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Il palco per spogliarsi dalle proprie maschere pirandelliane Diario di bordo di una scrittrice affascinata, Elisa Pavese (3-8 aprile 2022)

GIORNO 1: l'inizio della ricerca di un nuovo "io"

Impercettibili dettagli, rivelatisi poi imprescindibili per rasserenare un animo affaticato come il mio, hanno avviato un'esperienza indimenticabile che è esordita con occhi sognanti nel vedere per la prima volta un lanoso gregge celeste e nel sorvolare, letteralmente direi, sulle problematiche della mia realtà quotidiana.

Micheal, 2 anni

Mi soffermo sul raccontare uno di questi piccoli dettagli grazie a cui mi sono posta l'obiettivo di vivere l'esperienza con leggerezza -che non include superficialità- e di sfruttare ogni occasione per crescere e camminare sempre più sulla strada della felicità.

La foto sovrastante raffigura Micheal, un bimbo siciliano di soli due anni i cui occhi supplicavano compagnia per superare l'ora per lui interminabile di viaggio. "Io sono Spiderman", mi ha detto, "e ai supereroi come me e come mio cugino Gianmarco, niente fa paura perché siamo invincibili, se stiamo insieme!"

Micheal ha imparato da me a contare sulle dita delle sue piccole mani ma io da lui ho imparato che gli occhi ci parlano più di quanto possa sembrare e che si può arrivare ovunque se non ci si fa bloccare dalle apparenze e dai timori.

La serenità e scene di vita quotidiana

La Sicilia ha iniziato a proporci di metterci in gioco conoscendo gruppi di ragazzi toscani e un piccolo gruppo di ragazze provenienti dalla Turchia e decidiamo così di spingerci oltre Agrigento, assistendo al maestoso spettacolo della Scala dei Turchi, luogo in cui torneremo il giorno seguente.

Tornati in città il gruppo turco e il mio ci siamo avviati verso il teatro Pirandello, in cui ora risiede un pezzetto del mio cuore. Qua abbiamo incontrato l'attore e regista Marco Savatteri insieme con ragazzine ossolane dell'ultimo anno delle scuole medie, accompagnate dal loro professore di lettere. "Rompiamo il ghiaccio": ci confrontiamo sulle nostre origini e passioni.

GIORNO 2: Luigi Pirandello, "come una lucciola sotto un gran pino solitario"

“Io dunque son figlio del Caos; e non allegoricamente, ma in giusta realtà, perché son nato in una nostra campagna, che trovasi presso ad un intricato bosco"

Visite interattive alla scoperta dell'ego dello scrittore, letture di sue lettere scritte a mano per la moglie Antonietta e per il figlio Stefano e l'ascolto di curiosità sulla sua sfiduciata concezione di vita hanno preceduto il forte momento dell'incontro tra il mio corpo e ciò che di lui rimane, ceneri "murate in qualche rozza pietra" sotto il pino secolare vicino a cui è nato, spezzato però da una tempesta anni dopo.

la roccia contenente l'urna dell'autore, realizzata da Marino Mazzacurati

La Scala dei Turchi è una falesia di marna bianca, roccia sedimentaria di natura calcarea ed argillosa, che spunta a picco sul mare lungo la costa di Realmonte, poco fuori Agrigento. Presenta una forma ondulata e irregolare con linee rotondeggianti a causa dell'erosione provocata dall'acqua e dal vento.

Il suo nome è legato alla leggenda secondo cui il luogo era il riparo delle navi turche i quali salivano i gradoni nella roccia per depredare i luoghi lungo la costa. Nonostante sia chiusa al pubblico dal 2020 per pericolo frana e crolli, incoscientemente la gente sorpassa le reti e le transenne, velocizzando così i processi di erosione.

Laboratorio teatrale: il nostro corpo come mezzo di trasporto...emotivo

Abbiamo obiettivi da perseguire e il nostro corpo può essere o un ostacolo o un facilitatore a seconda del nostro approccio con lui e del nostro utilizzo.

COME INSEGNARE A USARLO BENE NELLO SPAZIO?

Durante le prime lezioni di teatro si utilizza come strategia "il gioco della zattera", in cui tutto lo spazio a noi circostante è considerato palcoscenico, quindi come una zattera che crolla se non è ben bilanciata: nessuna zona vuota e corpi in equilibrio anche al cambiare delle circostanze (velocità di spostamento, cambio di posizione, salti, cambi di direzione ecc...)

teatro come conoscenza di sé e degli altri

GIORNO 3: καθαρσις in scena

Non credevo ai miei occhi, anzi, alle mie orecchie: la mia voce risuonava veemente dal proscenio agli spalti!

CHIESA DI SANTO SPIRITO

un'affaccendata ma disponibile suora del convento di Santo Spirito ci ha aperto l'uscio traballante dell'omonima chiesetta gotica come se fosse la serratura di un vecchio scrigno. Davanti a noi è apparsa l'inaspettata bellezza artistica delle sculture a tecnica trompe-l'œil dietro il presbiterio a cupola!

Nel cappellone sono rappresentate la Gloria della Santissima Trinità dominata dalla figura del Padre Eterno e lo Spirito Santo collocato su una grandiosa raggiera, ai lati più in basso, le statue raffiguranti San Bernardo di Chiaravalle e San Benedetto da Norcia tra schiere d'angeli e cherubini.

interni della chiesa di Santo Spirito

GIORNO 4: armonia tra il sole della Valle dei Templi e il profumo delle arance della Kolymbethra

L'antica Akragas dal 1997 è stata inserita tra i patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, il cui parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi è uno dei siti archeologici più grandi del Mediterraneo, ospitando undici templi dorici.

All'interno del parco sono presenti anche resti di necropoli paleocristiane e di mura volte a proteggere la città da attacchi esterni e, in epoche successive, avranno anche lo scopo di tombe, utilizzando i blocchi di pietra come materiale da costruzione.

Tempio di Giunone in alto, il Tempio dorico di Eracle (in basso a dx), Tempio della Concordia (in basso a sx)
Tempio di Giunone in alto, il Tempio dorico di Eracle (in basso a dx), Tempio della Concordia (in basso a sx)

IL GIARDINO DELLA KOLYMBETHRA

Il giardino della Kolymbethra è un sito archeologico nel cuore del parco della Valle dei Templi, donato al Fondo Ambiente Italiano (FAI) per 25 anni, salvandolo dalla radura abbandonata all'arsura siciliana e all'assurdità vandalica. Al suo interno si può trovare una grande varietà di alberi da frutto tra cui specie di agrumi, carrubi, pistacchi, gelsi, noci, melograni e addirittura banani, che sorgono tra ruscelli e sentieri sabbiosi!

Scalato qualche ripido gradino e superata qualche roccia d'ostacolo, siamo stati tutti inebriati dall'intenso profumo dell'aspro tipico delle arance, percepite poi nel pomeriggio con ogni senso: ci hanno permesso di prenderne qualcuna dagli alberi e assaggiarle!

alberi da frutto e ipogei

GIORNO 5: La Biblioteca Lucchesiana: dai libri scolastici ai manoscritti trecenteschi

Un goffo signore ci ha aperto le porte della struttura antica, accogliendoci calorosamente e accompagnandoci verso gradinate ripide di scale che hanno preceduto la nostra inaspettata visita a una stanza ricolma di libri antichi, che emanano ancora il profumo della carta consumata nonostante il trascorrere del tempo

a destra un manoscritto del Seicento contenente Salmi biblici con la spartitura musicale, a sinistra testi in lingua latina che ho tradotto dopo essere riuscita a riportare dal latino all'italiano epistole di Pico della Mirandola circa la Teoria delle quattro Cause aristoteliche

SACRO E PROFANO IN ARMONIA

Dal centro della stanza principale della biblioteca, deposito per l'accumulazione seriale di libri e manoscritti di epoche e tematiche differenti del vescovo Lucchesi Palli negli anni Sessanta del Settecento, è possibile osservare una "dicotomia in sinergia" tra le medesime tematiche a destra e sinistra, osservate nella prima ala sotto prospettiva laica e nella seconda sotto prospettiva religiosa (legge: codice civile sulla sinistra e diritto canonico sulla destra, filosofia e teologia, storia degli imperatori e re in corrispondenza della storia di papi e vescovi)

sulle testate degli scaffali a rappresentazione del profano una donna pensante e contorta su sé stessa (lato sx) e del sacro, attraverso una donna che con uno specchio riflette sul suo viso la luce divina con atteggiamento vigoroso e saldo, sottolineato ulteriormente dalla corazza a veste (lato dx)

ROSONE SUPERIORE E BASILICA DELLA CATTEDRALE-CHIESA DI SAN GERLANDO

Rosone raffigurante Cristo che supera il serpente del peccato originale, tagliato a metà, come simbolo della salvezza divina che vince il male (figura a sx); interno ed esterno della Basilica Cattedrale (figure a dx)

Passo dopo passo, gradino dopo gradino, sempre più il mio cuore premeva il pedale dell'acceleratore, sentendosi protagonista di un universo in cui ha sempre recitato da comparsa. Senza casco né cintura di sicurezza si è precipitato sulla pista di lancio, consapevole che il viaggio sarebbe stato inequivocabile. Ultimo gradino, erano tre ma sembravano quegl'infiniti pioli della volteggiante scala in riva al tempestoso mare blu che sempre, con la sua melodia ritmata e armoniosa, mi calmava. Ultimo gradino, lignee assi sceniche mi accoglievano, accondiscendendo alle mie impavide gambe e fiancheggiando le mie ribollenti mani. Ultimo gradino, quello è stato l'ultimo gradino della fredda cloaca sotterranea in cui per anni il mio animo ha risieduto, precipitandosi così verso il caldo bagliore fiammeggiante della graticcia. Elevo gli occhi al cielo, due iridi terse, baia antalgica per un contrito petto, istante artefice d'ardore.

Elisa Pavese

e l'amore guardò il tempo e rise, perché sapeva di non averne bisogno. Finse di morire per un giorno e di rifiorire alla sera, senza leggi da rispettare. si addormentò in un angolo di cuore, per un tempo che non esisteva. fuggì senza allontanarsi, ritornò senza essere partito, il tempo moriva e lui restava (l. pirandello)
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Elisa Pavese
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