La leggenda di Martisor
Storia della tradizione russa e rumena
Scuola dell' Infanzia "Luisa Spagnoli" Sez. A
Legenda Mărțișorului
Se spune că în trecut Soarele a luat chipul unui om pentru a participa la hora dintr-un sat. Văzând frumusețea și blândețea Soarelui, Zmeul l-a răpit și l-a încuiat în templul său. Un tânăr din sat se hotărâse să plece în căutarea Zmeului pentru a elibera Soarele. Căutarea tânărului adurat trei anotimpuri: vara, toamna și iarna. Spre sfârșitul iernii voinicul reușește să găsească castelul Zmeului, luptă cu acesta și eliberează Soarele. Eliberat, Soarele se întoarce pe cer și încălzește pământul, redând bucuria oamenilor. Tânărul este rănit grav de Zmeu iar sângele acestuia se scurge pe zăpada albă. Legenda spune că de atunci tinerii au început să împletească ciucurași: dintr-un fir alb care semnifică puritatea ghiocelului- prima floare ce vestește sosirea primăverii șiunul roșu care semnifică sângele voinicului sau dragostea pentru frumos.
Martisor: la festa della primavera
Ogni anno in Romania, Moldavia, Bulgaria, Macedonia del Nord e in Grecia il 1° Marzo si festeggia la primavera, che scaccia l'inverno. Il nome deriva dal diminutivo di "Marzo" (in rumeno Martie) ed ha il significato di "piccolo" o "caro Marzo". In genere si regalano piccoli amuleti (Mărțișor) alle fidanzate, mogli, figli, sorelle. Tali amuleti consistono in gioielli od oggetti decorati con cuori, fiori o animali avvolti in un nastro rosso che rappresenta la primavera che sta per avere inizio e bianco che rappresenta l'inverno appeno terminato.
La leggenda dell'occhio blu
Storia della tradizione rumena
La leggenda narra di un serpente gigante che era uscito dalle acque di Saranda e Delvina. Al ponte della città di Saranda, vi era una piccola fonte, alla quale moltissime donne e bambini attingevano acqua per la casa. Mentre delle donne stavano prendendo l’acqua, arrivò il serpente che si mangiò tutte quelle persone. Poi il rettile si avviò verso Sopot e, durante il viaggio, mangiò branchi interi di bestiame e divorò anche i due pastori. Un vecchio saggio propose alla gente del villaggio di caricare della legna secca e bruciarla sulla schiena degli asini. Quando il serpente si avvicinò per divorare la persona che stava dando fuoco alla legna secca, il destino volle che il serpente mangiasse in realtà gli asini. Così, mangiati gli asini, il serpente fu bruciato all’interno dalle fiamme. Il rettile, mentre bruciava, urlava: “Dove sei tu, mare, che hai generato la mia testa? E tu, fiume, fratello mio?” Il mare e il fiume da Sopot si avviarono verso di lui, mentre il serpente agonizzante si dimenava di fronte al monte, sul quale oggi sono rimasti i segni visibili della sua azione. Poi il rettile si avviò verso Sopot e, durante il viaggio, mangiò branchi interi di bestiame e divorò anche i due pastori. Un vecchio saggio propose alla gente del villaggio di caricare della legna secca e bruciarla sulla schiena degli asini. Quando il serpente si avvicinò per divorare la persona che stava dando fuoco alla legna secca, il destino volle che il serpente mangiasse in realtà gli asini. Così, mangiati gli asini, il serpente fu bruciato all’interno dalle fiamme. Il rettile, mentre bruciava, urlava: “Dove sei tu, mare, che hai generato la mia testa? E tu, fiume, fratello mio?” Il mare e il fiume da Sopot si avviarono verso di lui, mentre il serpente agonizzante si dimenava di fronte al monte, sul quale oggi sono rimasti i segni visibili della sua azione.
Scuola Primaria "De Amicis" classe 5^D
Credits:
Creato con un’immagine di WavebreakmediaMicro - "Teacher teaching mathematics to school kids in classroom"