato al Signore: “Perché resti in silenzio e non fai nulla per me?”
Sono tanti i momenti nei quali ci sentiamo in una tempesta, ci sentiamo quasi finiti.
In queste situazioni e in tante altre, anche noi ci sentiamo soffocare dalla paura e, come i discepoli, rischiamo di perdere di vista la cosa più importante. Sulla barca, infatti, anche se dorme, Gesù c’è …” (dall’Angelus di Papa Francesco del 20.06.21)

Si avete letto bene, la data è giugno 2021! Riporta alla memoria il discorso pronunciato da Papa Francesco nella piazza vuota di San Pietro lo scorso 27.03.2020. Sembra una sorta di sequel, la continuazione di una narrazione…

Analogamente, anche noi ci ritroviamo, di nuovo, a raccontare di un anno difficile.

La tempesta non è passata, la tempesta continua a condizionare le nostre vite, è violenta, perde potenza, lascia intravedere raggi di sole dietro le nubi… ma poi torna… e ci travolge ancora…

Un po' TUTTI abbiamo vissuto così.

A darci la forza per navigare e mantenere a barra dritta il timone, ci ha accompagnati un’unica certezza: siamo TUTTI sulla stessa barca, e che Colui che ci guida non dorme, ma c’è …

Provare a delineare la narrazione di un anno trascorso tra bufere e schiarite, un anno comunque intenso di lavoro non è facile. Ripercorrendo il tragitto a partire dall’Assemblea del 22 novembre 2020, fino ad arrivare ad oggi, ci ritroviamo increduli e stupiti di fronte all’intensità delle azioni compiute: questo è lo sguardo con cui ci approcciamo a raccontare di un anno di lavoro.

Ci hanno guidato le parole con cui si concludeva la relazione dello scorso anno associativo: “Tutto ci impone un cambio di rotta, una rilettura dei nostri progetti e delle nostre realtà, delle modifiche ai nostri consueti percorsi, è questa la sfida: riuscire con coraggio, audacia e responsabilità a riprendere il nostro cammino e rilanciare la nostra azione educativa forse con più determinazione di prima!”

Abbiamo provato a trasformare le parole in azioni e siamo salpati.

La navigazione è iniziata con l’equipaggio che compone il Comitato regionale quasi tutto nuovo. A novembre 2020 abbiamo rinnovato circa i 2/3 dei membri di Comitato e non è stato semplice, in un anno che non ha mai permesso di incontrarci tutti in presenza. La relazione, gli sguardi, l’incontro sono fondamentali per intraprendere la giusta rotta, e abbiamo fatto di tutto per non farci condizionare dall’assenza della presenza.

Siamo andati incontro, senza reticenze, a tutto ciò che questo tempo ci ha fatto vivere: dalle Assemblee on line al reiventare in modo “vivibile” ed efficace i momenti di democrazia associativa (il riferimento è ai laboratori on line che hanno preceduto le Assemblee), dal ripensare la formazione in forma “agile” a quella in presenza non appena le condizioni lo hanno permesso, dal prendere atto che inevitabilmente abbiamo perso per strada Capi e ragazzi, alla gioia provata per i Gruppi che hanno deciso di iniziare il loro cammino proprio quest’anno.

E con questo spirito abbiamo anche completato le nomine dei Settori i cui Incaricati erano in scadenza o mancanti da tempo (GPN, Competenze, Foulard Blanc).

Abbiamo dovuto svolgere i Consigli regionali e le Assemblee per la maggior parte a distanza, donandoci l’opportunità di continuare a crescere come persone e come Quadri: il rapporto "scoutismo e pandemia", la tematica della nuova evangelizzazione a partire dal convegno nazionale per assistenti ecclesiastici, il ruolo dell’educatore e il senso del servizio a cura di Chiara Scardicchio, il seminario sulla Comunicazione, sono i momenti formativi vissuti.

Abbiamo usato il salvagente lì dove ci è stato richiesto ed è stato possibile intervenire (difficoltà delle Zone, supporto ai Gruppi) e siamo salpati nuovamente.

Abbiamo ancorato le cime in modo solido e collaborativo contribuendo con la nostra presenza e il nostro apporto nei Consigli nazionali e con il dialogo sempre aperto e schietto con il Comitato nazionale e con le altre Regioni.

Abbiamo messo sottocoperta i nostri beni per proteggerli dalla burrasca garantendo un’efficace transizione tra il vecchio ed il nuovo CDA della Cooperativa Caravella, sostenendo ogni azione che potesse consentire di superare il difficilissimo momento e rilanciare la ripresa post pandemica. L’impegno e le scelte del nuovo CDA sono stati determinanti per ottenere risultati migliori delle aspettative e segnare un recupero rispetto alle previsioni; l’impegno ed i sacrifici del personale della Caravella hanno contribuito ad un contenimento dei costi, senza riduzione di produttività ed efficacia gestionale. Le nuove strategie di vendita, l’aumento della gamma di prodotti e la loro diversificazione per fascia di costo hanno consentito di avvicinare nuova clientela. Le azioni messe in campo infondono fiducia nel futuro ma c’è consapevolezza che i traguardi sono ancora lontani ed il mare da solcare è ancora tanto. Il fattore determinante resta e resterà sempre il supporto di tutti i soci: di ogni lupetto e coccinella, esploratore e guida, rover e scolta, capi e quadri.

Ci siamo fatti guidare dalla lettura dell’Enciclica FRATELLI TUTTI, che, integrata con l’esperienza dello scautismo, ci ha consentito di far arrivare in tutte le Comunità capi un piccolo seme che ci auguriamo possa aver fatto germogliare quel “sogno di fraternità e amicizia sociale” desiderato da Papa Francesco (clicca qui per accedere alla raccolta de #Fratellitutti). Sarebbe importante sapere se questo percorso unitario sia stato utile e possa essere riproposto.

Il rammarico è per le rotte che non è stato possibile seguire: la relazione in presenza con le altre strutture, gli incontri di formazione e informazione nei Seminari, la riscoperta dei luoghi di Francesco dentro e fuori la nostra Puglia: la speranza è quella di poter riprendere e rilanciare ciascuna delle azioni che oggettivamente non siamo riusciti a compiere.

Però, nella consapevolezza delle difficoltà e della buona volontà, crediamo di poter dire che TUTTI abbiamo fatto tanto, con più o meno efficacia, più o meno bene. Sicuramente qualcosa non è riuscita come avremmo voluto, sicuramente avremmo potuto fare meglio, ma TUTTI abbiamo ancora una volta dimostrato che caparbiamente crediamo nella forza della nostra azione educativa.

Nei pochi momenti in cui abbiamo ormeggiato la nostra imbarcazione, ci siamo fermati e abbiamo potuto scrutare a fondo l’orizzonte, e abbiamo osservato.

All’orizzonte abbiamo visto una Regione che inevitabilmente ha subìto il colpo di due anni di discontinuità, anche se i dati ci dicono che rispetto alle altre Regioni del Sud abbiamo perso meno da un punto di vista esclusivamente numerico.

Il virus ha costretto le Comunità capi a ridurre gli incontri, altre hanno abbassato i toni del confronto, qualcuna si è posta in silenzio. Alcune Unità hanno decelerato, altre hanno deciso di fermarsi momentaneamente, altre ancora sono rimaste immobili. Qualche ragazzo ha deciso di ridurre le proprie presenze agli incontri, altri hanno liberamente scelto solo la via della sicurezza, qualcun altro ha abbandonato. Qualche Capo ha rinunciato alla consueta congestione delle attività riadattando gli impegni, qualche altro si è sentito sopraffatto dal vuoto, alcuni hanno lasciato il servizio.

E dopo aver guardato e osservato ci siamo interrogati.

Chi l’ha detto che “fermarsi”, “silenzio” e “vuoto” devono essere considerati negativamente?

Il “fermarsi” ci ha consentito di effettuare una rilettura dell’esperienza educativa proposta ed ha attivato l’ingegno e la fantasia necessarie a riadattarla al tempo di oggi. In passato l’avremmo definita arte del capo, perché non considerarlo un valore?

Il “silenzio” è stato un fedele alleato. Il silenzio ci ha svelato l’importanza di una relazione educativa basata sulla parola, sul dialogo, sulle parole sussurrate e urlate. Ancor di più il silenzio ci ha fatto comprendere che le parole digitate su una tastiera o pronunciate davanti ad uno schermo non ci bastano! Le parole che educano sono quelle accompagnate da un abbraccio e da un sorriso, oppure da un rimbrotto e da una pacca sulla spalla, sono quelle raccontate davanti al crepitio di un fuoco o cantando mentre si marcia in un bosco, sono quelle di una preghiera recitata stingendosi le mani o quelle che rincuorano nel tempo della fatica.

E poi … torna il silenzio … prezioso compagno nella riflessione e nel discernimento, nella preparazione ad accogliere la Parola.

Il “vuoto” è stato perfino generativo. Non ci siamo fermati a rimpiangere quello che ci mancava ma abbiamo imparato a colmare i vuoti affinando la capacità di generare fortezza, risposte, modalità operative e protocolli, abnegazione e generosità. Il vuoto di esperienze educative ci ha spinti a vivere questo tempo in maniera significativa e all’altezza di quello che ci viene richiesto, ci ha consentito di generare una maggiore consapevolezza del ruolo affidato ad ogni Capo: essere custode del metodo Scout e della sua straordinaria attualità a più di 100 anni dalla nascita.

Oltre le nuvole quali schiarite intravediamo?

Le rotte future devono vederci TUTTI uniti, come comunità regionale, per il rilancio dello scautismo sul territorio attraverso un esercizio di collegialità che dovrà dare forza all’azione educativa.

Da dove partire?

  • Dall’assunzione della convinzione che, con responsabilità, TUTTI saremo chiamati ad uno straordinario impegno che sarà personale ma in comunione gli uni con gli altri.
  • Partendo dal necessario incremento degli ingressi di adulti in Comunità capi affinché possano partecipare all’opera di cambiamento.
  • Dando concretezza alla missione di realizzare un maggiore coinvolgimento dei giovani che rappresentano la linfa vitale per il futuro della nostra Associazione. Investire sui giovani significa investire nel futuro dell’AGESCI, quindi, è necessario coinvolgerli e affidargli ruoli attivi e renderli protagonisti.

Tre parole evidenziate per sottolineare come anche noi dobbiamo sentirci chiamati ad avviare e costruire un processo SINODALE in cui essere gli uni in ascolto degli altri, consci che “camminare insieme è un concetto facile da esprimere a parole, ma non così facile da mettere in pratica”.

È questo lo spirito con cui Papa Francesco sta pensando al prossimo Sinodo della Chiesa Italiana che durerà per 5 anni: un percorso che lui non vuole sia fatto di eventi, un percorso non accentrato e precostituito, ma che sia vissuto comunità per comunità, diocesi per diocesi e a cui saremo chiamati a dare il nostro contributo.

Papa Francesco quest’anno ha promosso il Patto educativo globale per ravvivare l’impegno per e con le giovani generazioni, rinnovando la passione per un’educazione più aperta ed inclusiva, capace di ascolto paziente, dialogo costruttivo e mutua comprensione.

In questo cammino per la costruzione di tale Patto riteniamo sia indispensabile imparare a fare scelte creative e innovative per migliorare la nostra capacità di metterci in relazione con la società civile, con il mondo ecclesiale e con tutte le altre associazioni.

In considerazione della comune passione educativa, il punto di partenza potrà certamente essere rappresentato dalla collaborazione con l’Azione Cattolica proprio a partire dal documento UN “NOI” GENERATIVO, che produrrà occasioni per un lavoro comune che possa divenire risposta alle sfide di questo tempo: "La collaborazione nata tra A.C. e AGESCI è un esempio di alleanza ecclesiale. Alleanza che ha bisogno di essere estesa in altri ambiti e in altri luoghi"

Sosterremo questo lavoro, in particolar modo nelle e con le Zone che saranno chiamate a realizzarlo, in accordo con le rispettive presidenze nazionali.

Infine, concedeteci un’ultima considerazione: vorremmo non parlare più della straordinarietà del tempo e della burrasca che stiamo vivendo, ma dell’ordinarietà che il Signore ci dà la grazia di vivere, comunque.

Questo è il nostro tempo, questa la nostra storia, questa la nostra barca.

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Formazione Capi

Fausta e Franco - Incaricati Regionali alla Formazione Capi

Ancorati alla Parola

Gli esseri umani pensano per storie ed è tanto vero che, anche noi, appena eletti siamo stati trasportati in quella di chi deve rincorrere un treno in corsa.

All’inizio lo abbiamo accolto come un incoraggiamento, vero com’era che avevamo un anno di formazione istituzionale bloccata, una riforma del modello di Formazione Capi in dirittura d’arrivo, un programma regionale da onorare e, nondimeno, il nostro essere nuovi nel ruolo.

Poi è diventato un treno sempre più difficile da raggiungere e proprio questo affanno ha svelato le domande che andavamo maturando.

Un treno in corsa: è questa l’immagine nella quale la nostra Associazione può riflettersi?Una macchina che non può fermarsi e che intende attuare l’accoglienza con l’inserimento in un gruppo WhatsApp? La nostra esperienza associativa esiste solo perché funziona e funziona bene?

Sono domande sorte spontaneamente soprattutto quando, messi alle corde da questa drammatica pandemia, si cade nella tentazione di dismettere la cura educativa solo perché “in queste condizioni non possiamo applicare il metodo”.

In ragione di questo, la storia del treno in corsa ci è sempre stata stretta: riteniamo che non possa dare il senso al nostro operare e sperare.

L’evangelista Marco scrive: “… nel frattempo si sollevò una gran tempesta di vento e gettava le onde nella barca, tanto che ormai era piena.

Essere in relazione con tutti, nella barca durante la tempesta, condividere la paura di affondare, ascoltare ed affannarsi nel cercare il modo per “svuotare la barca”, per giungere insieme alla costruzione della domanda che salva: ecco, è così che intendiamo organizzare la nostra opera e la nostra speranza.

Noi siamo nella Parola di Dio che ci spiega e ci fa esistere.

La tempesta

Stare nella stessa barca di Gesù è stare nella sua richiesta: passiamo all’altra riva. Non un passaggio solitario ma comunitario: indica il passaggio dall’io al noi.

E’ il richiamo a stare nella erranza, nel camminare insieme.

L’altra riva è il luogo del totalmente altro: è andare incontro all’alterità.

Abbiamo iniziato l’anno con la speranza che la tempesta si fosse esaurita: “Ci aspetta un anno di cambiamenti, e non vediamo l’ora di viverlo e di viverlo insieme, non vediamo l’ora di riabbracciarci, di tornare ad affollare i nostri incontri.” (dalla relazione del comitato 2020).

Tuttavia la tempesta si è nuovamente abbattuta su di noi, ma ci ha trovati insieme.

L’Associazione ha intuito che la formazione dei capi è la cura essenziale in questo tempo.

La trappola nella quale potevamo cadere era quella di partire dal come fare.

Questa consapevolezza ci ha indotto a partire dalla domanda sul senso di quello che facevamo, interrogando l’esperienza, per poi arrivare al come fare.

In questa direzione è iniziato il cammino con l’area metodo, i formatori ed i Referenti di Zona alla formazione capi.

Con l’area metodo abbiamo iniziato un percorso che ha inteso questo tempo inedito, quale opportunità per poter rivedere il nostro modo di essere e di fare, alla luce del Kerigma, del primo annuncio.Tre incontri nei quali si è richiesto ai formatori di compiere un lavoro su se stessi, sull’essere testimoni e sulle competenze metodologiche.

Con i capi campo CFT, CFM, CCG e CAM, abbiamo, come amava dire don Tonino, organizzato la speranza. Tutti si sono rimboccati le maniche, raddoppiando gli eventi formativi, formando nuovi staff per CFM, cercando date in cui poter fare formazione in presenza.

Ma la tempesta non si è placata,imponendoci l’impossibilità di organizzare una formazione in presenza.

A questo punto, con i Referenti di Zona alla formazione capi, capi campo CFT e CCG, vista la situazione, abbiamo ritenuto necessario esplorare la formazione nella modalità online.

Con la Fo.Ca. Nazionale e con gli IIRR abbiamo indicato, nel giro di poche settimane, i contenuti formativi irrinunciabili secondo il Modello Unitario per la validazione dell’evento formativo nella modalità online. Su queste basi sono stati progettati ed attuati i CFT.

Per il CCG con i capi campo, sfidando le difficoltà derivanti dalla pandemia, si è voluto partire dal coinvolgimento delle Zone come luogo della lettura dei bisogni formativi. Si è quindi costruito un percorso formativo che partendo dal Modello Unitario ha voluto rispondere ai bisogni emersi in modo più puntuale.

Non avendo perso la speranza nella possibilità di una formazione in presenza, come Formazione Capi regionale, abbiamo elaborato delle linee guida per garantire la sicurezza neglieventi formativi, appena i Decreti Ministeriali ne avessero dato la possibilità.

Alla richiesta degli IINN alla Fo.Ca. di contribuire alla elaborazione della bozza del nuovo modello formativo, non è mancato il nostro apporto,così come per la stesura delle linee guida sui CFT, CFM in tempo di Covid sia all’ NTT. Abbiamo portato l’esperienza ed il sentire della nostra Regione, come nel caso del nuovo iter , mettendo in evidenza il poco tempo dato per una riflessione dalla base.

Osare per Fede

Abbiamo osato immaginare una programmazione formativa nella modalità online. Insieme soprattutto ai capi campo CFT, abbiamo fatto appello a tutta la nostra creatività, allo scambio di esperienze, alla messa in comune di strumenti digitali,alla messa in circolo di idee e, vincendo lo scetticismo dei più, abbiamo cercato di rispondere con qualità e competenza alle necessità formative di base di circa 250 capi pugliesi entrati negli ultimi tre anni nelle co.ca. e fermi con la propria formazione. A guardarlo ora, dopo un po’ di tempo, ci sentiamo di dire che è stato come percorrere un labirinto fantastico.

Il nostro linguaggio si è ibridato con quello informatico. La maggior parte delle volte siamo rimasti vigili in una posizione riflessiva, altre volte ci siamo fatti prendere la mano dall’utilizzo, talora semplicistico, degli strumenti di indagine sociale.

Ma com’è andata la formazione nella modalità online?

Possiamo riassumere la valutazione dei capi campo riportando due riflessioni:

  1. Nella sua formula di emergenza il CFT online è stato soddisfacente per contenuti e tempo dedicato riuscendo a costruire relazioni lì dove sembrava impossibile;
  2. Riteniamo che l’evento vissuto in presenza abbia maggiore ricaduta. Tuttavia alcune attività a distanza potrebbero essere utili ad integrare l’evento in presenza.

Senza dismettere il fondamento della formazione che è la relazione, possiamo esplorare le possibilità a cui questo dannato virus ci ha costretto a ricorrere? Oppure vogliamo restare nell’illusione che tutto possa tornare come prima?

Bene, il cantiere è aperto.

Insieme all’area metodo abbiamo osato comporre i nostri sguardi diversi. Abbiamo condiviso la necessità di un incontro annuale di aggiornamento con gli staff dei CFM e CAM, in cui fare il punto sulle Branche.

Forse un dato può aiutare a comprendere meglio questa necessità: solo il 30% dei componenti degli staff CFM sono attualmentein servizio nella branca di cui sono formatori.

Abbiamo immaginato e già sperimentato, non un asettico incontro di mera taratura regolamentare/metodologica, ma il racconto su quanto gli incaricati colgono, durante il loro percorrere le strade della nostra regione aprendo sia ad una lettura esperta sia al confronto tra i formatori.

Possiamo scorgere delle possibili ricadute sulla programmazione dei CFM e CAM?

Tuttavia la partecipazione dei formatori a tale occasione, così come ai lavori di Area con le Branche, nonché all’NTT nazionale, non è stata quella che ci immaginavamo e, allora, ci siamo chiesti cosa rende effettivamente un capo anche formatore… Se un formatore non è in primis lui in formazione continua, al centro del dibattito associativo, capace di generare un pensiero critico, perché nato dal confronto e dalla condivisione con altri, cosa potrà mai raccontare ad altri capi della nostra associazione? Come potrà trasmettere ad altri quella passione educativa e associativa, che ci rende degli adulti e dei testimoni credibili agli occhi dei ragazzi?

Ed è proprio dalle verifiche dei primi CFM svolti in presenza nella nostra Regione, che ci interroghiamo su quanto le co.ca. hanno effettivamente osato in questo tempo di tempesta. Se è vero che il primo luogo di formazione è proprio la comunità capi, altrettanto vero è che la situazione pandemica ha generato tanti scombussolamenti, che proprio la formazione dei capi ne ha risentito!

Lo sforzo messo in campo per portare a compimento i CFT, la lettura delle realtà dei capi partecipanti ai CFM, l’assenza di un mandato preciso nonché la nuova nomina di diversi Referenti di zona alla formazione capi, hanno limitato la risposta a tante domande che restano aperte.

Frasi come “strutturare un percorso di formazione quadri”, “coordinarsi per non creare duplicati di eventi formativi”, “lavorare in rete”, “cerniera con la Regione” corrono il rischio di diventare una cantilena utile soltanto ad addormentare qualsiasi processo di cambiamento. Possiamo osare interrogarci sulla formazione, uscendo dal mero elenco “delle cose fatte nella nostra…?

Possiamo osare immaginare percorsi di formazione permanente ritenendo necessari degli sguardi diversi?

La tempesta ci ha spinti ad osare tanto. Riuscire a malapena a tenere la barca a galla ci ha spinti ad interrogare il Signore. La sua risposta sta nel porre la domanda: “Non avete ancora fede?”.

Ovvero, abbiamo saputo osare per fede?

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organizzazione

Michela e Antonio - Incaricati regionali all'Organizzazione

Nell’anno associativo 2020/2021, le nostre attività, come tutte le attività di carattere sociale, sono state interamente segnate dal perdurare dello stato di emergenza da COVID 19.

Dopo la speranza che le misure di contenimento adottate nel periodo marzo-giugno 2020 (telelavoro, mascherine, distanziamento ecc.) avessero allontanato lo spettro della pandemia, a partire dai primi giorni di ottobre 2020 il ritmo dei nuovi contagi ha ripreso decisamente vigore, rendendo evidente che anche l’anno che ci attendeva sarebbe stato un anno di sofferenza e distanza. Il DPCM del 6 novembre 2020 introduceva la suddivisione del territorio nazionale in zone di colore differenziato (rosso, arancione e giallo) a seconda del rischio di contagio.

Tale condizione ha reso necessario provvedere alla celebrazione delle assemblee regionali e della maggior parte delle occasioni di democrazia associativa, con formula a distanza.

Il numero dei censiti è passato da 11958 del 2020 (dato che già registrava una flessione rispetto all’anno precedente a causa dello scoppio della pandemia a partire dal marzo 2020) a 10701 di agosto 2021 con una riduzione di 1257 soci pari ad oltre il 10%. La riduzione dei censiti non è omogenea su tutto il territorio regionale: zone in linea rispetto ai numeri dell’anno precedente e zone in sensibile calo.

Analizzando nel dettaglio le variazioni per età dei soci si osserva una sostanziale tenuta del n. dei capi e della branca R/S con invece un decremento consistente delle branche E/G e L/C, a dimostrazione sia delle difficoltà di molte comunità capi nel proporre attività nelle branche più giovani in condizione di rispetto delle precauzioni per il contenimento della pandemia, sia della presenza degli RS a casa a fronte dello spostamento in periodo universitario verso altre regioni.

Tuttavia, questa situazione di sostanziale tenuta del n. dei gruppi e delle comunità capi ci fa ben sperare che la riduzione registrata quest’anno possa essere rapidamente recuperata non appena, grazie ai vaccini e ad una maggiore consapevolezza dei rischi specifici, le condizioni dell’emergenza sanitaria siano mitigate.

Ripartizione fondo COVID

Per favorire la ripartenza dei gruppi la mozione del Consiglio Generale n. 37/2000 ha previsto la costituzione di un fondo COVID in favore delle strutture AGESCI segnate dalla pandemia. A fronte di 41 richieste pervenute (circa il 28% dei gruppi) per un ammontare complessivo di oltre € 45.000, il Comitato Regionale, di concerto con il Consiglio Regionale, ha ripartito (in modo proporzionale alla richiesta) tra i gruppi della Regione l’importo nazionale di € 11.958 assegnato all’AGESCI Puglia.

Evento sul Terzo Settore

L’evento è stato realizzato online ed ha visto la partecipazione di circa 55 capi. Dopo l'illustrazione dell'articolato del Codice del Terzo Settore che ci riguarda, l'incontro è stato arricchito dell'intervento di Leandro Prata IRO LOMBARDIA e di Carmelo Del Re ex IRO SICILIA, entrambi incaricati regionali che, sia per affinità tra le problematiche delle due regioni ma soprattutto per competenze personali, da anni studiano le disposizioni legislative in materia e le modalità per semplificare la redazione dei bilanci. L'incontro è stato ricco di risposte dei relatori alle tantissime domande ed è stato simulato il format di bilancio che la commissione nazionale degli IRO ha predisposto per l'anno 2022, anno in cui l'AGESCI ha deciso di attuare le disposizioni del Terzo Settore, iniziando con l'uniformare il format al modello del DM del 05/03/2020. Ci aspettavamo la partecipazione di un rappresentante per ogni gruppo e comitato di zona ma è da sempre chiaro che l'argomento degli adempimenti amministrativi e fiscali nel mondo del volontariato incontra molte reticenze nella maggioranza dei gruppi. Confidiamo che tutti i capi della regione Puglia affrontino con responsabilità questo nuovo inizio d'anno e accolgano lo sforzo delle strutture regionali di supportare e agevolare le molteplici scadenze e incombenze.

Segreteria

L'organizzazione della segreteria per tutto l'anno in corso è proseguita in gran parte in modalità telelavoro. L'efficienza dei segretari, la pronta risposta alle esigenze dei capi e dei soci non è mai venuta meno, anzi la "prossimità" è stata indiscutibile nonostante l'assenza dello scambio degli sguardi. Immane il lavoro di pazienza per assecondare e venire incontro a tutte le richieste delle zone. I segretari appena le misure delle zone sono state allentate e hanno completato il ciclo vaccinale, su richiesta del Comitato, hanno ripreso, alternando, la loro presenza in segreteria. A partire dal 21 settembre 2020 al 10 aprile 2021 entrambi i segretari hanno alternato 2/3 settimane di cassa integrazione per un totale di 12 settimane e 3 giorni. L'INPS ha autorizzato e corrisposto il pagamento di tutte le settimane a meno di 3 (periodo 23 nov-12 dicembre). Stiamo richiedendo all’INPS le motivazioni del mancato accoglimento di tale richiesta, fermo restando che l’AGESCI Regionale, come previsto dalle norme, si è fatta carico del mancato pagamento della CIG in deroga.

Alla luce della disponibilità e dello sforzo economico richiesto ad entrambi i segretari, è stato nostro impegno pagare come straordinari tutte le ore lavorate negli eventi festivi, al posto della concordata Banca d'ore. E' stata nostra premura trovare i fondi per assolvere alle richieste della Raccomandazione n.2/2020 dell'assemblea di Novembre in termini di premialità dei segretari. Nel prosieguo è all’attenzione del Comitato Regionale definire le modalità per la valutazione del giusto inquadramento contrattuale.

Buonacaccia - ritiro iscrizione

La tanto attesa modifica (dal 2019) del ritiro della propria partecipazione dagli eventi Buonacaccia è stata finalmente apportata a livello nazionale. A partire dal 13/09/2021 il termine entro cui potrai ritirare la tua iscrizione e ricevere il rimborso della quota passerà da 3 a 7 giorni dalla data di inizio dell’evento (data inizio evento esclusa); scaduto il termine la quota non potrà essere ristornata ma entrerà nel bilancio di campo.

Cooperativa Caravella scout shop

Nell'assemblea dei soci di aprile 2021, vissuta in modalità mista, presenza e on line, è stato eletto un nuovo Consiglio di Amministrazione. Ad oggi possiamo positivamente solo informarvi che in data 20/07/2021 la Caravella ha prontamente riversato all'AgesciPuglia l'intera somma pari a 25000,00 euro del prestito infruttifero concesso l'anno scorso per affrontare la mancanza di liquidità (Delibera n.2 di maggio 2020 del comitato regionale).

Campagna Calendario scout

La campagna pugliese è stata più dura delle previsioni iniziali. La partecipazione della Puglia alla Campagna calendari 2021, nonostante la scelta del Comitato di rendere il costo finale pari a quello dell'anno precedente e puntare prevalentemente sull'autofinanziamento nazionale #insiemesifa e dei gruppi, rinunciando così all'autofinanziamento delle strutture zona e regione, è stata faticosa. Si è infatti registrato un decremento del 45% rispetto all'anno precedente, sono stati acquistati solo 12960 calendari a fronte dei 23820 dell'anno precedente, in difficoltà nella scelta di acquistare almeno un calendario a socio le zone Taranto, Lecce Ionica, Alto Tavoliere. Il 27% dei Gruppi regionali non ha partecipato all'acquisto dei calendari.

Base Lavori Esterni

Grazie ai risparmi regionali dell'anno 2020 e ritoccando al minimo necessario (sostituzione vasca imhoff, adeguamenti impianto elettrico e idrico-fognario dei bagni esterni, pompa idrica) il computo metrico redatto nel 2019 dalla Cabina di Regia, abbiamo pubblicato su sito regionale il 07/01/2021 l'avviso per la manifestazione di interesse per le imprese del settore. Nonostante i diversi sopralluoghi delle cinque ditte interessate, alla scadenza, il bando è andato praticamente deserto ad eccezione di una sola offerta di gran lunga eccedente le nostre possibilità.

Abbiamo provato ad interfacciarci direttamente con due imprese, dopo vari step e incontri per incrociare le necessità di entrambe le parti non abbiamo ricevuto nessun positivo riscontro.

Base Scout Ristrutturazione

A marzo è successo qualcosa di a dir poco raro. Siamo stati vittima di una nuova legge regionale n.3/2021 che ha modificato un articolo della legge regionale n.14/2009. E' stata eliminata la possibilità di ristrutturare, spostare e ampliare la propria volumetria del 20% in zone vincolate. La nostra richiesta di Permesso a Costruire ha incontrato una tempesta burocratica: presentata nel lontano aprile 2019 (con l’obbligo di legge che impone ai comuni di esprimersi in 60 gg acquisendo dagli enti preposti i pareri per i vincoli paesaggistici presenti), l’amministrazione preposta al rilascio del Permesso a Costruire non ha operato per le dimissioni della Commissione del paesaggio intercomunale. La nuova Commissione, nominata l'anno dopo la nostra richiesta, ha esaminato la nostra istanza, dopo numerosi solleciti via PEC, solo ad ottobre 2020 esprimendo parere favorevole. Nuovamente, solo nell’aprile 2021, dopo numerosi solleciti l’Amministrazione competente inoltra la richiesta di parere vincolate alla Soprintendenza del MIBACT che risponde di non poter esaminare la richiesta in quanto i presupposti di legge sono mutati con la pubblicazione sul BURP della Legge Regionale 3/2021 (del marzo 2021)

Il naufragio della nostra pratica non ci viene formalizzato, ma a maggio ci viene rigirata la pec della Sovrintendenza indirizzata al Comune. Abbiamo consultato un avvocato amministrativista: impegnare l'associazione in una battaglia decennale, senza probabilmente arrivare ad alcuna positiva conclusione, non ci sembra una scelta saggia per l'associazione. Abbiamo discusso tutti i possibili scenari con i nostri tecnici e progettisti e abbiamo affrontato il nuovo dirigente.

Come procedere nel breve termine?

Piano concordato con i nostri tecnici: redigere un nuovo progetto corredato di un piano di fattibilità economica relativo la sola manutenzione straordinaria del manufatto esistente, con scelte mirate all'utilizzo dei bonus stanziati dallo Stato.

Piano concordato e suggerito dal nuovo dirigente comunale: lasciare la pratica aperta in attesa di eventuali modifiche legislative regionali di cui si ha già sentore e che renda nuovamente possibile il progetto di ristrutturazione presentato.

Crowdfunding – Base scout

Le difficoltà dei gruppi e delle famiglie nell’affrontare la pandemia ha consigliato di mantenere a basso profilo la promozione della raccolta fondi per la Base Scout:

https://buonacausa.org/cause/base-scout-nazionale-g-de-gennaro

Nonostante ciò in poco più di un anno sono stati raccolte quasi 3.500 euro.

Sarà onere del Comitato Regionale rilanciare in grande stile la raccolta fondi, anche per assolvere ai futuri impegni di gestione della Base.

Base scout don Angelo Lombardi

Vi comunichiamo infine, con molto piacere, che la Base Scout di san Marco in Lamis ha superato tutti i passi necessari ed è stata riconosciuta tra le basi ufficiali delle COMUNITA’ BASI AGESCI (CBA).

Auguriamo alla Base di San Marco in Lamis che questo riconoscimento possa valorizzala ancora di più e farla conoscere anche a livello nazionale.

Coordinamento metodologico

Mariarosaria e Giacomo - Incaricati al Coordinamento Metodologico

“E’ sera, risplende la luna. Nel mare ci sono gli scogli, ma la luna illumina il mare e i marinai tengono lontani gli scogli. Ad un certo punto durante la notte il mare viene sconvolto da una tempesta: spetta al nocchiero salvare i marinai” (da una traduzione greca).

Il nostro incarico o cammino è iniziato nel momento della tempesta. Siamo saliti in questa barca, noi marinai, insieme ai pescatori, che, per la loro esperienza, conoscevano meglio di noi le insidie del mare. A noi restava fidarci ed affidarci a loro, a chi già c’era sulla barca, a chi aveva già solcato il mare calmo, per poi imbattersi nella tempesta. Restava fidarci e affidarci tutti al Grande Nocchiero che ci ha aiutati ad approdare ad un porto calmo.

Ci troviamo a rileggere l’esperienza fin qui vissuta, accorgendoci, dopo un’attenta riflessione, che i nostri incontri virtuali sono stati necessari per poter riprendere le dinamiche interrotte con i nostri ragazzi, ne siamo usciti più forti perché non abbiamo ignorato le nuove necessità, ma abbiamo osservato, dedotto e agito per il bene di tutti.

La situazione di emergenza in corso ha continuato a rallentare le attività che solitamente, con gioia, spirito di avventura e di servizio, vengono programmate durante un anno “normale”; nonostante ciò si è cercato di dare supporto ai Capi, alle Comunità Capi e alle Zone durante l’anno, offrendo occasioni di incontro e confronto “a distanza” e, nell’ultima parte dell’anno, anche in presenza. Gli incontri di Area di ciascuna Branca, i Corsi di Formazione e Informazione per il Settore Protezione Civile, il percorso iniziato in sinergia con la Formazione Capi per guardarci dentro e rivedere il nostro modo di essere e di fare, ci hanno permesso di incontrarci e progettarci alla luce di questo periodo che ci sta dando tante restrizioni, ma anche un nuovo modo di vedere le cose.

Nel rispetto delle norme e delle restrizioni imposte, che anche solo pensando alla nostra Promessa siamo chiamati a rispettare, ci siamo interrogati su come gli strumenti di ogni specifica branca potessero convivere con il periodo unico e senza precedenti che attraversiamo, consapevoli della necessità di ripartire e reinventarci come Capi, per stare accanto e stimolare l’entusiasmo dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze a noi affidati.

Abbiamo, di concerto con tutta l’Area Metodo, fatto in modo che gli EPPPI ripartissero in sicurezza, non potendo ancora proporre tutti gli eventi per ragazzi nei numeri e nei modi consueti, siamo riusciti, con l’aiuto della buona volontà dei Capi che si sono messi a disposizione, a costruire nuove forme, adeguando al tempo presente i programmi e le tipologie di evento, riuscendo a proporre ai ragazzi eventi, rivisti, per ogni Branca.

Abbiamo stimolato i Capi a intraprendere strade di coraggio, a pensare secondo il fare, agire, reinventarsi, essere creativi, chiedendo loro di provare a riprendere le attività estive, anche diversamente dalle programmazioni canoniche di un campo, per ritrovare la bellezza dello stare insieme, per incrociare di nuovo gli sguardi di chi per troppo tempo è stato fermo, per ricominciare a vivere la Strada.

L’anno appena trascorso, da Incaricati di fresca elezione, ci ha visti partecipi di un profondo rinnovo dell’Area Metodo, prevalentemente nell’ambito dei Settori, che ha visto l’avvicendarsi di ben tre incaricati:

  • il nuovo incaricato al Settore Competenze, nominato da poche settimane, coglie un testimone ricco di esperienza e di storia, accogliendo tutto il buono fatto da un Settore vivo e essenziale per la trasmissione delle tecniche e della manualità proprie del nostro essere Scout, proseguendo, in questa barca, con la ROTTA TRACCIATA dall’Incaricato uscente, che caparbiamente ha saputo essere tra i primi nel Paese a ripartire con gli eventi nello scorso Settembre e che quest’anno ha programmato gli Stage nazionali per Capi;
  • il nuovo incaricato al Settore Foulard Bianchi ha posto le basi per la ripartenza coinvolgendo le Zone, come fanno i pescatori al tramonto si è fermato sulla riva a RICUCIRE LE RETI, individuando e chiamando a raccolta i Capi che hanno vissuto l’esperienza FB distribuiti nella Regione e preparando le basi per una nuova stagione, considerato lo “stop” del pellegrinaggio ancora per questo anno;
  • la nuova incaricata al Settore Giustizia, Pace e Nonviolenza, appena nominata, in questa navigazione ha assunto il ruolo di VEDETTA: con uno sguardo al mondo - accogliere. Come impegno concreto ad una scelta quotidiana contro le ingiustizie e le discriminazioni, a difesa della dignità e dei diritti degli ultimi, come azione concreta di giustizia sociale e di accoglienza nei confronti dei tanti fratelli che rischiano e perdono la vita nel Mediterraneo, abbiamo accolto l’appello di Padre Alex Zanotelli e di “Fame e sete di giustizia - Digiuno di solidarietà con i migranti” unendoci al digiuno a staffetta previsto per i mercoledì di Quaresima e di Settimana Santa. Un gesto concreto di prossimità verso quanti fuggono dai propri Paesi e di accoglienza del vero senso della Pasqua per tutti noi. Con uno sguardo al nostro territorio – essere sentinelle. Un’attenzione particolare e uno sguardo ravvicinato al Parco Nazionale dell’Alta Murgia, al territorio pugliese dichiarato potenzialmente idoneo per realizzare depositi nazionali di rifiuti radioattivi, accogliendo così l’invito di Papa Francesco a prenderci cura del creato e a custodirlo, sperimentando così l’essere parte di un sistema complesso in cui la relazione con gli altri e con l’ambiente sono elementi imprescindibili.

Nella ormai consolidata collaborazione tra AGESCI e AIC, siamo stati testimoni dell’apertura di una nuova colonia di Castorini, la seconda nella Regione, siamo felici di aver visto nascere questa nuova comunità, che instrada i piccoli amici nel mondo dello scoutismo, preparandoli alla vita del Branco/Cerchio.

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BRANCA L/C

Cinzia e Gianni - Incaricati Regionali alla Branca L/C

L’incertezza si trasforma in traccia da seguire!

«Perché avete paura?». Mc 4,40

Quello trascorso è stato sicuramente un anno iniziato all’insegna della paura e dell’incertezza, un anno particolare in cui la novità che lo scoppio della pandemia ha portato con sé si è trasformata lentamente in nuova quotidianità. Questa nuova quotidianità in quasi tutti i programmi che in AGESCI siamo chiamati a ideare è stata volutamente considerata soltanto marginalmente. Per paura, incredulità, pudore nei confronti della socialità alla quale siamo abituati, ci ha costretti a raggiungere l’essenza del nostro fare scautismo.

È così che l’impossibilità dei bambini a vivere immediatamente la vita di gruppo e i giochi che ne derivano è diventata occasione per riflettere sui loro diritti. Riflettere sulle esigenze dei bambini e sulle loro necessità è un esercizio da svolgere all’inizio di ogni anno associativo. Quest’anno, però, si è reso estremamente necessario individuare uno spazio strutturato in cui i capi potessero confrontarsi e giungere a nuove consapevolezze in merito alla nuova quotidianità che siamo stati chiamati a vivere. Secondo questa logica a fine novembre, a programma appena votato, si sono svolti online i laboratori: Diritti al punto! Abbiamo pensato di replicare una seconda volta l’evento per poter dare uno spazio di confronto dignitoso a tutti i capi L/C iscritti.

È così che l’incontro tra coccinelle anziane, All’ombra dello stesso bosco è diventato un percorso ben più ampio e necessario sulla necessità di continuare a vivere l’Ambiente Fantastico, sia giungla che bosco, inteso come garante delle dinamiche utili a vivere esperienze scout di vera valenza educativa. La “trasformazione” necessaria di questo punto a programma è avvenuta in maniera naturale e graduale durante il corso dei mesi ed ha preso forma durante gli incontri online di zona che sono seguiti alle esperienze di Area L/C ed E/G delle quali parleremo più avanti.

È così che le Piccole Orme sono diventate Festa! Ma che bella, ma che bella questa festa!, un evento della durata di una giornata in cui, per la prima volta dopo tanti anni, quasi tutti i lupetti e le coccinelle interessati hanno potuto partecipare ad un evento regionale. Mediante un monitoraggio attento e costante, avvenuto grazie al dialogo con la maggior parte degli IABZ, abbiamo potuto trovare le soluzioni migliori che ci hanno consentito di far rappresentare tutti i Cerchi e i Branchi interessati. Inoltre, sempre grazie a questo lavoro scrupoloso, abbiamo valutato di poter aprire l’evento a 4 bambini per unità, anziché 2 come da prima analisi.

Gli eventi in totale sono stati 7 e si sono svolti quasi tutti per zone gemellate. Ne approfittiamo per ringraziare sinceramente tutti coloro che insieme a noi e alla pattuglia hanno costruito attivamente e propositivamente la realizzazione di queste giornate. Il lavoro, a partire dall’ideazione, non è stato semplice in quanto ha richiesto un dispendio di tempo ed energie notevole da parte di tutti i capi coinvolti.

Perché non abbiamo deciso di vivere le P.O. nella loro versione da allegato 3 del regolamento metodologico? Non potevamo certamente ignorare che non tutte le unità la scorsa e quest’estate hanno vissuto una Vacanza di Branco/Cerchio. Questo vuol dire che ci sono almeno 2 annate di bambini che non hanno mai vissuto un’esperienza di pernotto, presupposto essenziale per poter vivere il campetto regionale. Perciò, non volendo rinunciare per il secondo anno di fila a far vivere ai bambini un’esperienza di incontro al di fuori del proprio branco/cerchio, abbiamo creato un’esperienza di gioia, confronto e incontro. A questo link trovate il progetto di evento.

È così che, grazie anche al dialogo con gli IABZ, abbiamo deciso di non proseguire con la chiusura del concorso #RaccontiamociLaGioia-Fiesta! e anche con l’evento Viaggio al cuore della Terra. Abbiamo preferito puntare tutto sulla costruzione dell’evento regionale “Festa! Ma che bella, ma che bella questa festa!” ben consapevoli che stiamo vivendo dei mesi precari, in cui la validità delle riflessioni cambiano velocemente e sono ben legate all’andamento dei contagi. Perciò, se in inverno e primavera ci siamo focalizzati sui processi di riflessione attraverso gli incontri di Area L/C e gli incontri di zona, abbiamo deciso di dedicare l’estate, stagione che ci rende più liberi di vivere la socialità, all’accompagnamento e alla costruzione di questo evento regionale. Coscienti, anche, di non poter sovraccaricare i capi e gli IABZ nel, fino ad ora, unico momento dell’anno in cui la pandemia ci rende un po’ più liberi di vivere le nostre attività.

«Non avete ancora fede?» Mc 4,40

Noi siamo capi: la nostra fede in Dio Padre, il nostro mettere in pratica l’esempio di Gesù si traduce concretamente nella speranza che gli L/C possano sempre giocare i loro giochi ed evolvere nella versione migliore di loro stessi. Per essere capi, per far sì che il bambino cresca, quest’anno abbiamo dovuto costantemente, faticosamente e meticolosamente calibrare i nostri passi guardando anche all’andamento territoriale dei contagi. Abbiamo vissuto uno scautismo di frontiera. Nei nostri programmi ci siamo confrontati maggiormente con gli elementi del nostro metodo e meno con gli strumenti. Qualcuno è riuscito a tenere il passo e a vivere belle esperienze con i propri branchi e cerchi. C’è chi è riuscito a incontrare con una certa frequenza, online e in presenza, i bambini. C’è chi ha fatto più fatica ma ce l’ha comunque fatta! Durante gli incontri di Siate lievito! e di Area L/C abbiamo provato a riflettere sulla necessità di continuare a vivere lo scautismo insieme ai nostri Branchi e ai nostri Cerchi. Siamo giunti alla conclusione che quest’anno, seppur arrancando e faticando, sicuramente, nella maggior parte dei casi, abbiamo proposto ai bambini una vera proposta scout. Vera perché è stata pensata e ragionata costantemente in base alle esigenze degli L/C in correlazione al territorio di appartenenza. Le riflessioni degli IABZ, della Pattuglia e dei formatori, (per l’appunto dell’area L/C) sono diventate terreno fertile per la nascita di incontri online delle zone che hanno voluto arricchire i loro programmi e gli incontri già a calendario anche con queste considerazioni.

Qui trovate il link degli atti degli incontri di Area L/C ed E/G (abbiamo vissuto insieme buona parte del percorso).

«Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?» Mc 4,41

È stato un anno proficuo anche nel lavoro con gli Incaricati Nazionali L/C, con la Pattuglia nazionale e con gli altri incaricati regionali alla branca. Abbiamo avuto modo di creare un lavoro di rete che ci consentisse di abitare insieme questo tempo così diverso rispetto al passato. Abbiamo contribuito attivamente alla riflessione e alla progettazione dei prossimi passi che la branca compirà partecipando e coordinando commissioni su specifiche tematiche di maggior urgenza. Continueremo dunque a lavorare con rinnovato vigore e consapevolezza sulle macroaree relative all’Educare alla Vita Cristiana e al “Custodiamo” quale esperienza di cura e valorizzazione nella relazione tra bambini, capi e Mondo rileggendo le esperienze educative e formative attraverso tre dimensioni specifiche: quella Cristiana, quella pedagogica e quella della competenza. Esattamente come i discepoli hanno vissuto l’esperienza della tempesta e sono giunti alla consapevolezza che Gesù è un compagno ed è il Maestro, anche noi quest’anno abbiamo fatto esperienza di comunità e fraternità anche lungo la strada della difficoltà. L’esperienza di quest’anno in cui il programma di unità è stato rivisto a più riprese e le attività sono state ideate di volta in volta scegliendo quale gioco (strumento del metodo) fosse opportuno giocare è la vera unica strada per essere Coccinelle Anziane e Vecchi Lupi. Come dice BP: quando la strada non c’è, inventala! E noi lo sappiamo bene, la strada per arrivare al cuore di ciascun bambino è sempre diversa, mai uguale, mai già esistita.

Buon futuro, capi! La strada continueremo ad inventarla insieme.

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BRANCA E/G

Michela e Andrea - Incaricati Regionali alla Branca E/G

I discepoli si fanno catturare dalla paura: si fermano a fissare le onde più che lasciarsi contagiare dalla serenità di Gesù, più che affidarsi a Lui e remare insieme, condividendo una rotta verso un nuovo porto.

Questa immagine narra quella che è l’esperienza che ci sembra di aver vissuto in questo anno associativo, nel quale, come ci ha ricordato il Papa, ci siamo ritrovati tutti su una stessa barca.

Avevamo sognato e programmato un anno con la voglia di remare, con forza, verso un futuro dell’Associazione da provare a tracciare insieme. Eppure, talvolta, ci è sembrato di ritrovarci in pochi a remare, mentre qualcuno, proprio come su quella barca che ospitò Gesù, sembrava voler gridare non t’importa che ci siamo perduti?

Noi non ci siamo mai visti perduti: né come capi di questa Associazione, che hanno compiuto delle scelte, né come cristiani potremmo mai sentirci perduti. Nella navigazione, non certo semplice, le scosse delle onde ci hanno invece dato la possibilità di guardare con più attenzione e maggiore intenzionalità agli strumenti a nostra disposizione ed alle occasioni educative che possiamo far vivere agli E/G.

Ci siamo sentiti e ci sentiamo chiamati ad annunciare che al di là del noto, dentro ogni vissuto, c’è un nuovo e un oltre da illuminare.

Quando la strada non c’è, inventala diceva B.P.

Abbiamo provato insieme all’Area Metodo, in particolare insieme alla Branca L/C, ed alla Formazione Capi, a tracciare una strada nuova, coinvolgendo, in questo lavoro, le Aree: pattuglie, IABZ, formatori e Settori.

Il percorso vissuto quest’anno, aveva l’obiettivo di iniziare a camminare insieme per poter cogliere nuove opportunità, per poter rivedere e rileggere le esperienze, arricchendole di nuovo e rinnovato valore.

Una rilettura possibile a patto di partire dalla narrazione personale e di riuscire a guardare al passato attraverso lenti nuove, che ci consentissero al contempo di poter scrutare con sguardo vigile il futuro.

Abbiamo scelto di ripensare i processi educativi e formativi tornando al cuore del nostro pensare ed agire in tali processi, a partire da sei aree di attenzione educativa che accomunano la crescita dei bambini/e e ragazzi/e in generale e la loro crescita come cristiani. Tali dimensioni hanno infatti una forte pregnanza esistenziale, ma caratterizzano chiaramente lo stile educativo di Gesù. (Qui trovate il link degli atti degli incontri di Area L/C ed E/G).

Sin dall’inizio di questo percorso ci siamo detti che l’inventare strade nuove è un processo che richiede del tempo da investire e da strutturare insieme. Il percorso era immaginato, per la branca E/G, in due fasi: la prima, articolata in 3 successivi incontri, non ha visto, nonostante la modalità online (obbligata dal periodo) una continuità di partecipazione dei protagonisti, soprattutto dei formatori. Ciò ha in parte depauperato il percorso del confronto necessario al reciproco arricchimento ed al tracciamento di strade nuove che fossero realmente condivise.

Il confronto con gli IABZ ha evidenziato, in sintesi, come per alcuni il percorso proposto si sia rivelato occasione di scoperta che ha consentito di rivedere la propria proposta educativa e formativa con differente e maggiore competenza; per altri è stata occasione di crescita personale che non è stata però ancora del tutto metabolizzata e messa a frutto.

Infatti, la seconda fase del percorso Insieme si fa!, da vivere con e nelle Zone, ha rappresentato la sperimentazione sul campo, insieme ai capi, di quanto in precedenza tracciato su mappa insieme a IABZ e formatori. Ma solo alcune Zone hanno ritenuto di vivere insieme a noi IIRR ed alla pattuglia tale proposta immaginata, in fase di programmazione, come occasione di supporto, formazione e confronto con le Zone nella formazione dei Capi, su tre possibili attenzioni, individuate attraverso la condivisione dei PdZ e la lettura dei bisogni formativi: Ripartire dalla Squadriglia; Capi Squadriglia e Con.Ca., motori della vita di Reparto; Definire tempi e modi nuovi per la relazione con i più piccoli.

In alcuni casi, si è preferito approfondire differenti tematiche, individuate durante l’anno, piuttosto che in fase di programmazione in attuazione dei progetti. Riteniamo fondamentale perciò continuare a sostenere nella formazione, innanzitutto quadri e formatori, perché nella consapevolezza dei rispettivi mandati, insieme possiamo prenderci cura della formazione capi, sostenendoli nella capacità di guardare con coraggio al futuro a partire dalle azioni del presente, valorizzando la modalità progettuale della nostra Associazione.

Ci sentiamo chiamati ad annunciare che proprio nell’essenziale si rivela ciò che è più bello, più grande e necessario.

Quest’anno, tanta attenzione è stata posta nel ripensare e riprogettare gli eventi per ragazzi ed in particolare i Campi di Specialità (art. 36 e Allegato 5 al RM EG), quale occasione di crescita e confronto nella competenza per gli E/G in cammino nella tappa della scoperta, ma anche per gli E/G in cammino nella tappa della competenza che scelgono di mettere al servizio di altri i propri talenti come Maestri di Specialità.

Una sfida, all’insegna del cambiamento, colta con grande entusiasmo dai Capi Campo e dagli staff che hanno lavorato insieme a noi IIRR e alla pattuglia per l’intero anno associativo, per ripensare sia le modalità degli eventi, sia le attenzioni da avere nella risposta ai bisogni educativi dei ragazzi in questo tempo.

Per tale ragione è stato realizzato un primo incontro, il 14 febbraio, con tutti gli staff dei Campi 2020, occasione per riflettere insieme sul mandato affidato ai Capi Campo e per confrontarsi su quattro aree tematiche: il progetto di campo; obiettivi educativi; sicurezza (anche in tempo di COVID); catechesi.

A seguire, ogni staff ha iniziato a lavorare alla riprogettazione dei relativi campi.

Un ulteriore incontro di formazione, svolto sempre in modalità online il 17 maggio, ci ha consentito di approfondire ulteriormente, con i Capi Campo, le attenzioni organizzative negli eventi, nella fase di emergenza, con la collaborazione del Settore Competenze, e le modalità per progettare e far vivere la proposta di catechesi al campo.

Ulteriori incontri di confronto periodici (online) con i Capi Campo hanno consentito di progettare insieme l’Incontro per Maestri di Specialità, suddiviso in tre diversi eventi, svolti tutti in simultanea il 6 giugno.

Le numerose occasioni di incontro hanno permesso di creare salde relazioni tra noi IIRR, la pattuglia e gli staff e tra gli staff stessi, come ci hanno raccontato nelle loro verifiche.

In termini di formazione, la sfida che vorremmo provare a rilanciare è quella relativa al senso del percorso sull’educare alla vita cristiana in AGESCI, e in particolare alla proposta di catechesi del Campo che deve permettere agli EG, partendo dall’esperienza vissuta insieme agli altri, di cogliere quale sia il concetto che ognuno ha riconosciuto come proprio in quel momento di vita, e far sì che il concetto sia il punto di arrivo per la conclusione del Campo, ma soprattutto il punto di ripartenza per la propria vita dentro e fuori l’esperienza associativa. È fondamentale che la proposta del Campo sia occasione per gli E/G per sperimentare la capacità di leggere ed ascoltare la vita degli altri e la propria come narrazione di una storia significativa.

Ci sentiamo chiamati ad annunciare insieme ai ragazzi che Dio è presente in ogni incontro autentico e che nella relazione possiamo essere strumenti per la realizzazione della felicità pensata per ciascuno.

Gli eventi realizzati ci hanno dato modo di verificare che la sfida lanciata ad inizio anno è risultata vincente, innanzitutto in termini di entusiasmo dei partecipanti e di motivazione, di impegno profuso dai Maestri di Specialità nel collaborare alla realizzazione dei campi e dei partecipanti nell’acquisire nuove competenze.

I numeri dei ragazzi che hanno partecipato agli eventi, sia degli E/G impegnati nella conquista di una specialità, sia di quelli che si sono spesi in qualità di Maestri di Specialità, non sono confrontabili con quelli degli anni precedenti, ma non era certo un dato che ritenevamo significativo, in un anno particolare come quello vissuto. Anzi, abbiamo letto questi dati con positività: la proposta è stata vissuta non come un cammeo nella vita dei ragazzi, ma con progettualità rispetto ad un cammino compiuto insieme alla propria squadriglia ed alla propria comunità di Reparto, durante tutto l’anno, anche se con le difficoltà dovute alla situazione contingente. Altrettanto positiva è la voglia dimostrata dai ragazzi di sperimentarsi e mettersi in gioco insieme agli altri e la fiducia accordata all’Associazione, delle loro famiglie, nonostante i naturali timori.

Voglia di mettersi in gioco e di progettare il proprio percorso, nonostante le difficoltà, dimostrate anche dalle squadriglie che si sono impegnate nella conquista della Specialità di Squadriglia.

Nonostante non fosse in programma il tradizionale evento conclusivo per la consegna delle Specialità, abbiamo ritenuto fondamentale preservare un’occasione di confronto con i Capi Reparto e gli IABZ, a metà anno, che consentisse, attraverso la relazione diretta, di poter supportare i percorsi delle squadriglie.

Ma soprattutto, come anche negli anni passati, la possibilità di raccontare, in anteprima, il progetto delle specialità di squadriglia ha dato a noi e agli IABZ la possibilità di avere una lettura su come i Reparti hanno lavorato durante l’anno.

La relazione con gli IABZ è caratterizzata da fiducia e stima reciproca, fondata sul rapporto umano e personale, come gli stessi hanno condiviso in fase di verifica.

Qualcuno ha evidenziato come negli anni scorsi le occasioni di incontro e confronto siano state più frequenti, eppure anche quest’anno non sono mancate, anzi ci sembra di aver investito tanto nella elaborazione di un pensiero Associativo che sia quanto più condiviso: non solo durante gli incontri di condivisione delle letture dei bisogni educativi degli E/G e delle emergenze formative dei capi, attraverso le quali abbiamo costruito insieme il programma dell’anno, ma anche attraverso il percorso Insieme si fa! e gli incontri durante i quali abbiamo lavorato insieme su alcuni temi cari alla Branca ed all’Associazione tutta e sulle prospettive future:

  • Educare alla vita cristiana;
  • Cura e custodia del Creato;
  • Competenza, con particolare riferimento alle raccomandazioni 11 e 12, CG 2019, che invitano la Branca a lavorare per rilanciare e diffondere la cultura della competenza e, in particolare, del brevetto e a riflettere sull'attuale elenco brevetti e sull'opportunità di crearne nuovi e/o fare sintesi di quelli esistenti. Per poter essere parte attiva di questo processo, in Regione ci siamo confrontati sia con gli IABZ, che con i Settori, individuando come necessario un coinvolgimento della formazione capi, ma soprattutto delle intere Co.Ca., nel confronto metodologico, in quanto garanti della formazione dei capi, ed in quanto il tema della competenza (così come qualsiasi altro focus o strumento metodologico) non è da intendersi di esclusivo interesse di uno staff. Altrettanto fondamentale si ritiene poter coinvolgere i capi attraverso momenti formativi da vivere soprattutto nella prossimità delle Zone, nell’ottica di tornare a educare i ragazzi al sogno e alla progettualità a lungo termine, anche attraverso gli strumenti dei Campi di Competenza e di Specialità.

Indubbiamente, le modalità di “incontro on-line” alle quali siamo stati costretti per gran parte dell’anno, non ci hanno fatto vivere a pieno la gioia dello stare insieme, che ci auguriamo di tornare ad assaporare, vivendo l’incontro come momento di narrazione di sé e dell’altro che è confronto, scambio di esperienze e buone pratiche, formazione.

Formazione che ci sta particolarmente a cuore perché vorremmo prenderci cura di tutti quei capi che, in quest’anno, con forza e coraggio, hanno remato insieme ai propri E/G su rapide impetuose, a volte non sentendosi particolarmente attrezzati per affrontare questa meravigliosa avventura del servizio in branca: l'esigenza di formazione è diventata emergenza di formazione. Allora vogliamo provare tutti insieme a rialzare il tiro qualitativo del servizio dei capi, ripartendo dall’essenziale.

Ci sentiamo chiamati ad annunciare che i bisogni si incontrano solo uscendo da noi stessi e dalle nostre sedi, come singoli e come Associazione.

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BRANCA R/S

Tania, Marco e Don Michele - Incaricati e Assistente regionali alla Branca R/S

Erano gli albori del nostro nuovo anno associativo e ci preparavamo ad un lungo cammino formativo che dall’AREA R/S (quadri, formatori e capi eventi) ci avrebbe accompagnati, a partire dalle risonanze ricevute da don Tony Drazza (che attualmente svolge il servizio di aiutante di studio della Conferenza Episcopale Italiana, con l’incarico di Segretario particolare del Segretario Generale. Precedentemente ha ricoperto l’incarico di Assistente Nazionale del Movimento Studenti e del Settore Giovani di Azione Cattolica), suor Mina Rossi (che ha svolto la sua missione in Albania dal 2002 al 2021, a Melgush dove ogni anno ha ospitato una R.O.S.S. e diversi campi di servizio) e Giorgia Sist (medico in prima linea durante l’emergenza Covid. E’ stata, fino a qualche mese fa, incaricata nazionale alla Branca R/S. Ha contribuito, tra l’altro, alla riscrittura del manuale di branca, al documento “Ripartenza” e, in generale, alla cultura di branca RS maturata nell’ultimo decennio), a “incontrare” ogni zona della nostra amata Puglia.

Il nostro percorso cominciava con alcune parole che don Tony ci consegnava in riferimento alla maniera di vivere da Capi la relazione educativa nell’educare alla vita cristiana:

Siamo sulla stessa barca fisicamente e ci bagniamo anche noi insieme a loro. Noi non siamo sulla banchina, al sicuro, a guardarli vivere un’esperienza ma condividiamo la condizione di essere in mezzo alle onde con loro.

Parole profetiche che sarebbero state faro nella volontà di vivere e condividere la stessa condizione dei ragazzi e nella consapevolezza della presenza di Gesù sempre al nostro fianco sulla barca.

Il consesso dell’Area R/S ci ha permesso di maturare concetti e sollecitazioni rispetto alla capacità del Capo di collocarsi nella relazione educativa con gli R/S, di porsi in ascolto non solo delle parole ma anche e soprattutto dei cuori, di mettersi sulla strada e camminare al loro fianco vivendo esperienze vere e non pre-confezionate. Ci siamo interrogati rispetto alla nostra attitudine a ‘contenere’ le loro esistenze, i loro sogni ma anche alla nostra capacità di essere donne e uomini sempre in ricerca che si pongono domande e che testimoniano con la propria vita la scelta di essere (non fare) servi significativi e felici.

Il tema della relazione educativa risuonerà familiare a chi ha seguito i passi della branca degli ultimi due anni, periodo in cui abbiamo ritenuto fondamentale metterla al centro del nostro discernimento e del nostro operare. Abbiamo provato a darci uno stile comune, delle profezie, alcune parole maestre che ci hanno guidati nel percorso e ci hanno permesso di costruire il ‘dove’ e il ‘come’ collocarci da Capi all’interno di questa relazione.

Dicembre è stato il mese in cui l’area RS si è incontrata e ha consegnato alla pattuglia tanto da rielaborare: il frutto di tale rielaborazione ci ha portato in ogni zona ad ‘incontrare’ tutti, affrontando temi importanti e maturando via via pensiero di branca. E’ stato il periodo più faticoso ed entusiasmante che avremmo potuto vivere. Siamo, virtualmente, entrati nelle case di tutti i capi RS della Puglia e, sebbene, l’utilizzo della tecnologia sia stato un ripiego spesso faticoso, possiamo dire oggi che è stato un bel ripiego, anche molto emozionante.

Non possiamo dimenticare quanto e come abbiamo pregato insieme, condiviso emozioni e pensieri, accolto le fragilità che ci siamo narrate gli uni con gli altri.

Ad Aprile, a suggellare questo percorso, avremmo dovuto vivere la Route dei capi R/S della regione Puglia che ci avrebbe visti camminare, fianco a fianco, condividere, costruire e ancora rilanciare. Purtroppo tutto ciò non è stato possibile per note ragioni sanitarie. Abbiamo scelto di continuare comunque a camminare insieme vivendo il processo dal “dove mi colloco nella relazione educativa” al “come mi colloco”.

L’abbiamo fatto attraverso la proposta di una possibile dinamica relazionale, ideata nel contesto delle Branca R/S nazionale, sperimentata in larga scala nella nostra regione.

Parole che parlano” ci ha dato la possibilità di vivere la relazione ‘uno a uno’ tra capi, sapendo che nella vita di ciascuno c’è esperienza di Dio e che possiamo leggerla di parola in parola, accompagnati dalla Parola.

Fondamentale in tutto l’anno è stato il servizio degli IABZ che hanno incarnato appieno il mandato di quadri, animando gli incontri con i Capi delle proprie zone nel solco dei percorsi costruiti con i formatori R/S della nostra regione che all’interno degli incontri stessi hanno curato gli aspetti di formazione.

Abbiamo anche letto alcune criticità, antiche e sempre nuove: parole che parlano impone la narrazione della propria esperienza di Dio.

Denudarsi e mettersi al servizio in questa dinamica squisitamente educativa costa fatica ma ci permette di essere “simbolo” dell’esperienza che viviamo “sulla stessa barca”. Capi che testimoniano con la vita le proprie scelte per arrivare all’autodeterminazione della Scolta e del Rover, concetto fondamentale di tutta la progressione personale.

Una bella fatica che ci aiuta a ri-significare anche la nostra esperienza educativa, fare memoria delle nostre scelte, rinsaldarci in Cristo.

La “zona bianca” è arrivata ad anno associativo quasi terminato e la condizione precedente ha impedito di poter progettare e realizzare tutti gli Eventi di progressione personale a partecipazione individuale messi in programma. Abbiamo condiviso con i Capi al servizio di tali eventi alcuni spunti di riflessione metodologica ed educativa rispetto alla collocazione degli EPPPI all’interno della vita dei Clan, della P.P. dei singoli R/S, di una vita di branca che purtroppo, per diversi mesi, è stata mancante delle sue dinamiche fondamentali (strada, comunità, servizio).

Le disponibilità raccolte ad inizio anno sono mutate per ovvie ragioni e abbiamo provato a far convergere le forze per garantire la realizzazione di due weekend partenti che, per loro peculiarità all'interno della progressione personale, meglio di altri eventi possono farsi spazio nel percorso degli R/S al tempo delle restrizioni.

In questo discernimento comunitario abbiamo scelto di proporre un evento partenti realizzato a cura della pattuglia R/S e abbiamo raccolto la rinnovata disponibilità di uno degli staff dei weekend già in programma.

Le sfide a cui ci sentiamo chiamati per il prossimo anno ci sembrano significative.

Abbiamo da accogliere e far fiorire il mandato del consiglio generale che ci chiede di sperimentare, in tutte le regioni, i percorsi partecipazione e rappresentanza dei Rover e delle Scolte.

E’ un tema associativo forte e generativo, a volte, purtroppo, frainteso. E’ uno strumento educativo che permette ai Rover e Scolte di osservare, discernere e agire all’interno dei propri territori, contaminandosi e contaminando, nell’esercizio democratico di generare, insieme a realtà anche esterne dall’Associazione, pensieri e azioni volte alla costruzione del bene comune.

Abbiamo da ricostruire, con l’aiuto di donne e uomini di buona volontà, lo zoccolo duro degli staff di ROSS e laboratori che per due anni non si sono incontrati e non hanno potuto rigenerarsi nel trapasso nozioni e arricchirsi attraverso la relazione con Scolte e Rover partecipanti.

Vorremmo avviare per il futuro alcune riflessioni, scaturite dagli incontri con i Capi e dall’esperienza vissuta con i partenti, focalizzando l’attenzione sulla P.P. nello specifico della Partenza e dell’Ambiente Educativo quale luogo in cui il Capo si gioca appieno nella dinamica educativa. Vorremmo lasciarci provocare da alcuni interrogativi:

Nella scelta di Partenza del singolo R/S che ruolo ha il Capo? Dove e Come si colloca il Capo nel discernimento dell’educando alla scelta di servizio?

Che spazio diamo alla costruzione degli Ambienti Educativi a partire dalle Co.Ca. e nello specifico delle singole branche? E’ una dinamica che sappiamo costruire ed innescare?

Infine ci restituiamo, a questo link, il lavoro di raccolta su “Relazione educativa e…” che contiene tutto quello che ci siamo raccontati nelle zone e nelle zone gemellate.

Tale appendice, nelle ultime pagine, riporta il frutto dell’esperienza “Parole che parlano” proposta nelle zone, attraverso la quale molti Capi R/S della nostra regione hanno scelto di narrare la propria esperienza di Dio, di come l’abbiano ri-conosciuto. Crediamo possa essere un interessante contributo per l’AGESCI, per la Chiesa in particolare, per il fare memoria delle scelte di ogni capo.

Gesù, pregato dai discepoli, calma il vento e le onde. E pone loro una domanda, una domanda che riguarda anche noi: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?» (v. 40)

Noi vogliamo continuare a far risuonare le domande, quelle che ci permettono di uscire da noi stessi per andare incontro all’altro, quelle che ci liberano dalle nostre paure, dai nostri limiti e ci spronano a fidarci/affidarci: e se la cura fosse solo porsi le domande giuste?

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SETTORE PROTEZIONE CIVILE

Dario - Incaricato regionale Settore protezione Civile

Nel ripensare all’episodio della barca in tempesta l’analogia più immediata al percorso compiuto è sicuramente quella di iniziare a vedere un mare più calmo, pronti per uscire dalla tempesta.

Le notizie pervenute dalle varie Zone della Regione hanno evidenziato come, l’anno associativo appena trascorso, ancora nel mezzo della “tempesta” pandemica, sia stato vissuto dai vari gruppi con maggiore consapevolezza dei protocolli operativi vigenti. Tale consapevolezza ha permesso di svolgere attività e campi con i ragazzi affidatici e riprendere i necessari percorsi formativi per i nuovi Capi dell’associazione, seppure rimodulati con le limitazioni dovute.

Nell’ambito del numero di volontari del Settore, l’aver svolto corsi di formazione online per volontari (con oltre 100 volontari FORMATI e INFORMATI che si aggiungono ai circa 70 volontari del 2016), anche grazie all’aiuto e supporto di capi formatori PC di altre regioni, e l’aver ampliato il “parco” formatori per tali corsi (con 4 nuovi FORMATORI), aiutano a fare valutazioni importanti su come si può ritornare a essere punto di riferimento per la Protezione Civile in Puglia attraverso, principalmente, l’obiettivo di iscriversi nell’elenco regionale della Protezione Civile.

Non è da trascurare, inoltre, l’aver accolto nuovi referenti di Zona nel Settore PC (ad oggi sono 9 referenti su 11 zone) che possono essere di aiuto ai gruppi ma, soprattutto, monitorare le azioni associative messe in atto nei rispettivi territori.

A sottolineare la piena disponibilità nei confronti delle strutture associative, va segnalata la realizzazione dell’evento “Quando il gioco si fa duro… rendiamolo sicuro” sulla SICUREZZA in attività scout (purtroppo ancora online) insieme al Comitato della Zona Bari Centro.

Per l’anno prossimo, gli obiettivi saranno:

  • Maggiore presenza di supporto alle varie strutture (dalla Regione alle Zone) con l’intenzione di concretizzare collaborazioni con Fo.Ca., Branche e Settori;
  • Proporre e stabilizzare la realizzazione di corsi per volontari in presenza, cercando di realizzarne specifici per gli RS maggiorenni;
  • Per migliorare le competenze di noi capi su percezione dei rischi e valutazione dei pericoli, puntiamo all’ ideazione di eventi specifici di aggiornamento o formazione nell’ambito della sicurezza per le attività scout sia all’esterno e che nelle nostre sedi, attraverso, anche il coinvolgimento di altri enti e associazioni;
  • Consolidare il ruolo e le funzionalità della pattuglia regionale del settore PC, al fine di strutturarne la continuità operativa necessaria affinché il settore resti punto di riferimento in Regione.

Con l’augurio di poterci rivedere di persona con maggiore continuità.

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SETTORE NAUTICO

Marcello - Incaricato regionale Settore nautico

“Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite.” Mark Twain

È con questo spirito che il Settore Nautico, dopo il primo anno di pandemia, ha deciso di affrontare questi mesi dell’anno associativo. Un tempo necessario per ponderare e risignificare ogni passo.

Abbiamo scelto di cominciare a navigare insieme convocando l’Asilo dei Capitani, occasione d’incontro e confronto privilegiata dagli scout nautici. All’incontro hanno partecipato le Capo ed i Capi Reparto delle unità nautiche/ad indirizzo nautico della nostra regione. Abbiamo avuto modo di confrontarci sullo stato dell’arte dei gruppi e delle unità, di capire come il Covid abbia modificato le consuete attività e come si sono reinventati. La partecipazione di Chiara Della Mura, Incaricata Nazionale al Settore Nautico, ha permesso ai partecipanti di approfondire le tematiche relative all’ambiente acqua.

Insieme alla Branca E/G abbiamo deciso di sospendere l’edizione 2021 di “rE/Gatiamo...si salpi chi può!”, regata di mezzi nautici autocostruiti dalle squadriglie, per dare priorità alla vita dei Reparti, recuperando così l’opportunità di vivere in presenza l’avventura che la pandemia ha inscatolato all’interno dei monitor dei nostri PC. A malincuore abbiamo dovuto rinunciare alla realizzazione del campetto di multi specialità “Splash!” che nel corso degli anni precedenti aveva riscosso un grande successo.

La chiamata del Lecce 5 ci ha permesso di metterci a servizio, in prima linea, con i piedi nell’acqua! Siamo stati invitati, durante il Campo Estivo del loro Reparto, a far conoscere l’ambiente acqua e le sue potenzialità ai loro E/G. Abbiamo proposto la realizzazione di piccole zattere con materiale di recupero (principalmente pallet e taniche d’acqua). Il risultato? Il sorriso sui loro volti e la meraviglia dei Capi Reparto nel vedere che alcuni dei loro E/G, timorosi dell’acqua, si sono tuffati senza pensarci su. Quest’esperienza ci conferma che l’acqua diventa occasione formativa sviluppando, nello spirito d’avventura, i quattro punti di B.P.: le attività in acqua permettono infatti di strutturare il carattere, di sviluppare il corpo e potenziare la salute, di acquisire le capacità di trasformare le cose con le proprie mani e di rendersi utili agli altri.

Ci auguriamo, nei prossimi mesi, di poter mettere in piedi la pattuglia di settore e ripristinare il Centro Nautico: Capi a supporto di tutti i gruppi della regione che vorranno sperimentare e cimentarsi in attività nautiche.

Non ci resta che spiegare le vele...

SETTORE COMUNICAZIONE

Alessio - Incaricato regionale Settore Comunicazione

“A proposito di comunicazione, tre parole: stile, responsabilità, competenza” (Niccolò Caratelli – Incaricato nazionale settore comunicazione– Seminario regionale sulla comunicazione)

È un po' come quando si torna a casa al termine di una attività scout. Magari esausti, o forse anche un po' delusi da un qualcosa non andata proprio come la si voleva. È in quel momento che stiamo sviluppando l'idea di ciò che veramente è andato bene e cosa male.

Certamente le difficoltà vissute, le distanze, le preoccupazioni hanno forse permesso la riscoperta del sentirsi nuovamente sperduti tra piattaforme, eventi online, nuovi strumenti di videochiamata che già lo scorso anno associativo avevamo iniziato a saggiare. Tutti a bordo. Chi al timone, chi alle vele, chi alle cime. Nessuno ha avuto modo di dormire sottocoperta. Una sensazione che certamente è stata vissuta in maniera diversa anche solo rispetto allo scorso anno. La tecnologia, i nuovi strumenti di comunicazione sono esplosi nelle nostre cacce, nelle imprese di squadriglia e reparto, nei capitoli. Sono comparsi centinaia di account social connessi ad iniziative di gruppi e ragazzi, sono state pubblicate migliaia di foto e video che hanno colorato con le nostre tinte le bacheche dei principali siti. Sono nate nuove competenze che hanno in parte rotto quella patina di insicurezza che raccontava di uno scoutismo a volte ostile alla tecnologia. Ma andiamo per gradi.

Il Settore Comunicazione nel corso dell’Anno Associativo che va a tramontare, ha continuato a perseguire, seppur nelle difficoltà e nella necessità di superare le frontiere del “solito post” sui social, gli obiettivi proposti dal Piano della Comunicazione adottato all’inizio del mio mandato, nell’anno associativo 2019 – 2020.

La pattuglia ed i referenti di Zona alla comunicazione

Ad Aprile 2021, dopo un lungo periodo di confronto e di preparazione, è stata finalmente istituita la Pattuglia regionale alla Comunicazione. Così come previsto nel programma e grazie alla operosa collaborazione dei Responsabili di Zona, sono stati nominati diversi Referenti di Zona alla Comunicazione. Uno step necessario e propedeutico alla prosecuzione del Programma, che prevede, tra le altre cose, il miglioramento della narrazione delle nostre attività e della nostra identità associativa sui nostri canali istituzionali grazie ad una rete articolata e attiva sui territori della nostra bellissima Regione.

Il Sito Web regionale

Come da programma, si è proceduto ad avviare le procedure necessarie al rinnovamento del portale istituzionale di AGESCI PUGLIA. Al fine di uniformare all’immagine coordinata di AGESCI il sito, con il supporto dell’Ufficio Stampa Nazionale, si sta procedendo ad una lunghissima trasmigrazione dell’enorme patrimonio documentale e di dati presenti sul nostro portale, passaggio che permetterà di rendere la nostra finestra web per eccellenza non solo conforme e sicura, ma assolutamente leggibile e facilmente utilizzabile da tutti i dispositivi, che siano essi smartphone, tablet o PC.

I Social e la formazione

Complici forse anche le restrizioni indotte dal COVID-19, le iniziative scout, la narrazione delle nostre vite, ha permesso che i social – media diventassero strumento di comunicazione rapida, istantanea, a volte un po’ (troppo) lontana dal nostro stile. Ed è da qui che è partita la necessità di formarsi, di affinare le tecniche, di comprendere cosa è “scout” e cosa, evidentemente, non lo è. Argomento in parte affrontato nel corso di un seminario formativo condotto dal Settore Comunicazione lo scorso 13 giugno nel corso del Consiglio Regionale di Puglia AGESCI dal nome Comunicazione: dove, come, quando, perchè" (clicca qui per avviare la presentazione -Avviala con l'app Prezi per visualizzarla correttamente su smartphone, clicca qui per scaricarla), che ha visto la partecipazione di Niccolò Caratelli, Incaricato nazionale al Settore Comunicazione.

Insieme si fa

Il Settore Comunicazione ha supportato il Comitato Regionale nell’allestimento grafico e tecnico dei tantissimi documenti ufficiali da questo prodotti (La raccolta di riflessioni sulla “Fratelli Tutti” di Papa Francesco ne è un esempio bellissimo), ma anche al fine di ottenere la miglior riuscita delle Assemblee regionali, tenutesi straordinariamente in “modalità diffusa” a causa del perdurare dell’emergenza sanitaria.

Il settore ha avuto l’onore di collaborare con il Settore Comunicazione nazionale in occasione del Convegno Nazionale Assistenti tenutosi online nel mese di Gennaio 2021, occupandosi della narrazione sul portale nazionale (Giorno 1 Giorno 2Giorno 3) dei diversi giorni di formazione dedicati ad Assistenti Ecclesiastici e socia adulti

Ed a proposito di Immagine Coordinata, si osserva con una certa soddisfazione l’adeguamento, nella stragrande maggioranza dei gruppi e delle zone della nostra regione, alle proposte tecniche e grafiche elaborate nel Manuale di quell’ “uniforme digitale” che raccoglie tool per emblemi, carte intestate, funzionalità grafiche che uniscono la nostra Associazione lungo tutto lo stivale. Ma si può certamente migliorare ancora.

Nel prossimo anno associativo si auspica che, con la redazione di un protocollo atto a rendere più uniforme e coordinata la comunicazione della nostra regione, si procederà ad accogliere in maniera più attenta e oculata gli stimoli dei territori, le necessità comunicative di tutti i settori, le idee geniali delle branche, gli stimoli proposti dal Consiglio e dal Comitato regionale. Tutti insieme, sulla stessa barca.

Anche con i settori Giustizia Pace e Non Violenza, Protezione Civile e Foulard Bianchi si è potuto rodare il potenziale collaborativo sintetizzato tanto spesso in Area Metodo. Ma è solo l’inizio!

In un anno associativo che in realtà non ha mai manifestato, nonostante tutto, rallentamenti, nonostante le mareggiate, il Settore Comunicazione ha pensato di presentare, assieme alla propria Relazione annuale, una sorta di riepilogo di quanto affrontato nel corso di un anno tempestoso (clicca per aprirlo),insidiato dalla burrasca della pandemia, dall’ansia nelle comunicazioni, dalla frustrazione delle dirette live che non funzionano quando servono, dalla sofferenza di chi ha subìto, dal coraggio di chi ha avuto la forza anche di reinventare il proprio ruolo di capo anche “in modalità remota”, da chi si è ritrovato amorevolmente consolato dal pensiero che il Faro certo e incrollabile che illumina l'orizzonte non si spegnerà mai.

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Le parole hanno un peso e un valore.

Mossi da questa profonda certezza, tanto condivisibile quanto chiara, il Comitato regionale ha fatto propri i principi de “Il Manifesto della comunicazione non ostile e inclusiva” e li ha adottati come stile per la scrittura della relazione 2020/2021.

Ispirati anche dalle indicazioni contenute nelle nuove Strategie Nazionali di Intervento, che ci invitano ad attivare processi di comunicazione capaci di accogliere l’altro nella sua diversità ed unicità, ci è parsa una buona idea quella di proporre a tutti i Capi e le Capo “Il Manifesto” affinché, chiunque ne condivida i principi, vi possa aderire e ne adoperi lo stile nell’approccio alla lettura e all’interpretazione della relazione.

Ci auguriamo possa guidare tutti nel necessario confronto di idee e di opinioni che vivremo nell’Assemblea regionale autunnale.

Suggerimento per i contributi al confronto sulla relazione:

per consentire che venga correttamente archiviato con gli atti dell’Assemblea, sarebbe auspicabile che ogni contributo al confronto sulla relazione possa essere elaborato in forma scritta e inviato alla segreteria regionale all’indirizzo segreg@puglia.agesci.it entro il 16 novembre.

Clicca qui per visualizzare il Manifesto della comunicazione non ostile

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CREDITI

Grafica ed Impaginazione: Settore Comunicazione AGESCI PUGLIA

Foto di copertina: Marcello D'Introno

Figura n. 1: Due guide impegnate in una attività nautica - Gruppo Scout AGESCI Lecce 5 - Figura n. 2: Un momento dell'Evento di Branca E/G "RE/GATIAMO" - Figura n. 3: Un sacerdote del San Marco in Lamis 1 celebra la Santa Messa con Lupetti e Maestri di Specialità impegnati in un campetto in preparazione dei campetti di specialità - Figura n. 4: Un momento del seminario "Comunicazione: dove, come, quando, perché" - Figura n. 5: Un momento del Weekend Partenti - Figura n. 6: Il grande cerchio dell'Incontro Nazionale Incaricati Regionali (Giugno 2021) - Figura n. 7: Bandiera dell'AGESCI issata durante la Route per Capi della Zona Alto Tavoliere - Figura n. 8: Un capo in riflessione presso una base scout ASSORAIDER in San Marco la Catola (FG) Figura n. 9: La squadriglia Gazzelle del Gruppo Scout San Marco in Lamis 1 al termine della propria opera di realizzazione di un messaggio di fratellanza ed uguaglianza attraverso il mondo dello sport

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Bozza del programma regionale 2021/2022

PREMESSA

Se c’è un tempo che potremmo definire “straordinariamente produttivo”, sicuramente è quello in cui tutti i livelli regionali sono chiamati a contribuire alla stesura e alla successiva approvazione del programma.

Nel Comitato allargato prima, e nel Consiglio regionale dopo, si vivono le medesime dinamiche che vive un equipaggio al momento di organizzare la sua imbarcazione prima di prendere il largo: ci si muove con frenesia organizzata nel tentativo di rispettare le rotte da intraprendere e i tempi dettati dalle condizioni atmosferiche (l’insicura ma certa ripartenza dell’anno associativo), ognuno sa quale deve essere il suo posto d’azione, si lavora in squadra affinché la navigazione non abbia intoppi e si possano fronteggiare gli imprevisti. Nel nostro caso, tutto l’equipaggio di bordo è stato concentrato a verificare il buon funzionamento delle attrezzature e degli impianti (le APR e le SNI) e si è sforzato di valorizzarli, scegliendo le rotte più affascinanti (le azioni di programma).

Non sarà andata esattamente così la predisposizione del Programma regionale 2021-2022 ma il lavoro di analisi, l’elaborazione delle risposte ai bisogni formativi, l’individuazione delle priorità, la condivisione delle idee e dei percorsi, il lavoro collegiale e il sano confronto, ci è parso che abbiano seguito proprio questo stile organizzativo.

Il viaggio che quest’anno ci apprestiamo ad affrontare parte dall’idea di fondo che abbiamo bisogno di ritrovare l’interconnessione tra noi e il mondo (l’ecologia integrale); è tracciato sulla consapevolezza che abbiamo sete di occuparci di noi e della nostra crescita sia individuale che di comunità (prenderci cura); trova forza nella speranza di ricostruire (rigenerare); guarda lontano con competenza (esplorare).

Sono queste le azioni che ci faranno muovere e ci danno la spinta per vivere una nuova avventura.

Il Programma 2022, profumato anche dalle SNI che solo lo scorso settembre il Consiglio generale ha individuato, è formato da due macro-sezioni: gli scali principali (le azioni del Comitato, della Fo.Ca., dell’intera Area Metodo) ma anche dalle soste “fuori programma” le cui preparazioni ci accompagneranno per tutto l’anno associativo (attenzioni, stili di lavoro, questioni di cui il Comitato dovrà prendersi cura):

  • Rinnovare il sito web per sostenere i Capi attraverso un impiego efficace delle informazioni.
  • Mettere in pratica uno stile di lavoro che consenta di vivere i Consigli regionali come luogo della narrazione (tempi distesi, occasioni specifiche).
  • Incontrare le locali autorità ecclesiastiche.
  • Sostenere la ripartenza, il consolidamento e lo sviluppo dello scoutismo sul territorio pugliese: realizzare un’analisi dello stato attuale e delle prospettive.
  • Strutturare una campagna di comunicazione per la promozione (sensibilizzazione) di scelte responsabili e sostenibili.
  • Diffondere spunti di riflessione sul CANTICO DELLE CREATURE di San Francesco a supporto del cammino dei Gruppi.
  • Sostenere il CDA Caravella nell’operare scelte responsabili e sostenibili per prendersi cura dei soci, delle comunità ma anche del mondo che viviamo.
  • Aggiornare le linee guida per la predisposizione delle Pattuglie regionali.
  • Seguire le azioni legate a: Agenda 2030 e Sinodo.
  • Valutare l’opportunità di azioni concrete nell’ambito di intervento del Settore GPN.
  • Aver cura delle relazioni.

Nella consapevolezza che saremo chiamati a vivere l’ordinarietà che la grazia del Signore ci vorrà donare, ci auguriamo di poter dare concretezza a questo Programma attraverso le fatiche che i lavori ci condurranno a realizzare ma anche attraverso lo scambio degli sguardi, le strette di mano e gli abbracci che caratterizzano il nostro sentirci fratelli.

Buona strada e buon lavoro a tutti noi!

Created By
Alessio Pittari - Incaricato Regionale Settore Comunicazione
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