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L’ITALIA DAL FASCISMO ALLA REPUBBLICA

LA RESISTENZA

NASCE IL COMITATO DI LIBERAZIONE NAZIONALE

In seguito all’armistizio firmato tra il governo Badoglio e gli anglo americani l’8 settembre 1943, in Italia si scatenò il caos. Il sud era ormai in mano alleata. Nel nord i nazisti liberarono Mussolini e non misero a capo della Repubblica sociale italiana. Il giorno successivo all’armistizio si formò il comitato di liberazione nazionale composto dai rappresentanti dei partiti politici antifascisti che si erano ricostituiti nel sud. Nel 1944 si costituì il comitato di liberazione nazionale alta Italia. Partiti da 20-30.000 unità nelle settimane immediatamente successive all’armistizio, nel 1945 i partigiani arrivare una contare circa 200.000 effettivi tra cui molte donne. Divisi informazioni armate dette brigate di diversa ispirazione politica:

  • -le più forti e numerosi erano le brigate Garibaldi, comuniste
  • -le formazioni di giustizia e libertà erano legati al partito d’azione
  • -I socialisti combatterono nelle brigate Matteotti
  • -I cattolici avevano diverse formazioni: la più numerosa era la brigata fiamme Verdi
  • -c’erano poi formazioni di partigiani monarchici vedendo il governo Badoglio

I partigiani avevano le loro basi sulle montagne, dove era più facile nascondersi e difendersi, ma facevano anche nelle città organizzati nei gruppi di azione patriottica che compivano attentati contro obiettivi militari politici (caserme tedesche e fasciste, ufficiali, dirigenti politici ecc.)

LE FORMAZIONI PARTIGIANE SI ORGANIZZANO

Nel giugno del 1944, dopo la liberazione di Roma, tutte le formazioni partigiane vennero inquadrate nel corpo dei volontari della libertà. Era a comando Raffaele Cadorna, Ferruccio Parri e Luigi Longo. I nazisti chiamavano i partigiani “banditi“, cioè li consideravano dei criminali. Gli anglo americani riconoscevano invece ai partigiani la qualifica di combattenti, Per quanto non appartenenti a un esercito regolare. Tuttavia i rapporti tra la resistenza e gli alleati non furono sempre buoni: le brigate Garibaldi infatti erano espressione del movimento comunista italiano, fortemente legato allo Stalinismo.

I NAZIFASCISTI REAGISCONO ALLA GUERRA PARTIGIANA

Molti giovani che aderirono alla Repubblica sociale italiana credettero sinceramente di agire per recuperare L’onore dell’Italia, il cui sovrano aveva abbandonato di colpo gli alleati tedeschi. Non si resero però conto di combattere per uno stato completamente asservito ai nazisti e soprattutto, si comportarono con ferocia: le forze della RSI infatti arruolarono uomini a forza, terrorizzano una popolazione, fecero retate per consegnare ai nazisti gli ebrei. Da parte loro i nazisti principalmente le parti di SS si macchiarono di gravissimi crimini di molte città e paesi italiani. A Roma nel 1944, Uccisero 335 civili. A Marzabotto nell’ottobre del 1944 le s.s. accusarono l’intero paese di appoggiare i partigiani: Uccisero 1830 persone compresi vecchi e bambini.

LUNGO I CONFINI ORIENTALI AVVENGONO I MASSACRI DELLE FOIBE

La caduta del fascismo, i partigiani comunisti jugoslavi, guidati da Tito si impossessarono facilmente bellissima e delle zone di confine italo jugoslavo e del Friuli. Croati e sloveni italiani erano tre comunità presenti da secoli in Istria ma nei vent’anni precedenti la fascistizzazione imposta da Mussolini, aveva emarginato le prime due a vantaggio della comunità italiana. Tito aveva quindi ho progettato di scoraggiare sia la presenza italiana in quelle terre sia qualsiasi forma di occupazione al suo regime comunista. Così i partigiani di Tito colpirono indiscriminatamente a tutti gli italiani che consideravano avversari, che fossero ex fascisti o meno: uccisero fra 5000 e le 10.000 persone, gettandoli nelle foibe, le profonde cavità naturali delle carsiche a volte ancora vive e con le mani legate dietro la schiena.

LA RESISTENZA INTERESSA DIVERSI PAESI EUROPEI

Il movimento di resistenza antitedesca non fu un fatto circoscritto all’Italia. In Francia, la resistenza, incita al combattimento dal generale De Gaulle, diede un contributo determinante alla lotta contro i nazisti, specialmente nel periodo che preparò e seguì lo sbarco in Normandia. In Polonia, Russia e in Grecia ci fu un’attiva resistenza. In Germania forme di resistenza nacquero fin dai primi anni trenta. Durante la guerra, gruppi non violenti come La Rosa Bianca, cercarono di smuovere i tedeschi, ma vennero poi condannati a morte. Altri invece erano armati e nel corso degli anni cercarono di fare dei veri e propri attentati a Hitler, ma fallirono tutti.

NASCE LA REPUBBLICA

L’Italia è uscita scale in condizioni disastrose. Ma dopo la guerra si apre una nuova stagione culturale politica e riprendono vigore partiti in particolare: il partito comunista, la democrazia cristiana, chi è il nuovo partito dei cattolici, il partito socialista, il partito d’azione il forse moderne organizzate nel partito liberale e il partito repubblicano. Questi partiti si divide in due schieramenti: Uno filo-ccidentale e l’altro filo-comunista. Ci si divide anche in sostenitori della monarchia o della Repubblica. Subito dopo la guerra si formò un governo di coalizione, composta da tutte le forme antifasciste. Alle prime elezioni libere il 2 giugno 1946, italiani sono chiamati a votare i componenti dell’assemblea costituente, incaricata di redigere una nuova costituzione, e la forma dello Stato attraverso un referendum per la scelta tra monarchia e repubblica, il referendum si conclude con la vittoria della Repubblica il nuovo re abdica e va in esilio. Tra i partiti la democrazia cristiana alla maggioranza relativa dopo un primo governo di coalizione viene formato un nuovo governo democristiano. Il 1 gennaio 1948 entra in vigore la costituzione

LA COSTITUZIONE

Anche se non governavano più assieme, le diverse forze politiche continuarono a collaborar e nella preparazione della nuova costituzione che dovevano costituire il vecchio statuto Albertino (nel 1848 in Piemonte e poi esteso nel regno di Italia). La costituzione dell’Italia repubblicana Intro in vigore il 1 gennaio due 1948.

LE PIÙ IMPORTANTI ISTITUZIONI CHE PREVEDONO I PRINCÌPI SU CUI SI BASA:

  • L’Italia è una Repubblica democratica, con un parlamento composto da due camere, e Senato e la camera dei deputati (Che detengono il potere legislativo, ovvero il potere di emanare leggi).
  • Il potere esecutivo, cioè il potere di applicare le leggi è esercitato dal governo, che deve ottenere la fiducia del parlamento
  • Il presidente della Repubblica, massima carica dello Stato è eletto dal parlamento. Il suo compito indicare il presidente del consiglio
  • La magistratura (potere giudiziario) viene garantita nella sua autonomia indipendenza dagli altri poteri
  • La costituzione riconosce le libertà politiche e civili: di stampa, di pensiero, di associazione, di religione… Il forte accento sulle libertà del cittadino rappresentava la volontà di rottura con il passato della dittatura fascista
  • Il lavoro è posto a fondamento della Repubblica e, oltre al diritto al lavoro la costituzione riconosce anche il diritto allo sciopero
  • Sono istituite le regioni, per evitare il rigido centralismo del vecchio stato

Realizzato da Elisabetta Frisoli