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Ridurre all'osso ricordiamo come si fa?

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Stiamo lavorando sulla poesia autobiografica.

Abbiamo letto più poesie e ci siamo chiesti : cosa le rende efficaci? Come hanno fatto i poeti a raccontare un po' di se stessi usando i versi? Come hanno fatto a costruire immagini efficaci?

Leggendole, abbiamo anche provato a rintracciare le minilesson che secondo noi i poeti hanno applicato.

Quindi, abbiamo buttato giù la nostra check list.

Poi abbiamo lavorato in prescrittura usando innanzitutto degli attivatori.

Qualcuno ha già steso la prima bozza.

Durante la fase di revisione, proveremo ad applicare le minilesson che conosciamo, ora però soffermiamoci nuovamente su quella che abbiamo chiamato "Riduci all'osso".

Teaching Point

Oggi torneremo sulla minilezione "Riduci all'osso" , rifletteremo su come essa sia stata applicata nei testi autobiografici che abbiamo letto e proveremo ad applicarla consapevolmente in quelli che stiamo scrivendo.

Rileggiamo il testo "Chi sei?" di Irene Marchi.

Osserviamo come la poetessa cerchi di comunicare la sua "essenza" usando tre immagini efficaci e riducendo all'osso il testo. E' presente una domanda, tre immagini ed una similitudine.

Le parole usate sono poche e "pensate" con attenzione.

  • la crepa sul muro
  • il cuscino macchiato
  • la tazza bella, scheggiata

Nel testo ci sono prevalentemente nomi ( posizione/crepa/muro/ cuscino/ tazza/imperfezione).

Ci sono pochi aggettivi (macchiato/ bella/ scheggiata), di cui due molto specifici (macchiato/ scheggiata) ed uno più generico, ma usato in modo funzionale a rendere il contrasto (la tazza è bella ma scheggiata!).

Anche i verbi, come gli aggettivi sono ridotti all'osso, prevale l'uso del verbo "essere" ( chi sono/ qual è/ sono solo imperfezione).

All'osso sono ridotte le altre parti del discorso.

Scegliere con cura le poche parole preziose da usare è ciò che dobbiamo fare.

Coinvolgimento attivo

Provate a ridurre all'osso questo testo.

Sono poche le cose

per me importanti,

quelle che mi servono

per sopravvivere.

Mi basta

un po' di pane

anche secco,

e un dito di latte.

Soprattutto

per me

è importante

poter vivere sotto questo cielo

osservando queste nuvole.

Ecco il testo originale di Velimr Chlebnikov

Poco mi serve.

Una crosta di pane,

un ditale di latte,

e questo cielo

e queste nuvole.

Link

Questa strategia, come sapete, può essere applicata ogni volta che scriverete un testo poetico.

Created By
Rosangela Costanzo
Appreciate

Credits:

Foto da Pixabay - Grazie al gruppo degli Italian Writing Teachers. Il mio blog: ilquadernodoro.blogspot.com