Il sogno di una cosa PIER PAOLO PASOLINI

Biografia

La casa materna a Casarsa: casa Colussi

Importante per la biografia di Paolini, è il trasferimento, nel 1942, a Casarsa, paese natìo della madre Susanna in Friuli , dettato dalla volontà della famiglia di fuggire dalla guerra. Da qui, inizia il cosiddetto “Periodo Friulano” e prende avvio la produzione poetica di Pasolini, che esordisce nel luglio del 1942 con la raccolta Poesie a Casarsa, scritta in casarsese, dialetto di cui Pasolini, con la fondazione dell' Academiuta de lenga furlana (Versuta,1945), si propone di rivendicare l'uso letterario contro l'egemonia di quello udinese. Il 1 settembre 1943, Pasolini viene arruolato sotto le armi a Livorno, ma, all'indomani dell'8 settembre, disobbedisce all'ordine di consegnare le armi ai tedeschi e fugge. Dopo vari spostamenti in Italia torna a Casarsa. La famiglia Pasolini decide di recarsi a Versuta, al di là del Tagliamento, luogo meno esposto ai bombardamenti alleati e agli assedi tedeschi, dove, nel 1945, Pasolini e la madre decidono di aprire una scuola gratuita nella loro casa per sopperire alla mancanza di una scuola nel villaggio. Mentre insegna nella scuola, Pasolini si innamora di uno tra i suoi allievi più grandi, esperienza che lo scrittore racconta, cambiando i nomi dei personaggi e del paese in cui si svolge la vicenda, nello "zibaldone di vita" Amado mio (1982, postumo). Nel corso del 1947, si iscrive al PCI e nel 1949 diviene segretario della sezione di San Giovanni di Casarsa. Il 1949 è un anno drammatico per Pasolini, che Il 15 ottobre del viene segnalato ai Carabinieri di Cordovado per corruzione dei quindicenni Giuseppe Zengarli e Pietro Sovran avvenuta, secondo l'accusa, durante una festa nella frazione di Ramuscello. Nonostante sia assolto nel processo del 26 ottobre '49, i dirigenti del PCI lo espellono,perde il posto di insegnante, e si incrina momentaneamente il rapporto con la madre. Decide allora di fuggire da Casarsa e insieme alla madre si trasferisce a Roma. Inizia il "Periodo romano".

PASOLINI A VERSUTA

Opere legate al Friuli

Manoscritto originale di Pier Paolo Pasolini
  • Poesie a Casarsa (1942): scritte nel dialetto materno e dedicate al padre.
  • La meglio gioventù (1954): raccolta della maggior parte delle Poesie a Casarsa e di tutte le altre poesie friulane di Pasolini.
  • Amado mio (1982, postumo)
  • Il sogno di una cosa (1962, postumo)

Il sogno di una cosa

Copertina del libro
“Il nostro motto dev’ essere dunque: riforma della coscienza non per mezzo di dogmi, ma mediante l’analisi della coscienza non chiara a se stessa, o si presenti sotto forma religiosa o politica. Apparirà allora che il mondo ha da lungo tempo il sogno di una cosa...”(Karl Marx, da una lettera a Ruge, da Kruetznach. Settembre, 1843)

Il sogno di una cosa (1962, postumo) è il primo romanzo di Pasolini,concepito e scritto nel 1948 e il 1949. Nasce dalla mancata applicazione del lodo De Gasperi, proposta di legge che il presidente del Consiglio Alcide De Gasperi avanzò nel 1946 per stabilire rapporti giusti e corretti tra i proprietari terrieri e i contadini. La legge prevedeva il risarcimento dei danni di guerra ai contadini, imponendo ai proprietari di assumere i disoccupati. Il libro, introdotto dalla citazione di Karl Marx, prende il titolo proprio dalle ultime parole della citazione, a voler indicare come tutti, e specialmente la gioventù descritta, è animata dal sogno di una cosa, da realizzare nei piccoli gesti.

Trama

Il libro racconta della breve giovinezza, dopo la fine della guerra, di tre ragazzi friulani quasi ventenni -Milo, Eligio, Nini- e della loro volontà di fuggire dalla loro misera condizione di contadini. I tre si sentono comunisti, poichè vedono nel comunismo l'unico modo per cambiare le cose. Eligio e Nini, insieme a Germano, emigrano di nascosto in Jugoslavia perché sono convinti che in un paese comunista troveranno lavoro e vivranno liberi. Ma le loro speranze si infrangono rapidamente: appena varcato il confine, i tre ragazzi vengono arrestati dagli agenti slavi e condotti, a piedi e percorrendo diciotto chilometri, a Tolimino. Infine, dopo altri quindici chilometri e un viaggio in treno, giungono a Verpoile, dove vengono portati in "un edificio grande e disadorno come un officina: era la casa dei clandestini"(pag. 42). La Jugoslavia non si rivela il paese tanto sognato dai tre ragazzi: tutto è razionato, si muore di fame più che in Italia e il lavoro scarseggia. Dopo un mese e mezzo, i tre decidono di tornare in Italia."Quando lo faremo noi il comunismo, lo faremo meglio”(pag. 61) dice Germano mentre tornano a casa. Nel frattempo, Milo è emigrato e racconta la sua esperienza in Svizzera, paese che definisce "un paese dove c’è lavoro e i contadini sono più ricchi dei nostri, ma sono avari, mangiano peggio e non si divertono mai". Dunque, anche la Svizzera, dove dopo il lavoro nessuno esce, tutti si rintanano nelle case e attendono il giorno successivo, tradisce le aspettative del ragazzo, che sente nostalgia, come Eligio, Nini e Germano, delle proprie abitudini, delle ragazze italiane, dei balli all'aperto nei primi giorni d’estate, delle feste dopo il lavoro e delle passeggiate. Al ritorno li attende la lotta per il posto di lavoro, il PCI organizza le rivolte dei braccianti agricoli in Friuli per far applicare il lodo De Gasperi e ottenere nuove assunzioni dai proprietari terrieri. Nel corso del romanzo, i tre sperimentano l'amicizia, la solidarietà e l'amore, ma questo quadro di gioventù, nonostante tutto serena e allegra, si interrompe bruscamente con la morte di Eligio, consumato da una malattia contratta mentre lavorava in miniera. La gioventù dei ragazzi, oramai, è finita.

Struttura

Il libro si presenta diviso in due parti: la prima parte tratta del 1948, la seconda del 1949, quindi la vicenda si snoda in un arco di tempo breve. E' ambientato prevalentemente in Friuli, tra i paesi di Ligugnana, Rosa e San Giovanni (luoghi familiari a Pasolini), con solo un breve spostamento in Jugoslavia. La Svizzera, invece, è descritta solo in modo indiretto da Milo durante il racconto della sua permanenza lì. Il linguaggio è molto semplice e rispecchia il registro dei contadini. La lingua è soprattutto l'italiano, con solo qualche sporadica espressione in dialetto. L'atmosfera che avvolge il romanzo è allegra e leggera e rende bene la spensieratezza tipica dei giovani: infatti, in tutto il libro sono presenti canti, feste,cibo e vino. Emblema di tale atmosfera è il primo incontro, all'inizio del romanzo, dei tre protagonisti: infatti, essi si conoscono a una festa di paese a Casale, in un clima, tipicamente, chiassoso e vivace.

Manifestazione contadina

Commento

Leggendo Il sogno di una cosa,l'elemento che colpisce immediatamente è la caratterizzazione dei protagonisti: essi appaiono veri, travolgenti nell'esuberanza della giovinezza. Come tutti i giovani, hanno voglia di divertirsi, di vivere e di cambiare il mondo attraverso la rivoluzione che migliorerà le cose, portando a una situazione di uguaglianza. Milo, Eligio, Nini non risultano mai sgradevoli, poiché sono capaci di una trasparenza assoluta,senza mediazione e di un'amicizia e solidarietà fortissime. Come quando Eligio è in ospedale e Nini e Milo lo vanno a trovare con i Pereisson, ossia i familiari di Eligio: nelle parole di Nini (<<Ti devi guarire, sai Eligio>> pag. 212) e nello sguardo di Milo, lo stesso che ha Orino (fratello di Eligio), in cui si legge "un'angoscia più forte della sua immaginazione" (pag.210) traspare l'attaccamento al compagno. Il libro è come i suoi personaggi: vivo e travolgente.

Ogni immagine di questa terra, ogni volto umano, ogni battere di campane, mi viene gettato contro il cuore ferendomi con un dolore quasi fisico. Non ho un momento di calma, perché vivo sempre gettato nel futuro: se bevo un bicchiere di vino, e rido forte con gli amici, mi vedo bere, e mi sento gridare, con disperazione immensa e accorata, con un rimpianto prematuro di quanto faccio e godo, una coscienza continuamente viva e dolorosa del tempo
Created By
Eleonora Fabris
Appreciate

Made with Adobe Slate

Make your words and images move.

Get Slate

Report Abuse

If you feel that this video content violates the Adobe Terms of Use, you may report this content by filling out this quick form.

To report a Copyright Violation, please follow Section 17 in the Terms of Use.