Siamo partiti il 21/07/2023 da Roma. Abbiamo passato in treno la maggior parte della giornata. Una volta arrivati a Chatillon ci siamo sistemati nella Chiesa Parrocchiale di San Pietro.
Qui ha avuto inizio la nostra avventura!
Primo giorno di cammino e arriva il primo imprevisto. Il nostro pullman sarebbe dovuto partire alle 7:00 di mattina . Appena pronti ci siamo diretti alla stazione e abbiamo chiesto a tutti gli autisti dei bus che si fermavano se la loro corsa prevedesse la nostra fermata . Ma a causa di un fraintendimento abbiamo perso il pullman e siamo riusciti a partire solamente alle 9.00 iniziando il nostro percorso con due ore di ritardo. Dopo ore di cammino siamo giunti al bellissimo lago di Goillet e il freddo non ci ha impedito di vivere momenti magici.
Una volta arrivati abbiamo montato le tende in compagnia di una famiglia di stambecchi. Nel pomeriggio, si è svolta l'emozionante cerimonia dei totem per Giannicola, Giulia e Gabriele .
La mattina del quarto giorno ci accoglie con il secondo imprevisto: una forte pioggia mista a grandine e vento da far tremare le gambe (e soprattutto le tende). Ma il Clan non si lascia spaventare e, grazie alle indicazioni dei mitici capi Pierantonio ed Elisa, riesce a smontare le tende e con gli zaini in spalla corre a ripararsi all'interno dalla cabinovia (fortunatamente aperta). Mentre aspettavamo la proprietaria del ristorante, dove dovevamo fare colazione, abbiamo cercato di capire come arrivare al rifugio Teudolo nonostante il maltempo. La scelta iniziale era di prendere la cabinovia ma questa, a causa delle pessime condizioni meteo, era ferma. Non rimaneva altra soluzione: bisognava rimettersi in cammino.
La tempesta sembrava essersi placata e dopo un'abbondante colazione Piero ci ha comunicato che il gestore del Teudolo, Lucio, avrebbe portato gli zaini fino al rifugio, per permetterci di camminare più velocemente e arrivare prima che la bufera ricominciasse. Carichiamo gli zaini e ci dividiamo in due gruppi perché non tutti erano pronti a partire in quel momento.
Il tragitto è stato faticoso a causa del dislivello. Durante la salita il secondo gruppo viene avvolto dalla nebbia e da una forte grandinata. Questo non ha impedito al gruppo di giungere alla meta. Arrivati tutti al Teudolo abbiamo pranzato e bevuto una squisita cioccolata calda che ci ha scaldato il cuore prima della sessione di Fede. Poi una calda cena al rifugio e infine (CHE FATICA QUESTE SCALE!) dormiamo al chiuso a causa delle sfavorevoli condizioni metereologiche.
Al nostro risveglio vediamo un bellissimo panorama imbiancato dalla neve della sera prima che ci solleva l'umore. Arrivate le guide ci prepariamo per passare il ghiacciaio TrokenSterg.
Finito il ghiacciaio la nostra intenzione era quella di visitare il Palazzo di ghiaccio sul Matterhorn Glacier Paradise, ma a il prezzo chiesto per la visita era più alto di quello preventivato così decidiamo di incamminarci verso il punto notte.
Durante la strada volevamo farci una bella foto di clan ma non c'era nessuno introno a cui chiedere. Questo non ci ha fermati portando i nostri esperti a creare un'opera di avanzatissima ingegneria
Nella discesa verso Schwarzsee la povera (per gli amici) Adelina cade slogandosi una caviglia ma comunque riesce coraggiosamente ad arrivare fino alla fine.
Arrivati al posto il proprietario del rifugio inizia a fare storie sul fatto che non potessimo montare le tende, nonostante avessimo il permesso per campeggiare concesso dal comune . Ma anche in questo caso il Grande capo Piero è riuscito a sistemare la situazione. Dopo aver cenato scopriamo per puro caso che una stanza della cabinovia vicino al rifugio era aperta e riscaldata, approfittando della situazione entriamo senza farci vedere dal gestore del rifugio, che continuava ad osservarci da lontano, per fare la sessione sulle relazioni prima di tornare al freddo delle nostre tende.
Svegliati con un po' di ghiaccio intorno alle tende e dopo aver lasciato Adelina sulla cabinovia ci siamo incamminati verso il punto pranzo, Furi, dove la nostra zoppa ci aspettava pazientemente
Arrivati a Zermatt sopraggiunge il terzo imprevisto. Ci dividiamo in tre gruppi: il primo per aiutare una di noi che non stava bene e faceva fatica a camminare; il secondo per fare la spesa, il terzo per incontrare il sacerdote della parrocchia di San Mauritius che ci avrebbe ospitato per la notte. Ed ecco che le disavventure continuano: non riuscivamo a contattare il prete, abbiamo provato ripetutamente a chiamarlo al cellulare ma non rispondeva. Dopo alcune ore , quando stavamo perdendo la speranza, grazie anche all'aiuto di un giovane del posto, siamo riusciti nell'impresa.
Quarto imprevisto: una di noi fa ancora fatica a camminare. I capi, per precauzione, decidono di restare un'altra giornata a Zermatt durante la quale abbiamo visitato la gola del Gorner (Gorgergog).
Successivamente abbiamo visitato Zermatt e iniziato la verifica.
Finalmente si riparte e arriviamo a Tash, dove si trova il campeggio del punto notte. A causa di forze maggiori abbiamo dovuto montare meno tende rispetto al solito numero. Una volta sistemati abbiamo preso il treno diretto verso Randa per fare il Charles Kuonen Hängebrücke, il ponte sospeso pedonale più lungo del mondo.
Ecco il quinto imprevisto: Sabato 29, giorno di rientro, avremmo dovuto portare con noi in Italia una bambina dei lupetti, trasferitasi recentemente in Svizzera, per farla partecipare alle vacanze di branco. A causa di un fraintendimento la bimba arriva venerdì 28!
Il viaggio di rientro è stato un susseguirsi di "belle" avventure. La mattina siamo andati nella stazione di Tash per fare i biglietti, dopo diversi minuti e un treno perso riusciamo ad ottenere i biglietti che poi si scopriremo non essere corretti. I biglietti erano per dieci persone mentre noi eravamo in diciannove. A seguito di un confronto con il controllore paghiamo la parte rimanente arrivando a spendere più di 500 CHF, troppi rispetto a quello che avremmo dovuto pagare. Arrivati a Visp, grazie all'intervento di Giannicola, riusciamo ad ottenere il rimborso (grandissimo Gianni!).