L'acropoli di Atene

L' acropoli di Atene

L’Acropoli di Atene, essendo la parte più elevata e più facilmente difendibile della città, risulta abitata fin da epoca prei- storica e fu anche sede di un palazzo for- tificato miceneo. Purtroppo degli edifici che esistevano

precedentemente all’invasione persiana del 480-479 a.C. nulla è rimasto perché furo- no incendiati e distrutti dalle armate del re Serse. Fino a noi sono giunti soltanto quelle statue e quei frammenti di frontoni che gli Ateniesi, dopo la battaglia di Salamina, sep- pellirono con devozione negli avvallamenti rocciosi del pianoro dell’Acropoli e che, per essere stati in tal modo riempiti, vengono collettivamente detti «colmata persiana» [› capitolo 4]. Oggi tutte le statue e i fram- menti recuperati sono conservati al Museo dell’Acropoli.

Dopo la vittoria ateniese si procedette anche alla ricostruzione degli edifici sacri sulla spianata dell’Acropoli. Tale attività edilizia, come scrive lo storico Plutarco,

procurò il «maggior diletto e ornamen- to agli Ateniesi, la maggior meraviglia agli stranieri» e aggiunge che «Gli edifici saliva- no superbi di mole, impareggiabili in grazia di linee, poiché gli artigiani andavano a gara per superarsi l’un l’altro nella perfezione del lavoro. Ma specialmente era sbalorditiva la celerità con cui progredivano. Si pensava che ciascuno avrebbe richiesto il lavoro di molte generazioni di seguito per essere con- dotto a termine, e poi ancora; invece furono completati tutti allo sbocciare di un solo governo [...]. Chi sorvegliava tutte queste fabbriche per conto di Pericle era Fidia; ma poi ognuna aveva grandi architetti e artisti per conto proprio».

I più importanti fra gli edifici dell’Acro- poli furono realizzati durante il governo di Pericle (dal 443 al 429 a.C.): il Partenone [5] dal 447 al 438 a.C. (i frontoni però furono completati nel 432 a.C.), i Propilèi [1] tra il 437 e il 432 a.C., mentre il Tempietto di Athena Nike [3] fu costruito tra il 430 e il 420 a.C. e l’Erettèo [7], iniziato nel 421 a.C., fu completato solo nel 404 a.C.

I propilei

Alla fine della Via Sacra, i monumentali Pro- piléi (dal greco pro, davanti e py ́le, porta, letteralmente «davanti alla porta») costruiti dall’architetto ateniese Mnèsicle (attivo nella seconda metà del V secolo a.C.) immettono all’Acropoli circondata dalle mura difensive. Parte integrante del progetto dell’architetto è la sistemazione della rampa d’accesso, delle gradinate e dei muri che delimitano la rampa stessa e regolarizzano le pendici occidentali dell’altura.

I Propilei sono formati da due vestiboli; quel- lo orientale [1], che guarda verso la spianata dell’Acropoli, ha forma rettangolare; quello oc- cidentale [2], invece, rivolto verso la città, ha forma pressoché quadrata ed è di dimensioni maggiori, tanto che è diviso in tre navate da due file di tre colonne ioniche [3]. I due fronti hanno ognuno sei colonne doriche [4 e 5]. La presen- za dei due ordini, ionico e dorico, soluzione a cui per la prima volta si era fatto ricorso nel Partenone, in questo caso ha essenzialmente la funzione di raccordare nel modo migliore la porzione a valle con quella a monte dell’edificio che sorge su una rampa. Le colonne ioniche, infatti, essendo di altezza maggiore di quelle doriche, contribuiscono a ridurre il dislivello esi- stente fra l’accesso al vestibolo occidentale e quello coincidente con l’arrivo all’area sacra del vestibolo orientale. In particolare, la trabeazio- ne ionica andava ad appoggiarsi sull’architrave dorico del fronte occidentale.

In corrispondenza del punto in cui si faceva più notevole la differenza di livello, era costrui- to un muro trasversale (nel quale si aprivano cinque porte [6] precedute da gradini che con- sentivano il passaggio da un vestibolo all’altro). Tale muro si interrompe solo nella parte centra- le per evitare ogni intralcio al movimento degli animali destinati ai sacrifici e al carro che tra- sportava la statua di Athena durante le fastose processioni delle Panatenee. Ciascuna delle tre navate aveva un soffitto marmoreo cassettona- to che, stante la notevole dimensione dei cas- settoni, venne rinforzato con barre di metallo. Un tetto a capanna copriva i Propilei e, poiché il vestibolo orientale è a un livello più alto di quel- lo occidentale, il fronte occidentale si mostrava con l’effetto di un doppio frontone.

L'eretteo

L'Eretteo è stato costruito tra il 420 e il 406 a.C. nella zona più sacra dell'Acropoli: il luogo dove Atena aveva fatto germogliare il suo simbolo sacro, l'albero d'ulivo.

L'albero è stato poi abbattuto nel corso delle incursioni persiane. Secondo il mito, tuttavia, quando i Persiani furono respinti, l'albero ricrebbe come per miracolo.

L'Eretteo, è un tempio singolare, costruito secondo gli antichi canoni ateniesi. In realtà, comunque non assomiglia affatto ad un tempio ateniese.

È costruito su due livelli, è asimmetrico e presenta due logge che non hanno alcuna relazione l'una con l'altra.

La loggia più piccola, sul versante meridionale, è la più conosciuta per via delle sei Cariatidi che sostengono la copertura.

La loggia delle Cariatidi - Fonte: Gnto Le anomalie tra le varie parti del tempio sono dovute molto probabilmente al fatto che esse erano dedicate a divinità differenti: il settore orientale, infatti, era dedicato ad Atena Poliade e quello occidentale a Poseidone-Eretteo.

Il Partenone

Il tempio maggiore dell'Acropoli, la collina più elevata di Atene, costruito in dono alla dea Atena Parthénos (vergine) ma costituì, nel contempo, l'espressione somma delle tradizioni e della vita culturale dell'Atene periclea, nel momento più alto della sua storia.

Edificato al posto di un grande tempio arcaico (Hekatómpedon), poi sostituito da un tempio incompiuto (distrutto durante il saccheggio persiano del 480 a.C.), fu iniziato, su ordine di Pericle, sul finire del VI secolo a.C., più precisamente nel 447 a.C., consacrato nel 438 a.C. e concluso nel 432 a.C.

Venne chiamato Partenone perché al suo interno si riunivano le fanciulle chiamate παρτενοι.

Il Partenone è ottastilo (perché ha otto colonne nel lato breve), periptero, (perché ha una fila di colonne attorno) e anfiprostilo, (perché ha delle colonne sia davanti che dietro il naos).

Gli architetti Iktinos, Kallicrates e Karpion, progettarono un grandioso edificio interamente in marmo pentelico, di 70 x 31 metri circa; l'ordine dorico della costruzione è addolcito e reso estremamente elegante grazie alle proporzioni studiatissime, agli espedienti utilizzati per correggere le aberrazioni ottiche determinate dall'enorme massa dell'edificio, e all'impiego di elementi dell'ordine ionico.

Il colonnato esterno presenta otto colonne sulle facciate e diciassette sui lati lunghi, quindi il loro rapporto è di 8:7. Lo spazio interno è occupato dalla cella, divisa in tre navate da un colonnato a due ordini sovrapposti, e da un ambiente destinato a ospitare il tesoro della lega delio-attica, ornato da quattro colonne ioniche.

L'apparato scultoreo, progettato da Fidia (επισκοπος, perchè sovrintendeva all'intera costruzione), comprendeva la grande statua crisoelefantina (in oro e avorio) di Atena, scolpita seguendo il metodo dell’effetto bagnato, posta nella cella, e la decorazione architettonica. Le novantadue metope del fregio dorico raffiguravano una gigantomachia (lotta tra giganti) a est, una amazzonomachia (lotta tra amazzoni) a ovest, una centauromachia (lotta tra centauri) a sud e la distruzione di Troia (ιλιυπερσις) a nord. Il fregio ionico, sul muro esterno della cella, raffigurava nei 160 metri del suo sviluppo la processione delle Panatenee, conclusa di fronte agli dèi che assistono alla consegna del velo per l'antica statua di Atena Polìade. Sui frontoni erano a est un sole che era trasportato da un carro e Selene che personificava la luna, e a ovest la disputa fra la dea Atena che tiene in mano un rametto di ulivo e Poseidone che stringe tra le mani la testa di un cavallo, per il possesso dell'Attica. Le sculture sono ora esposte, come Marmi di Elgin, al British Museum di Londra.

Il Partenone è il principale monumento dell'arte greca e una delle più alte testimonianze della civiltà occidentale; l'arte classica trova qui un perfetto equilibrio fra forma architettonica e decorazione scultorea.

Il tempio di Atena Nike

Il Tempio di Atena Nike, con i suoi 27 metri di lunghezza e i 18 di larghezza, è la struttura più piccola dell’Acropoli.

Costruita nel 420 a. C. dall’architetto Callicrate in onore della dea della vittoria il tempio presenta una fila di 4 colonne ioniche monolitiche sul fronte e sul retro.

Il fregio scultoreo raffigura su tre lati scene di battaglie tra greci e persiani mentre sul lato ad est il rilievo è dedicato agli dei dell’Olimpo intenti ad osservare queste battaglie.

Il tempio di Atena Nike sorge nell’angolo sud-ovest dell’Acropoli, vicino ai Propilei, su un bastione edificato su uno sperone roccioso. La struttura è costruita in pietra calcarea rivestita di marmo e ospitava la statua lignea della Apteros Nike o Vittoria senza ali: la dea privata delle sue ali secondo gli antichi non avrebbe così mai potuto lasciare Atene.

Il tempio fu trasformato in chiesa nel V secolo d. C. e nel periodo ottomano fu destinato prima al deposito di munizioni e poi smontato per costruire un bastione di protezione vicino ai Propilei. Nel 1834 il bastione fu a sua volta smantellato e il tempio ricostruito nell’arco di 4 anni.

Nel 1998 il tempio di Atena Nike ha subito un profondo restauro che ha permesso di smantellare il pavimento di cemento costruito negli anni precedenti. In quell’occasione il fregio è stato rimosso e collocato all’interno del Museo dell’Acropoli.

L'ordine dorico, ionico e corinzio

L'Ordine Dorico

L'Ordine Dorico è il più antico e diffuso dei tre e si attribuisce la definizione della struttura e della forma del Tempio Greco. Si sviluppa prevalentemente nel territorio greco continentale e nelle colonie della Magna Grecia. Vediamo sopra una immagine con i vari elementi.

Le caratteristiche principali dell'Ordine Dorico sono che la colonna non ha una vera e propria base e appoggia direttamente sullo stilobate. La colonna presenta un fusto che si assottiglia man mano che si sale verso l'alto e ha delle scanalature molto larghe. Il capitello che funge da corona per la colonna è molto semplice ed è costituito da due elementi chiamati (echino) un blocco tronco-conico, e (abaco) che è una lastra quadrangolare. L'architrave risulta liscio. In esso vi è un fregio costituito da triglifi che sono lastre con tre scanalature verticali alternati a metope, dei riquadri con rilievi scolpiti. Nelle colonie greche della Sicilia l'ordine Dorico acquista in monumentalità ma perde in raffinatezza per l'uso del calcare al posto del marmo e per la forma più tozza della colonna.

L'Ordine Ionico

Esso nacque e si diffonde intorno al VI secolo a.C. soprattutto nelle zone di influenza ionica, quindi in Asia Minore e in alcune isole del mare di Egeo. Esso è più raffinato, più slanciato ed elegante di quello Dorico. Vediamo una sua immagine qui sotto con gli elementi.

La colonna non appoggia direttamente sullo stilobate ma ha una propria base costituita da sporgenze (toro) e rientranze (trochilo). Il fusto presenta delle scanalature strette ed è sormontato da un capitello decorato ai lati da due volute. L'architrave liscio è sormontato da un fregio continuo decorato senza interruzioni.

L'Ordine Corinzio

Questo tipo di ordine viene elaborato un po' più tardi, alla fine del V secolo a.C. e incomincia ad affermarsi e diffondersi ovunque in età Ellenistica. Sotto lo vediamo con i suoi elementi.

La colonna dell'ordine Corinzio poggia su una propria base ed è più sottile di quella Ionica. Il capitello è riccamente decorato con foglie d'acanto e il fregio è continuo come nel tempio ionico. Sin dall'antichità e fino al secolo ottocento moltissime opere architettoniche prodotte in occidente sono state costruite seguendo i parametri e gli stili degli architetti dell'antica Grecia perché essendo veri e propri "stili classici", i committenti dei lavori andavano sul sicuro per non essere delusi in un futuro a loro prossimo. Ma la ragione è anche dovuta ai vari materiali usati fino a quell'epoca, (marmi, pietre, mattoni ecc) che erano alla base degli stili degli architetti greci. (trovi articolo sui materiali).

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