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“Un alito nuovo per aiutarci a respirare” Domenica 14 maggio – VI domenica di Pasqua

Dio onnipotente, fa’ che viviamo con intenso amore questi giorni di letizia in onore del Signore risorto, per testimoniare nelle opere il mistero che celebriamo nella fede.

DAL VANGELO SECONDO Giovanni (14,15-21)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».

«Siamo fatti per amare, nonostante noi». Non è il vangelo di Giovanni, ma Filippo Neviani, in arte Nek. Sì, perché d’amore si parla ovunque. L’amore si canta, si dipinge. D’amore si scrive. L’amore s’immagina, per amore si soffre e per amore persino ci si lascia. Ci si ricatta, per amore: Se davvero mi ami…

Non sembra esagerare anche il Risorto in queste righe, costringendoci ad amarlo? Come si può amare per costrizione?

Se per noi l’amore è un sentimento, che attraversa storie e tempi, che emoziona, che accresce e che svanisce, per Gesù è lo stile che contraddistingue l’unico possibile senso di una relazione. Ma che necessita di un colpo d’alito nuovo - quel Paraclito promesso - per difenderlo dall’apatia, dalla svogliatezza, dall’insensibilità, dalla banalità. Dall’umano individualismo.

Il Risorto ci chiede senza mezzi termini di prender parte alla sua vita trasformando noi stessi nel comandamento che l’evangelista sintetizzerà nel capitolo successivo: «Che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Più che di amore, Gesù conferma una Presenza - e questa volta sì - per sempre, siglando una fedeltà oltre ogni limite e che, a differenza dell’amore nostro, non ha bisogno di ulteriori declinazioni. È un Amore che non necessita di parole ma di sguardi, che non ha risposte per tutto ma che tutto ascolta, che riempie ogni spazio e che si mescola all’aria. Scardinando l’ordine consueto delle cose, diventa semplicemente un tutt’uno col respiro, e tra tutte le traversie umane, un orizzonte di speranza.

PREGHIERA

Non vi lascerò orfani…

Quante paure

racchiuse nel profondo

delle esistenze.

E dentro le nostre ansie

tu poni una promessa:

di restare

per sempre

con noi e in noi.

Sguardo e respiro,

incontro e compagnia,

corpo a corpo

tra me e te.

Vieni altro Paraclito,

vieni Spirito santo

fuoco che illumina e riscalda,

vieni!

Amen

Strumenti per approfondire:

IN ASCOLTO DELLA PAROLA: Riflessione a cura di padre Francesco Patton, Custode di Terra Santa. A corredo della rubrica “le formichine” di Fabio Vettori, inedite ma, certamente apprezzate, interpreti della Parola, di domenica in domenica.

Per trovare tutto il materiale:

Photos by: www.unsplash.com e Vita Trentina

Credits:

Creato con immagini di Rawpixel.com - "Rear view of a group of diverse woman friends walking together" • EVERST - "Man praying at sunset" • Marco - "Sympathetic woman hugging friend with EMPATHY and SUPPORT. Friendship concept between two best friends" • chaunpis - "Mother encouraged her son outdoors at sunset, silhouette concept"