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Dr. med. Danuta Zemp membro del Comitato ANQ, medico cantonale di San Gallo fino a settembre 2022

Ritratto

Danuta Zemp, a fine 2022 ha lasciato il Comitato dell’ANQ dopo oltre cinque anni e mezzo. Le manca già l’ANQ?

Assolutamente! È stato un piacere collaborare nel Comitato, è molto raro trovare un organo in cui Cantoni, assicuratori e fornitori di prestazioni possano esporre collegialmente le loro diverse posizioni. Ho dato le dimissioni perché dal 1° novembre 2022 ho assunto la conduzione della clinica Rheinburg del Gruppo Valens e, di conseguenza, non ho più potuto rappresentare i Cantoni in seno all’ANQ.

Ultimo giorno di lavoro nell’Ufficio del medico cantonale di San Gallo: la dr. med. Danuta Zemp con Gabriele Metzger.

Nel Comitato dell’ANQ sono rappresentati i fornitori di prestazioni, gli assicuratori e i Cantoni. Immagino non manchino le discussioni.

È vero. Tutti i membri del Comitato vengono inviati dalle rispettive organizzazioni e devono ovviamente tutelarne gli interessi. Sono dunque rappresentati tutti i punti di vista e ogni tema viene discusso in tutte le sue sfaccettature. Il dibattito è intenso, soprattutto quando verte su competenze e costi. Alla fine, l’obiettivo è trovare una soluzione che metta tutti d’accordo. Una collegialità così marcata e la forte cultura del dibattito sono spiegabili con il fatto che i membri perseguono lo stesso scopo, ossia la qualità del sistema sanitario. È un denominatore comune che permette di raggiungere il consenso.

In qualità di medico cantonale ha mai avuto a che fare con le misurazioni dell’ANQ?

Ogni Cantone è al contempo istanza di autorizzazione e autorità di sorveglianza, e ogni Cantone organizza i suoi compiti in modo diverso. Vi sono pertanto notevoli differenze a livello di posizionamento e di impiego di personale nel campo della qualità. A San Gallo, per tematiche relative alla qualità l’Ufficio del medico cantonale collabora strettamente con quello dell’approvvigionamento sanitario. Quindi sì, ho avuto a che fare con i risultati delle misurazioni. Soprattutto quando sono ripetutamente anomali, occorre affrontare attivamente il tema con gli ospedali in questione.

Che cos’era particolarmente importante per lei in qualità di rappresentante cantonale in seno al Comitato dell’ANQ?

Da un lato ho cercato di portare la voce dei Cantoni nel Comitato dell’ANQ e, a tale scopo, ero continuamente in contatto con colleghe e colleghi di altri Cantoni. Dall’altro, ho funto da ambasciatrice dell’ANQ nei confronti dei Cantoni, visto che non tutti percepiscono la sua importanza e il suo ruolo. Visto che il legislatore ha assegnato la responsabilità della qualità, rispettivamente delle convenzioni della qualità, ai partner tariffali, molti faticano a considerare questo tema di valenza cantonale. Eppure quando si tratta di rilasciare licenze a medici o di occuparsi della pianificazione ospedaliera, i Cantoni devono confrontarsi con temi relativi alla qualità. L’ANQ offre il contesto ideale per coordinarsi e discutere l’attuazione delle rispettive direttive, così da evitare doppioni tra Cantoni e assicuratori, e da ridurre l’onere burocratico per i fornitori di prestazioni.

Quali temi di misurazione sono rilevanti per i Cantoni?

Le PROMs (la valutazione delle ripercussioni di un trattamento o di un intervento dal punto di vista dei pazienti) e la qualità delle indicazioni sono essenziali, anzi, sono aspetti ai quali occorrerebbe dare ancora maggiore importanza. In un paese come il nostro in cui vengono erogate moltissime prestazioni sanitarie, un’elevata qualità dell’indicazione è decisiva. Secondo stime effettuate negli Stati Uniti, il 20-30% degli interventi non sarebbe (ancora) necessario. Le misurazioni della qualità dell’indicazione verificano se i pazienti ricevono le cure giuste nel momento giusto. A tale scopo, servono criteri chiari e misurabili, nonché la disponibilità di tutte le parti coinvolte a essere messe in discussione.

Quali incarti erano sovente all’ordine del giorno nel suo periodo in seno al Comitato dell’ANQ?

L’orientamento strategico dell’ANQ alla luce delle modifiche legislative è stato costantemente un tema centrale. Ciò si è tradotto in nuovi compiti per l’ANQ e in un ampliamento delle sue prestazioni, soprattutto nel quadro delle convenzioni sulla qualità. Ci siamo inoltre occupati regolarmente del perfezionamento di singole misurazioni, tenendo sempre presente che i rilevamenti e i rispettivi risultati non devono servire solo a Cantoni e assicuratori per migliorare la qualità, bensì anche a ospedali e cliniche.

Dove scorge potenziale di miglioramento per l’ANQ?

L’ANQ assume nuovi compiti nell’attuazione delle convenzioni sulla qualità per fornitori di prestazioni e assicuratori, garantendo una stretta connessione tra i Cantoni. Il conseguente ruolo di coordinatrice e di moderatrice potrebbe essere ulteriormente ampliato, per esempio con offerte mirate volte a sostenere i Cantoni nei loro compiti inerenti alla qualità, il che sarebbe prezioso in particolare per i Cantoni che dispongono di meno risorse e competenze. Posso per esempio immaginarmi che in futuro l’ANQ organizzi e moderi tavole rotonde regionali. A livello operativo, ciò consentirebbe di sincronizzare le attività di Cantoni e assicuratori, soprattutto quando si tratta di emettere sanzioni nei confronti di singoli fornitori di prestazioni.

Che cosa augura all’ANQ in futuro?

Prima di parlare del futuro, desidero cogliere l’occasione per ringraziare il Comitato dell’ANQ per lo spirito di squadra e l’ottima collaborazione. La mia riconoscenza va anche alla Direzione e al personale del Segretariato generale. Il loro impegno e il loro entusiasmo mi hanno sempre impressionata.

Tornando al futuro, per me è pacifico che il rimborso delle prestazioni sanitarie sarà orientato alla qualità, la quale diventerà quindi ancora più importante. La salvaguardia della qualità è un concetto tutt’ora poco radicato in particolare nel settore ambulatoriale. Fino a non molto tempo fa, le direttive in materia si limitavano a quello stazionario. Ora, però, con il nuovo disciplinamento delle autorizzazioni per i medici, queste direttive si sono fatte strada anche nel regime ambulatoriale. L’ANQ potrebbe assumere un ruolo ancora più incisivo in tutto il settore sanitario, auspico che diventi il punto di riferimento per il tema della qualità.

La dr. med. Danuta Zemp, MPH, è stata medico cantonale di San Gallo dal 2017 al 2022. In precedente, è stata medico cantonale supplente in Ticino e incaricata delle questioni inerenti all’Aids per il Canton Zurigo. Da novembre 2022, è direttrice della clinica di riabilitazione Rheinburg a Walzenhausen e, parallelamente, segue un Executive MBA all’Università di San Gallo.

Foto: © Geri Krischker / ANQ; Daniela Bologna (1a foto)