F U T U R I S M O PROPAGANDA E COMUNICAZIONE

EDITED BY ROSSI MATTEO

INDICE

  • FUTURISMO E MARINETTI
  • ARTE FUTURISTA E BOCCIONI
  • LA PROPAGANDA NEI REGIMI TOTALITARI
  • GEORGE ORWELL "BIG BROTHER IS WATCHING YOU"
  • FONT E LETTERING E CLASSIFICAZIONE DEI CARATTERI

Manifesto futurista

IL FUTURISMO E LE AVANGUARDIE

Caratteri Generali

Il futurismo è un movimento artistico che inizia nel febbraio del 1909, comprende tutte le discipline artistiche come, la pittura, musica, teatro, politica e moda. Il fondatore Filippo Tommaso Marinetti, che pubblica sul quotidiano francese “Le Figarò” il manifesto del futurismo.

L’ importanza del giornale francese e la vicinanza geografica con l’Italia, fa espandere il futurismo anche nella nostra penisola, dove la massima affluenza al movimento si ha a Milano, dove abita e opera Marinetti.

Un altro polo importante per la diffusione del futurismo si ha a Firenze, intorno alla rivista “Lacerba” fondata nel 1913 da Giovanni Papini e Ardengo Soffici, dove nascono altri grandi esponenti del movimento come Buzzi, Cavacchioli e Folgore.

Il Concetto

Come tutti i movimenti d’Avanguardia, il futurismo si oppone alla tradizione. Si proietta tutto nel futuro e si ispirano alla realtà contemporanea e ai simboli del progresso. I principali temi trattati erano la velocità, il dinamismo, le macchine e tutto quello che era di nuova generazione. Cambia la percezione di loro stessi e vedono l’uomo come potenza, che spesso porta i futuristi ad essere aggressivi e violenti.

La Politica

Fondamentalmente Nazionalisti, favorevoli alla guerra, che Marinetti definisce come “Sola giene del mondo”. Il movimento compone opere in maniera provocatoria e satirica e si serve della propaganda dei manifesti nei principali giornali ma anche con l’aiuto del cinema, spettacoli teatrali e serate a tema futuriste. Lo scopo ludico come quello politico era scuotere il pubblico, dando scandalo e screditare la borghesia.

Il Linguaggio

Nel Futurismo viene rinnovata la Poetica rispetto alla tradizione. Marinetti, l’ideatore del movimento , inventa un nuovo modo di scrivere, dove accosta liberamente e intuitivamente i termini che servono a descrivere il dinamismo e la frenesia della vita moderna. Adotta questo metodo rinunciando all’uso della punteggiatura, alle regole di sintassi e all’ eliminazione di aggettivi, avverbi e parti accessorie del linguaggio, per concentrare il lettore nella materialità del racconto.

L’intento principale dei futuristi è di far percepire l’arte con più sensi possibile, infatti davano molta attenzione alla grafica visiva, usando caratteri tipografici insoliti, ed ad un massiccio uso di onomatopee.

FILIPPO TOMMASO MARINETTI

Marinetti nasce nel 1876 ad Alessandria D’Egitto, consegue gli studi secondari presso i gesuiti ed appena diciottenne si trasferisce a Parigi dove entra in contatto con gli esponenti francesi delle avanguardie. Ritorna in Italia agli inizi del 900 e fonda a Milano nel 1905 la rivista “Poesia” e poi con il Manifesto Futurista fonda il movimento a cui dedica tutte le energie intellettuali e di organizzazione culturale. dopo il grande successo Marinetti viene definito “ Caffeina D’Europa”.

Tra le suo opere più sorprendenti ci sono: “ Mafarka il Futurista” scritto nel 1910 favorevole alla guerra in Libia dove assiste alla battaglia di Adrianopoli e enfatizza la violenza sulla prosa giornalistica della battaglia di Tripoli e nel poemetto “ Zang Tumb Tumb “ Dopo un viaggio in Russia appoggia con deci- sione l’intervento del Italia nella prima guerra mondiale, partendo volontario per il fronte. Nel dopo guerra aderisce al fascismo e diventa amico intimo di

Benito Mussolini che nel 1929 lo nomina accademico D’Italia. Marinetti muore nel 1944 a Bellagio nella sua residenza sul lago di Como.

Poetica (Parole in Liberta)

La Poetica del futurismo era incentrata completamente sulla modernità, il dinamismo e l’ambigua bellezza della guerra intesa come spettacolare potenza del industria e della forza mentale umana. Nel suo più famoso scritto “ Zang Tumb Tumb” Marinetti trasmette i rumori del conflitto bellico Turco. Il poemetto è scritto con la tecnica inventata da Marinetti “Parole in Libertà”, dove lo scopo principale è comunicare contemporaneamente sensazioni acustiche e visive, grazie all’attenta cura al aspetto grafico. Per quanto riguarda la sintassi si stravol- gono le regole dove si ha l’abbandono della punteggiatura e l’inserimento di simboli matematici.

ARTE FUTURISTA

Come nella letteratura, nella musica e nel cinema il futurismo si espande anche all arte. Nasce a Milano nel 1909 con la pubblicazione da parte di Filippo Tommaso Marinetti, del Manifesto dei pittori futuristi sul quotidiano francese “Le Figaro”. Il manifesto, rivolto al popolo, conteneva tutte le tesi del nuovo movimento. Il punto fondamentale del futurismo era quello della Rottura con il passato andando contro l`accademismo. I temi principali raffigurati sono, il dina- mismo ,l’energia, la velocità e tutto quello che rappresentava il movimento. Nel 1912 a Parigi si tenne la prima mostra futurista. nelle prime opere futuriste si continua ad utilizzare la scomposizione dei piani e dei colori, tecnica tipica dei divisionisti. Boccioni l’esponente più importante del movimento, dipingeva per pennellate divise e filamentose, apprese da Giacomo Balla e perfezionate a Milano. Il distacco dal divisionismo si ha intorno al 1911, quando gli artisti futuristi incontrano il cubismo a Parigi. Da qui sviluppano la tecnica della scomposizione dei piani e dei volumi, che consente di rendere più efficace l’idea di movimento.

Nel 1912 a Parigi si tenne la prima mostra futurista. Tutti i pittori di questo movi- mento hanno passato una prima fase divisionista per poi diventare cubisti e infine futuristi. I futuristi elaborarono una tecnica in grado di rendere il movimento dei corpi, la simultaneità degli eventi, e la disgregazione degli spazi. Tutti i pittori futuristi tentano di rappresentare contemporaneamente le diverse azioni e le successive posizioni di un soggetto in movimento. La breve vita del futurismo si concluse verso il 1914,

UMBERTO BOCCIONI

Nasce a Reggio Calabria nel 1882, frequenta gli studi di Giacomo Balla, da cui ne prende la tecnica divisionista, basata sul uso dei colori, non mescolati fra di loro e disposti sulla tela in piccole pennellate affiancate. Anche Boccioni firma il manifesto dei pittori futuristi scritto da Marinetti di cui il motto era “Tutto si muove, tutto volge rapido”. Intorno al 1915 deluso dalla superficialità di alcune opere di alcuni futuristi Boccioni modifica il suo stile e recupera alcune tecniche di pittori impressionisti in particolare quelle di Cèzanne, vedendo nella sua opera un esempio di rigore e concretezza formale. Boccioni muore nel agosto del 1916 cadendo da cavallo.

LA CITTA' CHE SALE

Nel 1910 dopo numerosi bozzetti realizza “Il Lavoro” poi successivamente rinominato con “La Città Che Sale”. Olio su tela, conservato a New York al Modern Art Museum. L’artista rappresenta la frenetica crescita di una città moderna. L’idea di dinamismo viene dato attraverso l’ uso di colori caldi e soggetti poco definiti con scie di movi- mento. Nel opera possiamo notare in primo piano un cavallo imbizzarrito che rappresenta l’inarrestabile progresso industriale tecnologico, nello sfondo si vedono a sinistra un tram e il movimen- to della città e a destra degli edifici incostruzione. L’obbiettivo di Umberto era di andare oltre al reale e di rappresentare un emozione o uno stato d’animo.

FORME UNICHE DELLA CONTINUITA' NELLO SPAZIO

Bocconi si dedicò molto anche alla scultura dove anche li cercò di rappresentare il movimento e la fusione tra corpi e spazio, con l’utilizzo di diversi materiali come legno, carta, vetro e metallo. La sua scultura più famosa è “Forme Uniche Della Continuità Nello Spazio” realizzata nel 1913, in bronzo e costudita nel Museo del 900 a Milano. L’opera rappresenta un uomo nell’atto di correre, senza braccia e senza testa, e gli elementi elementi esterni che condiziona- no la sua corsa come, il vento e lo spostamento d’aria.

LA PROPAGANDA NEI REGIMI DEL 800

La pubblicità è definita un operazione realizzata attraverso tutti i possibili mass media con l’obbiettivo di far conoscere al pubblico una serie di prodotti. Nasce intorno alla seconda meta del 800 quando le industrie si sostituiscono all artigianato, dove i cittadini non comprano più i prodotti alla bottega, dove vengono fatti ma alle fiere e ai negozi. Non erano più sufficienti le insegne per segnalare un locale ai viaggiatori, occorreva industrializzare anche la comunicazione. La comunicazione diventa importante quando il produttore ed il cliente non sono più in contatto e con una produzione di massa serviva anche una comunicazione di massa.

La Stampa

La stampa è senza dubbio lo strumento che rese possibile la comunicazione a quei tempi, grazie alla possibilità di riprodurre all’infinito un immagine o un messaggio. Le prime forme di ma- nifesti furono creati nel 1870 con i manifesti stradali, affiancati da vignette e testi sui quotidiani.

La Propaganda

La propaganda è una forma di comunicazione, realizzata tramite la diffusione di idee con delle tecniche particolari cui il compito è di influenzare e modificare le opinioni ed i comportamenti di un determinato gruppo sociale, o di più gruppi per il raggiungi- mento di una finalità di carattere politico.

I Regimi Totalitari

La propaganda fece la fortuna dei regimi totalitari grazie alla presenza di un leader carismatico e alla creazione del suo mito, Infatti i 3 grandi regimi totalitari del 900 (Fascismo, Nazismo, Stalinismo) si servivano tutti della propaganda per conquistare il consenso delle masse. La manipolazione della vita dei cittadini avveniva in ogni ambito della loro vita dalla radio, ai giornali, agli spettacoli teatrali e soprattutto nel’ insegnamento scolastico che era il miglior metodo per crescere le nuove generazioni secondo il regime. La tecnica con cui agivano sulla propaganda era manipolare la memoria delle persone nascondendo le cattive notizie e mettere in risalto solo quelle positive.

GEORGE ORWELL

George Orwell was born in India and then he moved to England, Orwell work together with the activity of journalist and critic, the one of writer. His literary production was very close to political issues such as the impotence of capitalist governments in the face of Nazi expan- sion, together with economic depression and poor working conditions. Like many left-wing intellectuals, Orwell felt a moral duty to fight on the republican side du- ring the Spanish Civil War, where grown in him a deep awareness of the manipulation of socialist enthusiasts and a strong opposition to the totalitarian methods of the Communist world.

BIG BROTHER IS WATCHING YOU

“1984” is a dystopian novel about a dictatorship. Oceania is a world of perpetual war, of government surveillance and public mind control. The individual is always subordinated to the State, and for this reason the Party can manipulate and control people. The Party has absolute control of the press, communication and propaganda; language, history and thought are controlled in the interest of the state. For do this the dictator use a poster evrywhere of your figure (a man withe black mustaches) and a telescreen istalled in every home where spy every people, and this device can’t switch off. The rebellion against the rules is punished with prison, brainwashing and rehabilitation. The protagonist Winston Smith works for the Ministry of Truth and he is responsible for the Party’s propaganda rewriting history to render the Party always correct. In secret revolt against the State, Winston decides to keep a diary and starts a relationship with a young girl, Julia. When he is discovered, he is arrested by the Thought Police because he is considered an enemy of the Party. Then, he is subjected to “rehabilitation treatment”, a programme of mental and physical torture. At the end he is “cured” but destroyed in body and soul: he has no will or emotion of his own.

FONT E LETTERING

Il Lettering riporta il “carattere tipografico” alle sue origini idiografiche, cioè simboliche e figurative. Come se si associasse la moderna scrittura tipografica occidentale alla tradizione calligrafica orientale. Ad una parola si associa il linguaggio grafico, ovvero quell’elemento rappresentativo di un messaggio che va al di là del significato stesso della parola, dando al lettore un emozione che condiziona la lettura del testo. Sebbene il riferimento grafico di partenza, nel Lettering, sia la scrittura tipografica, in tutte le sue forme definite dai fonts, il carattere, la lettera, la parola, escono dai canoni rigidi della tipografia ed entrano in un contesto creativo, dove il segno fonetico diventa segno grafico. Il Lettering è un mix di: elementi, colori, gerarchie e contenuti che danno origine alla composizione grafica. L’effetto ottico deve prevalere, deve colpire l’osservato- re che deve essere attirato a leggere il testo e interpretare i contenuti in base al font scelto. Lo studio del font si basa su un applicazione quasi esclusivamente creativa e artistica ma ad ogni applicazione è consigliato usare un font diverso diviso in gruppi e attenersi alle regole di comunicazione.

CLASSIFICAZIONE DEI CARATTERI

I caratteri per per essere utilizzati correttamente avevano bisogno di una classificazione. Dopo varie classificazio- ne l’ultima riconosciuta tutt’ora viene pubblicata da Maximilian Vox, ripresa dall’ Associazione Tipografica Internazionale, che sotto il nome di DIN16518 divide i caratteri in 11 grandi famiglie

  • Veneziani
  • Romani antichi
  • Transizionali
  • Bodoniani
  • Egiziani
  • Lineari
  • Lapidari
  • Scritture
  • Manuali
  • Medievali
  • Stranieri.

La struttura del Carattere

I caratteri sono composti da vari parti infatti la singola lettera è divisa in 4 parti

  • Le aste
  • Le grazie
  • I raccordi
  • Il corpo

Le aste sono le linee che compongono il carattere che possono essere rette, spezzate, curve o miste

  • Le aste rette possono essere ascendenti, discendenti, medie, traversali a barra o traversali a incrocio.
  • Le aste spezzate sono quelle non perpendicolari alla linea di base.
  • Le aste curve sono composte di archi (curve aperte) oppure occhielli (curve chiuse).
  • Le aste miste sono date da una combinazione delle tre precedenti tipologie

Le grazie invece sono le parti finali delle aste e servono ad accentuare l’espressione artistica del carattere. Esse variano a seconda del tipo di carattere, e possono essere:

  • Angoliformi, come ad esempio nel carattere lapidario romano
  • Fratte, come ad esempio nel carattere gotico
  • Curviformi, come ad esempio nel carattere rinascimentale
  • Digradanti, come ad esempio nel carattere transizionale
  • Estemporane e e manuali come nel carattere calligrafico
  • Fregiformi come nel carattere ornato
  • Contrastanti come nel carattere egiziano

Il corpo del carattere invece è l’altezza complessiva del carattere, che compren- de le linee mediane che delimitano il minuscolo, le linee ascendenti che delimitano il maiuscolo, e gli spazi di separazione dagli altri caratteri, chiamati spalla superiore e spalla inferiore. La misurazione dell’altezza dei caratteri viene essere effettuata in:

  • Punti Didot (usati in Italia e in Europa continentale, 1pt = 0,376mm)
  • Punti Pica (usati in GB e USA), 1pt = 0,352mm
  • Punti Postscript (o punto elettronico, utilizza la misurazione Pica al computer)
  • In tutti e tre i diversi sistemi di misurazione, 12pt equivalgono a una riga tipografica.

Caratteri Odierni

La realizzazione grafica dei caratteri tipografici risponde a variabili stilistiche ed estetiche, che costituiscono diverse famiglie di caratteri. La differenza più grande che possiamo avere tra un carattere ed un altro è la presenza o meno di grazie, cioè la terminazione grafica delle aste. I caratteri si distinguono i caratteri a bastoni o lineari, che sono privi di grazie detti “San Serif” e quelli invece graziati. La classificazione di caratteri ad oggi è più complessa ed in continuo aggiornamento, con la sempre crescente diffusione di testi stampati e dell editoria multimediale cè la necessita di fare ordine tra i vari caratteri. La classificazione da noi adottata è quella di Maximjlian Vox degli anni 50 con l’aggiunta di alcune classificazioni per i caratteri moderni che non rientravano nelle categorie da lui emanate.

Un altro elemento fortemente caratterizzante di un font è il peso, che rappre- senta lo spessore delle lettere, nello specifico il rapporto tra area inchiostrata e area in bianco della serie di caratteri. Più sono numerose le parti sottili delle lettere di uno stesso carattere, più il testo è leggibile anche a dimensioni ridotte. Le variazioni di peso possono essere espresse in:

  • Thin, che è un carattere molto fine come dice la parola
  • Light, carattere leggero, poco più consistente del thin
  • Medium o Regular, rapporto tra inchiostro e bianco 1:1 è il migliore come leggibilità
  • Italic, pesantezza come il regolar ma con le lettere leggermente inclinate
  • Bold, comunemente chiamato grassetto per la sua pesantezza accentuata
  • Black e Extra Black. poco usato nei testi per la sua massiccia pesantezza dei caratteri

L’ultimo accorgimento dobbiamo averlo quando impaginiamo un testo è la crenatura che viene utilizzata per correggere lo spazio tra le lettere. Alcuni font hanno la caratteristica di ridurre lo spazio nel caso di accoppiate di lettere (come ad esempio la “A” e la “V”) dove può venire a crearsi uno spazio bianco eccessivo, che rende l’aspetto disomogeneo. Questo è importante, soprattuto nei testi di grande dimensione e nei titoli, dove lo spazio eccessivo tra due lettere diventa più evidente.

La superficie occupata dalle lettere può essere proporzionale o non proporzio- nale. Nel primo caso si parla di caratteri monospaziati, dove ogni lettera occupa sempre la stessa superficie indipendentemente dalla sua dimensione reale. Mentre nei caratteri proporzionali le lettere occupano uno spazio proporzionato alla propria dimensione (ad esempio la lettera “i” occupa meno superficie di altre lettere come la “d”).

P O R T F O L I O

Esperienze Lavorative

Due anni fa insieme a tre miei amici fondammo una società' di nome TETRA*, che si occupa di organizzare serate in discoteca, siamo partiti dal niente con poche pubbliche relazioni e zero fama, abbiamo lavorato duro e impegnato molto tempo nella realizzazione di questo progetto. Nel corso dei due anni ci sono state serate molto positive e negative, ma non ci siamo mai montati la testa ma neanche scoraggiati, abbiamo continuato a seguire la nostra passione per la musica, la festa e lo stare a contatto con la gente e questo ci ha portato ad ottimi risultati. Io oltre alla parte organizzativa, curo l'aspetto grafico della serata e la pubblicità che è il motore trainante di tutto. La comunicazione si basa quasi esclusivamente sui social, dove ai giorni d'oggi possiamo trovare un parco clienti molto vasto. La nostra pagina si chiama Tetra* party Arezzo che ad oggi conta più di 2000 "like" ed è in continua crescita. Ogni contenuto che pubblichiamo nella pagina lo pubblicizziamo con gli strumenti di Facebook che consentono di pagare delle somme, a scelta del risultato che vogliamo ottenere per mettere in risalto i nostri contenuti, cercando il più possibile di allargare il bacino di clienti. Ad oggi siamo diventati una potenza della vita notturna, dove nelle serate più proficue riusciamo ad avere un incasso totale tra i 20 e i 30 mila euro. Oltre che ad un tornaconto economico, abbiamo iniziato questo progetto per pura passione, e sopratutto per impegnarsi in qualcosa di serio e sopratutto per cimentarsi nel mondo del lavoro. Grazie a questo gruppo sono riuscito a farmi conoscere nel panorama aretino dove ho conseguito altri lavori. Ringrazio inoltre gli insegnanti di indirizzo che sono sempre stati disponibili a darmi preziosi consigli e correzioni per i lavori extra scolastici. Ed un sincero grazie a loro che mi hanno ispirato e fatto appassionare al mondo della multimedialità, soprattuto in quello della grafica che è il settore dove vorrei continuare gli studi nei prossimi anni.

Questo è il mio sito web personale, dove spiego quello che faccio, e dove è possibile contattarmi per lavoro.

Created By
Matteo Rossi
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