L'innovazione è cultura prima che evoluzione tecnologica
- Le esperienze italiane per l’innovazione: Classe 2.0, Scuole 2.0, le azioni dei Centri Scolastici Digitali (CSD)
- Web Tools
con l’obiettivo di trasformare l’intero sistema didattico italiano
Le esperienze italiane per l’innovazione prima del PNSD
- 2007 – Modificare gli ambienti di apprendimento e promuovere l’innovazione digitale nella scuola
2008 – 2012
- - Azione Lim;
- - Clas@ssi 2.0 (non più la classe in laboratorio ma il laboratorio in classe. L'azione Cl@ssi 2.0 è partita nell’ anno scolastico 2009/2010 con 156 classi di Scuola Secondaria di primo grado);
- - Scuol@ 2.0 (percorrere una linea di innovazione più avanzata);
- - Azione Editoria Digitale Scolastica;
- - Accordi Miur –Regioni (per accompagnare un processo di innovazione digitale in maniera più capillare);
- - Azione Centri Scolastici Digitali (CSD- per soddisfare le esigenze di scuole situate in territori disagiati)
2013 – 2014
- - Azione WIFI (stanziamento per la connettività gratuita nelle scuole);
- - Azione Poli Formativi (individuazione di istituzioni scolastiche per l’organizzazione di corsi di formazione sul digitale rivolto ai docenti)
- fin dal 2000 OSSERVATORIO TECNOLOGICO (servizio di supporto telematico per raccogliere dati sul processo di digitalizzazione)
Il processo di digitalizzazione si è sviluppato anche attraverso risorse stanziate a livello europeo con la Programmazione operativa nazionale (PON Istruzione) 2007-2013 che ha previsto
- Investimenti per gli ambienti digitali nelle scuole
- investimenti sulla formazione del personale docente sulle nuove tecnologie con i progetti Didatec Base e Avanzato.
4 filoni di innovazione
- Nella “classe 2.0” gli studenti formano gruppi mobili per fare ricerche, creare libri e video didattici (con un software gratuito e i computer di classe). È il “team leader”, non il docente, a presentare la lezione, che si avvale anche di una Lim. L’istituto tecnico industriale e liceo scientifico “Majorana” di Brindisi costituisce un esempio.
- Un altro è la cosiddetta “Scuola 2.0”, che destruttura l’ambiente scolastico. Il ministero ha individuato dieci istituti dove sperimentarla: il dirigente scolastico dell’istituto tecnico Volta di Perugia, ad es., ha strutturato la scuola per dipartimenti facendo muovere i suoi studenti e lasciando i docenti fissi nelle classi. In ogni piano, i docenti di una stessa disciplina possono incontrarsi in uno spazio comune dove scambiare esperienze e materiali. Le normali lezioni frontali sono integrate con simulazioni su computer e apprendimenti collaborativi.
- Un terzo filone è l’Aula 3.0. Arredi mobili ricomponibili a seconda delle esigenze didattiche, ambienti aperti trasformati in laboratori di ricerca e ricchissimi di tecnologie. È il caso dell’Istituto “Facchetti Treviglio” di Bergamo: adotta l’insegnamento ribaltato “flipped teaching”. Si studia a scuola e si seguono le lezioni da casa. I materiali sono condivisi via Dropbox; su Facebook circolano i compiti da fare. Ogni aula ha una Lim per condividere le lezioni. Gli studenti usano a casa e in classe un iPad, in comodato d’uso gratuito. - Casi particolari sono le scuole remote che la tecnologia salva dall’isolamento e dal rischio di scomparsa. Qui si formano classi condivise, con studenti iscritti a istituti diversi, che seguono la lezione in videoconferenza. La utilizzano anche per entrare in contatto con esperti e docenti di altre parti d’Italia. Accade sulle isole di Marettimo e Lampedusa, in provincia di Savona o sull’Appennino Toscano, grazie al progetto Piccole Scuole Crescono.
- Un ultimo filone di innovazione sono quindi le scuole che hanno concentrato gli sforzi nella trasformazione della didattica. Innovativo, in questo filone, è l’Istituto Comprensivo “Bruno da Osimo” (Ancona): l’insegnante dice agli studenti dove devono studiare la lezione (su Internet), dà un obiettivo finale (produrre un testo) e poi li fa lavorare in gruppi.
Risorse
- dal 2007 al 2011 l’Italia ha speso 110 milioni di euro in scuola digitale;
- ha rallentato nel 2012-2013, con 40 milioni di euro (per metà dalle Regioni). Per il 2014, 15 milioni di euro per mettere il Wi-Fi nelle scuole e 5,3 milioni per dispositivi digitali di lettura;
- Le risorse previste fino al 2020 sono pari a oltre un miliardo di euro, di cui circa due terzi provengono dai Fondi Strutturali e di Investimento Europei (Fondi SIE) e relativo cofinanziamento nazionale, collocati nel PON “Per la Scuola”.
Tutto il patrimonio delle esperienze legate alle precedenti versioni del PNSD e al PON Istruzione è stato documentato e reso pubblico da una collaborazione tra RAI, MIUR e Indire, attraverso una serie di puntate di Rai scuola e la trasmissione “Generazione digitale”. Un corpus piuttosto esteso dei materiali utilizzati per la formazione continua dei docenti realizzati in seno alle azioni PNSD e PON è pubblicato sulla piattaforma-repository curata e gestita da Indire, Scuola Valore, recentemente aperta ad accesso pubblico.
Strumenti per sostenere il processo di apprendimento
- BLENDSPACE - TES un servizio web based che consente di realizzare lezioni e condividerle con i propri studenti. Permette, infatti, la creazione di classi. Si ispira nella costruzione della lezione alla Content Curation.
- LEARNINGAPPS.org, applicazione Web 2.0 volta a sostenere i processi didattici e di apprendimento tramite piccoli moduli interattivi. I moduli esistenti (chiamati App) possono essere inseriti direttamente nei contenuti didattici, ma anche creati o modificati dagli utenti stessi online.
Tools per produrre
- Wordprocessor, Programmi per presentazioni (Google presentation, Prezi, Adobe Spark, Powtoon)
- Produzioni audio/video (Audio (Audacity), video: Windows Movie Maker, Animoto, Storify Kate’s Video Toolkit, WeVideo/Avidemux, VSDC Free Video Editor, Freemake Video Converter, ottimo programma di conversione video ma allo stesso tempo è un buon programma editor). Ottimo se si gestisce un canale Youtube, il programma permette di caricare il tuo video direttamente sul tuo canale. MPEG StreamClip, VirtualDub, Free Video Editor, Wondershare Filmora.
- Per smartphone: Tellagami, Flipagram.com. PIXLR: editing fotografico. Programma di foto ritocco online simile ai programmi da desktop come Adobe Photoshop.
- Learning Object (LO) eXelearning, Simulazioni (Foglio elettronico, Geogebra)
- Editor di contenuti digitali per l’editoria, la formazione e la didattica:
- -- ►Ebook ePubEditor
- --►ScribaEPUB è una piattaforma con cui potrai creare il tuo ebook in formato epub direttamente online, in modo veloce e intuitivo. È gratuito
COS'È E COME SI CREA UN'INFOGRAFICA
L'infografica (anche nota con termini inglesi "information design", information graphic o infographic) è l'informazione proiettata in forma più grafica e visuale che testuale. Come tecnica è nata dall'incrocio delle arti grafiche con il giornalismo e l'informatica.
Un'infografica vale spesso migliaia di parole
Illustra i tuoi dati, rendili appetibili e comprensibili, belli e interattivi
- Easel.ly : creazione di infografiche per esporre contenuti e concetti in maniera semplice e intuitiva.
WebQuest
- Web Quest è un'attività di ricerca che consente agli studenti di ricavare informazioni tramite un percorso guidato da domande, risorse e compiti prestabiliti dai docenti stessi.
- L’ideatore di questo “dispositivo pedagogico-didattico basato sul computer” è Bernie Dodge, professore di tecnologia educativa all'Università di Stato di San Diego, che formalizzò il modello nel 1995.
Una Webquest prevede sei fasi
- la fase introduttiva, nella quale vengono fornite delle informazioni di base
- la presentazione del compito
- la descrizione del procedimento da seguire per portare a termine il compito mediante lavoro di gruppo
- l' individuazione delle risorse occorrenti
- la valutazione dell'attività
- un momento conclusivo per fare il punto su quanto appreso.
- Generalmente la Webquest è un'attività di gruppo e l'apprendimento si avvale quindi anche di interazioni di tipo relazionale.
- Gli studenti sono invitati a risolvere problemi reali, cioè in situazione, legati a un determinato contesto di esperienza che può sviluppare contemporaneamente le loro capacità di analisi, sintesi e valutazione.
- Il docente organizza preventivamente il lavoro, visionando e scegliendo i siti più adatti e formulando chiaramente COSA e COME gli studenti dovranno fare.
- Egli assume il ruolo di mediatore dei processi di interazione, partecipazione ed apprendimento degli allievi, con interventi finalizzati a rendere superabili momenti di impasse, di difficoltà; aiuta gli alunni a riflettere sul processo di attuazione e a valutare l’attività svolta.
TABLET & WEB 2.0 TOOLS BASED ON BLOOM'S TAXONOMY
Bibliografia, Sitografia e link
- Colazzo Salvatore, Formare al pensiero abduttivo con Webquest, in Gaetano Domenici (a cura di), La ricerca didattica per la formazione degli insegnanti, Monolite, Roma, 2007, pp. 19-38, ISBN 978-88-70331-024-2.
- http://deenakelly.edu.glogster.com/webquest-template
- http://dirtdirectory.org/categories/brainstorming
- https://www.easel.ly/
- www.epubeditor.it/
- https://www.evernote.com/
- https://learningapps.org/
- http://learningapps.org/display?v=p3s1ce0v316
- http://luimartin.altervista.org/WebQuest-che%20cosa%20e.pdf
- https://it.padlet.com/
- https://pixabay.com/it/
- https://pixlr.com/
- https://www.powtoon.com/
- www.scribaepub.info/
- https://sd2.itd.cnr.it/index.php?r=site/scheda&id=5924
- https://www.tes.com/lessons
- https://www.tes.com/lessons/ab87rbNcb2aizQ/learning-apps
- http://www.webquest.it/
- http://webtools4u2use.wikispaces.com/Finding+the+Right+Tool?responseToken=841a96f5a05fbd0bbc258b7166711c5e
- https://wetransfer.com/
- https://www.wunderlist.com/