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La memoria rende liberi Un vaccino contro l'indifferenza

"L'indifferenza è più colpevole della violenza stessa. E' l'apatia morale di chi si volta dall'altra parte: succede anche oggi verso il razzismo e altri orrori del mondo. La memoria vale proprio come vaccino contro l'indifferenza". Liliana Segre
Binario 21- Milano

La parola "Indifferenza", su proposta della senatrice a vita Liliana Segre, è stata posta sulle pareti del Binario 21 di Milano, un binario sotterraneo dal quale partirono tanti treni, i cosiddetti vagoni bestiame carichi di ebrei destinati alla deportazione nei campi di concentramento nazisti. La stessa senatrice afferma che avrebbe potuto scegliere tra tante parole, diritti, libertà, dignità, uguaglianza... tutte importantissime, ma la sua scelta è poi andata su quella che più di tutte ha lasciato il segno nella sua mente di bambina tredicenne, che insieme a suo padre è partita proprio da quei binari alla volta di Auschwitz. Nei suoi ricordi tutto inizia proprio nell'indifferenza generale: prima le leggi razziali e l'allontanamento dalla scuola, che risuonava nella sua testa come la punizione per un comportamento non rispettoso delle regole, ma che non aveva motivazione alcuna se non quella di essere nati in una famiglia piuttosto che in un'altra. Come può una bambina di otto anni capire che non potrà più frequentare la scuola perché ebrea? O che non potrà più vedere le sue compagne di classe che da un giorno all'altro la ignorano fingendo di non conoscerla? Doversi nascondere o tentare la fuga verso la libertà attraverso le montagne per raggiungere la Svizzera? O conoscere a tredici anni la reclusione nel carcere di San Vittore , dove gli unici a mostrare un residuo di umanità sembrano essere i detenuti? Per non parlare di quell'ultimo viaggio prima di raggiungere la stazione, fatto sotto gli occhi di tutti, ma che tutti sembrano ignorare, disinteressandosi di ciò che sta accadendo agli altri, perché tanto la loro vita continua a trascorrere tranquilla come se nulla fosse...

Come è stato possibile che tutto ciò accedesse nel completo silenzio di tanti che avevano occhi per vedere, orecchie per sentire e mani per agire, ma non hanno fatto nulla per cambiare le cose? La risposta è tutta nella parola scelta dalla senatrice Segre e nel pensiero della storica e filosofa Hannah Harendt, che nel suo libro, "La banalità del male" fa emergere la consapevolezza che i semi di quanto accaduto non germogliarono solo nelle menti accecate dall'odio o dal desiderio di potere, ma si propagarono diffondendosi in ampi strati della popolazione, che iniziò a considerare accettabile un comportamento che non aveva niente di umano, iniziando da piccoli cambiamenti per arrivare all'emanazione delle Leggi razziali e poi ad acconsentire alla deportazione.

Nel 1938 il Parlamento italiano emanò le cosiddette Leggi razziali, con cui i cittadini di origine ebraica venivano privati dei loro diritti; espulsi dall’esercito e dalle pubbliche amministrazioni, dalle università, da assicurazioni e banche, non potevano esercitare attività commerciali, possedere immobili e aziende. Non erano più ammessi i matrimoni con ariani, né potevano prestare servizio nelle loro case, possedere un apparecchio radiofonico o frequentare la scuola.

Gli ebrei persero così tutti i loro diritti e libertà personali; costretti prima a vivere nei ghetti, quartieri separati delle città, dovettero abbandonare le loro case, i loro beni, la propria occupazione, esclusi dalla vita politica e da quella pubblica.

Il passo successivo all'alleanza con la Germania nazista fu acconsentire alla deportazione.

Campi di concentramento e di sterminio in Europa

Alla fine del secondo conflitto mondiale e del periodo di dittatura fascista, l'Italia ha iniziato una nuova fase di ricostruzione, con la creazione di un nuovo Stato repubblicano da fondare su basi nuove, stabilite nella nuova Carta Costituzionale. I padri costituenti furono tutti concordi nel delineare i principi fondamentali della nostra Costituzione, quei valori che costituiscono il fondamento della nostra società. Non dimenticarono affatto ciò che avevano visto con i loro occhi e contro cui avevano dovuto combattere e ribadirono nei primi dodici articoli il valore della dignità umana, dei diritti inalienabili dell'uomo e dell'uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge.

Tra i padri costituenti ricordiamo Piero Calamandrei, di cui riportiamo un celebre discorso ai giovani

Sono passati molti anni da quando è stato pronunciato questo discorso, ma oggi le sue parole sono estremamente attuali; non sono inusuali, purtroppo, anche oggi, episodi di intolleranza e di razzismo ed una superficialità nei confronti della memoria storica.

Ricordiamo ad esempio gli episodi di intolleranza di cui è stata vittima la stessa senatrice Segre in più occasioni o la comparsa di simboli inneggianti quegli stessi movimenti che hanno causato tanta rovina, per non parlare dei selfie fatti sulle rotaie ad Auschwitz ( ora vietati per rispetto del luogo) e le varie manifestazioni nelle piazze italiane, dove si sono viste persone vestite con il " pigiama a righe" di antica memoria, stravolgendone e banalizzando il significato.

Dopo aver letto la pagina web ed in base alle conoscenze in tuo possesso sulla tematica della Shoah, realizza un elaborato scegliendo la modalità che preferisci scegliendo tra una relazione, una presentazione digitale, un video in cui siano espresse le tue idee sul significato della memoria storica e dell'importanza dell'impegno personale per salvaguardare i valori della libertà e della dignità dell'uomo.

Credits:

Creato con immagini di klimkin - "flower life yellow flower" • hurk - "star of david star symbol"