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Il Risorgimento

Che cos'è il Risorgimento?

Immagina di essere un italiano della prima metà dell'Ottocento e di dover andare in carrozza da Napoli a Torino. Guardando la prima cartina, prova a dire quante volte dovresti mostrare i documenti e farti frugare i bagagli alle frontiere.

In che modo l'Italia, da secoli divisa in tanti piccoli Stati regionali sottomessi a governi stranieri, diventò uno Stato unitario, il Regno d'Italia?

Per i patrioti ottenere l'indipendenza voleva dire liberare il territorio italiano dalla dominazione austriaca. L'unità era il problema più complesso : l'Italia era divisa in una decina di Stati.

Uniti nella lotta per l'indipendenza e l'unificazione, i patrioti si dividevano sul modo per raggiungerla.

I principali orientamenti politici erano due:

  • liberale -moderato. L'indipendenza e l'unificazione dovevano essere raggiunte facendo un accordo con i sovrani ==> l'Italia governata da una monarchia costituzionale.
  • repubblicano - democratico. L'indipendenza e l'unificazione dovevano essere raggiunte con una lotta rivoluzionaria del popolo ==> Italia repubblicana

I moderati

Vincenzo Gioberti pensava all'Italia come a una federazione di Stati sotto la presidenza del papa. ==> NEOGUELFISMO.

Anche  Cesare Balbo pensava ad una federazione di Stati sotto però la monarchia dei Savoia, l'unica forza capace. secondo lui, di guidare il processo di unità.

I democratici

Carlo Cattaneo immaginava l'Italia futura come una repubblica federale.

Tra i democratici Giuseppe Mazzini

«Ebbi a lottare con il più grande dei soldati, Napoleone. Giunsi a mettere d’accordo tra loro imperatori, re e papi. Nessuno mi dette maggiori fastidi di un brigante italiano: magro, pallido, cencioso, ma eloquente come la tempesta, ardente come un apostolo, astuto come un ladro, disinvolto come un commediante, infaticabile come un innamorato, il quale a nome: Giuseppe Mazzini» Metternich

Mazzini concepiva l'Italia futura come una repubblica unitaria, per realizzare il suo programma, nel luglio del 1831 fondò la Giovine Italia.

Differenze tra Carboneria e Giovine Italia

I moti mazziniani

1833 Insurrezione nel Regno di Sardegna

1834 Insurrezione a Genova (Giuseppe Garibaldi)

1843-1845 Insurrezione in Romagna

1844 Spedizione in Calabria dei fratelli Bandiera

Tutti i moti fallirono

IL QUARANTOTTO ITALIANO

Nonostante il fallimento dei moti degli anni '20-'21 e '30-'31, in Italia continuava ad essere forte la voglia di indipendenza dagli austriaci.

Ascoltiamo questo coro famosissimo, il "Va' pensiero" dall'opera di Giuseppe Verdi Nabucco, dove si piange la patria "sì bella e perduta".

Il Nabucco è la storia di un popolo oppresso e di uno oppressore: gli Ebrei, che sognano la libertà volando sui ricordi della loro patria, e i Babilonesi che li assoggettarono. Nabucco, anzi Nabucodonosor, è il nome del re babilonese.

O mia patria sì bella e perduta!

Immaginate che la prima volta che Verdi mise in scena quest'opera (1842 al Teatro La Fenice di Venezia) il pubblico si alzò in piedi cantando e sventolando bandierine tricolori, davanti ai rappresentanti increduli dell'imperatore austriaco.

Tra il 1848 e il 1849 l'Europa e l'Italia furono attraversate da una serie di moti rivoluzionari

In Italia la prima insurrezione scoppiò a Palermo il 12 gennaio. Il re Ferdinando II fu costretto a concedere la Costituzione; per evitare l'insorgere di rivolte Leopoldo II, granduca di Toscana, Carlo Alberto, re di Sardegna, e Pio IX fecero altrettanto.

In un primo momento il Lombardo-Veneto, dominio austriaco, non sembrò scosso dalle proteste popolari ma...

Il 17 marzo 1848 a Venezia la popolazione, guidata da Manin e Tommaseo, si ribellò contro gli Austriaci e venne proclamata la Repubblica Veneta

Attività: Scrivi una breve didascalia cercando di spiegare cosa rappresenta l'immagine

Il 18 marzo 1848 a Milano una folla di cittadini scese in piazza e, dopo cinque giornate di combattimenti, prese il controllo della città.

In questa stampa del 1850 è raffigurata la battaglia di Porta Tosa, un episodio delle Cinque Giornate di Milano. Le barricate furono erette accatastando carri, panche di chiese, mobili, sedie del teatro, pianoforti ecc..

Osserva l'immagine e, utilizzando le domande-guida, scrivi un testo che spieghi che cosa avvenne a Porta Tosa

Ci sono popolani tra gli insorti? Borghesi? Donne?Bambini? Vedi dei feriti? Vedi insorti che combattono dalle finestre o arrampicati sui tetti? Gli insorti sono armati soprattutto da fucili: riesci a vedere anche armi improprie (forconi, bastoni)? Le barricate furono erette ammassando gli oggetti più diversi: prova a riconoscere alcuni dei materiali usati a Porta Tosa. Il tricolore fu considerato a lungo un pericoloso simbolo rivoluzionario, ma i tempi stavano cambiando: quanti tricolori riesci a contare nella stampa? In cielo vola un pallone aerostatico: secondo te, per quale scopo veniva utilizzato?

Palloni per avvertire i patrioti

Poi si pensò di mandare in aria palloni, che portassero con sè i nostri proclami. Gli Austriaci, accampati sui bastioni, stavano attoniti guardando quegli aerei messaggeri sorvolare le loro linee, e li bersagliavano con vari colpi. "Fratelli" diceva uno dei proclami "la vittoria è nostra. Il nemico in ritirata limita il suo terreno al castello e ai bastioni. Accorrete; stringiamo una porta tra due fochi ed abbracciamoci". In molti dei nostri territori i palloni furono segnale di rivolta; dappertutto misero in fermento i popoli. Turbe di contadini guidate da studenti, da medici, da curati muovevano da ogni parte verso Milano. (Cattaneo, Dell'insurrezione di Milano 1848)

Gli Austriaci furono costretti a rifugiarsi nel cosidetto "quadrilatero" : un sistema di fortificazioni compreso tra Mantova, Verona, Legnago e Peschiera del Garda

Incoraggiato dai successi di Milano e Venezia, Carlo Alberto, re di Sardegna, che aveva il progetto di creare un Regno dell' Alta Italia sotto il dominio dei Savoia, il 23 marzo dichiarò guerra all'Austria.

Il 23 marzo 1848 iniziava la Prima guerra d'indipendenza contro l'Austria

All'inizo del conflitto, l'esercito piemontese riportò una serie di vittorie. La situazione precipitò in poco più di tre mesi: Carlo Alberto fu sconfitto dagli austriaci e dovette chiedere l'armistizio.

Osserva: sembra che sia il maresciallo austriaco a pregare il re di Sardegna per un armistizio, mentre in realtà avvenne il contrario. E' un affresco celebrativo: si cerca di far apparire i Piemontesi come la parte più forte.

Carlo Alberto abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele II, che mantenne in vigore lo Statuto albertino

Sui muri di alcune città apparvero le scritta "W VERDI", che esprimevano ammirazione per il celebre musicista Giuseppe Verdi, ma significavano anche "W Vittorio Emanule Re D' Italia"

Ricapitolando

Cavour e la seconda guerra d'indipendenza

Dopo la sconfitta del 1848-49 gli Austriaci tornarono nel Lombardo - Veneto. In Piemonte rimase in vigore lo Statuto albertino e il Parlamento

Nel 1852 Vittorio Emanuele II nominò capo del Governo Camillo Benso, conte di Cavour.

Cavour mise in atto una serie di riforme che trasformarono il Regno di Sardegna in uno Stato moderno : sviluppo del commercio, dell'agricoltura e dell'industria, realizzazione di un sistema di comunicazione più efficiente, riorganizzazione del sistema fiscale. Ma sapeva bene che il Piemonte per progredire non sarebbe potuto rimanere un piccolo Stato in competizione con le grandi potenze europee.

Cavour cercò di ottenere appoggi in Europa per annullare la presenza dell' Austria in Italia. Fece partecipare il Piemonte alla guerra di Crimea per potersi sedere al tavolo degli accordi di pace (Congresso di Parigi, 1856).

A Plombieres Cavour stabilì un'intesa segreta con Napoleone III: in caso di guerra la Francia sarebbe intervenuta a fianco del Piemonte, ma soltanto se fosse stata l'Austria ad aggredire per prima.

Molto più di un semplice bacio

Questo famoso quadro è stato interpretato come un'allegoria del trattato tra Francia e Italia: la Francia è rappresentata dalla donna vestita di celeste, mentre l'Italia dall'uomo che ha le calze rosse e fodera del mantello verde

Il Piemonte mise in atto ogni sorta di provocazione.

Il 10 gennaio del 1859 il re di Sardegna, Vittorio Emanuele II, lesse in parlamento il suo messaggio di inizio d'anno. Esso si concludeva con parole particolarmente gravi e significative, che suscitarono allarme nel governo austriaco e riaccesero nei patrioti itaiani la speranza

Il grido di dolore

Signori senatori, signori deputati, l'orizzonte in mezzo a cui sorge il nuovo anno non è pienamente sereno, ciò nondimeno vi accingerete con la consueta operosità ai vostri lavori Parlamentari, confortati dall'esperienza del passato andate risoluti verso l'avvenire. Questo avvenire sarà felice. Il nostro paese piccolo per territorio acquistò prestigio nei congressi dell'Europa perchè grande per le idee che rappresenta, per le simpatie che esso ispira. Questa condizione non è priva di pericoli. Giacchè nel mentre che rispettiamo i trattati non siamo insensibili al grido di dolore che da tante parti d'Italia si leva verso di noi.

Rispondi:

  1. Che cosa intende Vittorio Emanuele II con l'espressione poi divenuta famosa "non siamo insensibili al grido di dolore che da tante parti d'Italia si leva verso di noi"?
  2. Perchè il discorso suscitò l'entusiasmo dei patrioti italiani?

L'Austria cadde nella trappola e dichiarò guerra al Piemonte.

Il 23 aprile 1859 inizia la seconda guerra d'indipendenza

L'esercito franco-piemontese ottenne delle vittorie contro gli austriaci. Napoleone III, temendo che il Piemonte diventasse troppo forte, firmò un armistizio con l'Austria a Villafranca (11 luglio 1859).

Il Regno di Sardegna ottenne la Lombardia, il Veneto rimase in mano agli Austriaci. In Toscana, Emilia e Romagna vennero indetti dei plebisciti; le tre regioni scelsero di essere annessi al regno di Sardegna

Che cos'è un plebiscito?

Ricapitolando

Garibaldi e la spedizione dei Mille

Per avere un’Italia completamente unita mancavano ancora il centro-sud e la Sicilia.

A Palermo scoppiò un'insurrezione subito repressa dal re Francesco II. Garibaldi decise di sfruttare il momento difficile di Francesco II e di intraprendere una spedizione per cacciare i Borbone.

La notte tra il 5 e il 6 maggio 1860 con due navi Giuseppe Garibaldi partì da Quarto (Liguria) per la Sicilia. Aveva con sè poco più di un migliaio di volontari in camicia rossa: i Mille

Con un proclama Garibaldi invitò i giovani bergamaschi a partire come volontari in vista della spedizione in Sicilia: più di 180 partirono da Bergamo per Marsala nella notte fra il 5 e il 6 maggio 1860. A Gandino, in provincia di Bergamo, furono tinte le Camicie Rosse dei garibaldini, presso la “Tintoria degli Scarlatti di Prat Serval”. Sullo stabile, ora in disuso, una lapide recita: “Qui arte vetusta tinse le camicie rosse, che sangue generoso avrebbe ritinto nelle battaglie della libertà”. Poiché Bergamo diede il numero maggiore di volontari all’impresa guidata da Garibaldi per il compimento dell’unità nazionale e per i meriti dei corpi di volontari durante la seconda guerra d’indipendenza la città, unica fregiata di tale riconoscimento, assumerà il nome di «Città dei Mille»
Quarto, 5 maggio 1860 Sire, non io ho consigliato i movimenti dei Siciliani (la rivolta popolare scoppiata a Palermo nell'aprile 1860) ma dal momento che essi sono insorti contro la più immane tirannide dell'epoca nostra (quella dei Borboni), non ho creduto dover esitare nel pormi a capo della spedizione. So di avventurarmi ad un'impresa rischiosa, ma pongo la mia confidenza in Dio, nel coraggio e nella devozione dei miei compagni. Se ci arride la fortuna, io sarò lieto di ornare la corona della Maestà Vostra di una nuova e forse più splendida gemma ( il regno delle due Sicilie). Lettera di G. Garibaldi a Vittorio Emanuele II

Rispondi:

  1. Che cosa annuncia Garibaldi a Vittorio Emanuele II
  2. Come giustifica la decisione presa?

Sbarcati a Marsala, i Mille, con l’aiuto delle popolazioni locali, riescono a sconfiggere l’esercito dei Borboni a Calatafimi. Garibaldi e i suoi uomini risalgono la penisola e liberano anche tutto il sud dai Borboni, ricevendo spesso appoggio dalla popolazione e dai contadini che speravano nella fine delle ingiustizie sociali e nella distribuzione delle terre dei latifondisti.

Quando i contadini capirono che neppure Garibaldi era disposto a dar loro le terre, scoppiarono le prime rivolte. I garibaldini le soffocarono spietatamente, come avvenne a Bronte, dove Nino Bixio, luogotenente di Garibaldi, fucilò i contadini che avevano occupato le terre.

La marcia di Garibaldi verso Napoli fu molto rapida; il re borbonico fu costretto a fuggire. A questo punto Cavour decise di intervenire, inviando l'esercito che occupò le Marche e l'Umbria, territori dello Stato pontificio.

Garibaldi e il re Vittorio Emanuele II si incontrarono il 26 ottobre 1860 nella cittadina di Teano (Caserta) e Garibaldi consegnò al re piemontese le conquiste compiute al sud.

Nel mese di novembre la popolazione del Regno delle due Sicilie, delle Marche e dell'Umbria votò per l’annessione all’Italia.

il 17 marzo 1861, il primo parlamento nazionale proclamava a Torino la nascita del Regno d'Italia, designando Vittorio Emanuele II "Re d'Italia"

L’unificazione era però, come vedi dalla cartina, incompleta, le regioni che corrispondono al Trentino, al Veneto (diventeranno italiane con la terza guerra d'indipendenza) e al Friuli restavano infatti sotto l’Austria,

Il papa regnava ancora sullo Stato della Chiesa.

Il 20 settembre 1870 I bersaglieri entrarono a Roma attraverso la Breccia di Porta Pia e posero fine allo Stato pontificio e al potere temporale del papa.

Il 3 febbraio 1871, Roma divenne la capitale del Regno d'Italia

Rispondiamo alla domanda che ci siamo posti all'inizio:

"Che cos'è il Risorgimento?"

La parola Risorgimento si riferisce agli avvenimenti storici attraverso i quali l'Italia raggiunse la propria unità.

Created By
Zoraide Miggiano
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