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Il mio spazio è il mondo "Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo" (Gandhi)

Scuola Primaria "Giovanni XXIII" di San Fior

classe 4^A

La nostra esperienza all'aperto

proteggere gli habitat naturali e diminuire la perdita di biodiversità

(con il contributo di Fausto Pozzobon)

OTTOBRE

Che cosa possiamo fare noi?

La vita intorno alla scuola

La biodiversità è in continuo mutamento.

Da quando la vita è comparsa sulla Terra, circa 3,5 miliardi di anni fa, molte specie si sono evolute, altre si sono estinte e anche il clima e i continenti sono cambiati.

Tutte le attività dell'uomo negli ultimi anni hanno accelerato questi mutamenti, mettendo a rischio la sopravvivenza di alcune piante e animali o nei casi peggiori portandoli all'estinzione.

Quindi è importante aver cura non solo degli animali e delle piante in sé, bensì anche dell'intero ecosistema, compresi i fattori abiotici.

Nel nostro territorio vi è una varietà di specie vegetali e animali che ci abitano.

Se la nostra polla sorgiva venisse inquinata o addirittura riempita di ghiaia, non potremmo più vedere gli animali e le piante legati all'acqua.

Questo luogo perderebbe la sua biodiversità.

I nostri amici alberi

Tutti insieme per promuovere l'imboschimento, anche un solo albero può fare la differenza.

rendere il nostro paese un luogo migliore, offrendo alla comunità maggiori spazi verdi dove l'ecosistema è più ricco e forte
Abbiamo scelto la zona di piantumazione; poi abbiamo scavato un buco abbastanza profondo in modo che ospitasse le radici delle nostre piante.
Con delicatezza abbiamo messo a dimora le piante, ricoprendole di terra.
Abbiamo raccolto con le nostre mani un po' di terriccio umido per ricoprire bene le piante e infine abbiamo offerto loro un sostegno.

Eccole! Che meraviglia!

Acer campestre (Acero campestre)
Carpinus betulus (Carpino bianco)
Quercus robus (Farnia)

Marzo

Con martello, piccoli rametti resistenti e corda metrica iniziamo a realizzare il nostro reticolo.
Il nastro bianco e rosso segnaletico ci serve per definire il reticolo.
Ora possiamo trasferire su carta la posizione delle nostre piante.
Ecco il censimento della zona di piantumazione.

La siepe igrofila matura lungo rio Posolin

proteggere gli habitat naturali e diminuire la perdita di biodiversità

(con il contributo di Azelio e Fausto Pozzobon)

NOVEMBRE e GENNAIO

Che cosa possiamo fare noi?

I viventi sono fortemente legati e dipendenti dall'ambiente in cui si trovano.

Insieme viventi e non viventi presenti in un determinato ambiente e le loro relazioni costituiscono un ecosistema.

Le relazioni alimentari tra gli esseri viventi sono complesse. Uno stesso organismo può far parte di diverse catene alimentari che si intrecciano tra loro e formano le reti alimentari.

  • Produttori:

Ontano nero, Salice bianco, Platano, Acero campestre, Olmo campestre, Carpino bianco, giovane Farnia, Ligustro, Frangola, Viburno, Sambuco, Canna Tifa, Elleboro, Primula, Equiseto, Lamio.

  • Fitofagi:

Vanessa, Elice, Lombrico, Cervo volante, Sirfide, Cerambice, Topo selvatico, Moscardino.

Predatori insettivori:

Riccio, Rana di Lataste, giovane Natrice dal Collare, Usignolo comune, Lucherino, Cinciallegra, Picchio rosso maggiore, Rigogolo, Merlo.

Predatori carnivori:

Poiana, Sparviero, Gufo comune, Puzzola.

Il lucherino si nutre dei semini dell'Ontano nero e viene mangiato dallo sparviero.

Il laboratorio dei nidi

Con le cassette nido possiamo aiutare molti uccelli che per nidificare dipendono da cavità.

Eccoci al lavoro!

Simuliamo l'unione delle diverse tavolette.
Attingiamo dalla cassetta degli attrezzi per ricercare lo strumento di lavoro.
Uniamo le tavolette utilizzando viti, aiutandoci con dei cacciavite.
Collaboriamo nella costruzione delle cassette nido.
Alcuni pezzi necessitano di cura e precisione per essere uniti.
Sistemiamo il coperchio in modo che si possa aprire e chiudere.
La nostra opera al completo.
Abbiamo posizionato la cassetta nido sul nostro meraviglioso Bagolaro (Celtis australis).

Marzo

Che cosa possiamo fare per proteggere la fauna selvatica, in particolare il pettirosso?

Sagome di uccelli sul vetro della nostra aula.

Quando ci sono superfici trasparenti spesso gli uccelli vedono solo quello che c'è dalla parte opposta della vetrata, come la vegetazione e il cielo. Le nostre finestre di vetro sembrano così dei luoghi invitanti in cui volare. Di conseguenza, non percependo l'ostacolo, a volte si lanciano a tutta velocità contro la vetrata, morendo sul colpo o dopo una lunga sofferenza. Gli uccelli a volte vedono il loro riflesso nella finestra e la attaccano: questo accade più frequentemente in primavera quando la territorialità è alta.

Sagome di uccelli sul vetro della nostra aula.

Aprile

Il nostro gioco

Il gioco del lucherino (libera interpretazione del gioco dell'oca).
Le caselle numerate con la flora e la fauna del torrente di risorgiva. Sullo sfondo la carta del nostro paese con la scuola e i corsi d'acqua.
Lucherini, Frangola, Equiseto, Ligustro

Ricreando creando

ridurre la quantità dei rifiuti attraverso il riciclo, il recupero e la prevenzione

(con il contributo di Debora Basei)

Raccontiamo le nostre storie

Tommaso

Tommasone e Tommasino

Tommasone e Tommasino erano due barattoli di alimenti: Tommasone conteneva dei buoni fagioli invece Tommasino conteneva del gustoso pomodoro.

Entrambi, dopo essere stati svuotati, furono gettati in un sacco, precisamente in una grandissima discarica.

I due erano sporchi, ammalati e impauriti.

La discarica sembrava non avere fine: i due cercarono di scappare in tutti i modi fino a quando un bel giorno si incontrarono.

Dopo svariati giorni di cammino e di litigate diventarono grandi amici anche se di uguale avevano poco o niente: Tommasone era grosso e robusto, Tommasino era snello e mingherlino.

In seguito a qualche giorno di camminata, la fame e la sete aumentarono.

Quando tutto sembrava perduto videro all’orizzonte una rete.

Piano piano la rete si avvicinava e la felicità fece loro aumentare il passo.

Proprio davanti alla rete arrivò qualcuno: era un uomo di mezza età con capelli sul grigio, la barba abbastanza lunga e bianca; era vestito tutto di nero, i vestiti erano molto sporchi e non sembrava molto contento del lavoro che svolgeva.

I due barattoli aspettarono fino a quando si girò, così i compagni di avventura avanzarono fino alla rete mentre osservavano le sue azioni.

I barattoli, ignari di quello che faceva, immaginavano che riciclasse gli altri oggetti anche se purtroppo non era così.

Successivamente, in seguito a tanti tentativi, siccome la rete si allargava, riuscirono a passare.

Dopo essere stati lì dentro, tutto sembrava bellissimo.

Un bel giorno un’anziana nonna li trovò e li prese, facendoli vedere a suo nipote.

Luigi, che era fornito di immaginazione, e la nonna, che non era da meno, decisero di dar loro una nuova vita: Luigi decise di decorare Tommasone, invece nonna Amanda prese Tommasino.

Il giorno seguente Luigi finì il suo nuovo portapenne, che era molto vivace: era stato ricoperto di carta color arcobaleno su cui aveva attaccato dei grandi occhi a palla con le pupille invertite, poi aveva incollato una grande bocca di forma non regolare, con cinque denti e una corta lingua; per fargli le gambe aveva usato dei tappi di sughero, appiccicati con della colla a caldo uno davanti all’altro in modo da farlo rimanere in piedi e da farlo sembrare in movimento per camminare.

La stessa cosa aveva fatto per le braccia.

Più tardi anche la nonna finì: Tommasino era stato stravolto, ancora una volta era completamente differente.

La nonna l’aveva rivestito con una carta bianca sui cui erano disegnati dei libri, degli orologi e delle operazioni; aveva degli occhiali rotondi molto grandi e la bocca né felice né triste.

Luigi in seguito lo utilizzò come portapenne per la scuola, invece la nonna lo pose sulla sua scrivania dello studio.

I due ogni tanto, comunque, si venivano a trovare.

Vera

I due barattoli

Ciao,

io sono Chiara, sono un barattolo, sono stata usata, ma ora sono qui rivestita.

I capelli sono fatti di trecce piene di colori: azzurro, giallo, bianco, viola, rosso e verde; ho la frangia.

Ciao,

io sono Marco, sono sopravvissuto con dentro dei fagioli, ma ora ho dei capelli colorati e negli occhi ho un bottone.

Ad un certo punto vedo una penna.

Una bambina prende la penna e la porta nei barattoli così diventano “portabarattoli”, conosciuti meglio come portapenne.

Giorgia

Un vasetto magico

C’era una volta un vasetto di pomodoro di nome Giorgia, che voleva diventare una principessa come tutte le sue amiche.

Così un bel giorno decise di andare da un esperto di trasformazioni: il mago Pietro.

Dopo un’intera giornata di lavoro, dai capelli alle scarpe, stanca lo salutò e uscì.

Ecco lo splendore!!

Giorgia si meravigliò del suo bellissimo cambiamento perché non se l’aspettava: era davvero una principessa.

Tutti la guardavano, sembrava magica con quella sua boccuccia sorridente, ma quando vide un bel principe, successe qualcosa di meraviglioso.

I due si piacquero a vicenda e fecero subito una festa in cui tutti si divertirono.

- Evviva, evviva, evviva – gridarono in coro.

Gli abitanti si congratularono per il bellissimo evento e cominciarono ad andare verso le loro abitazioni dopo una lunga giornata di lavoro e di festa.

Asia

Il barattolo colorato

C’era una volta un barattolo di nome Mattia.

Un signore lo stava per buttare via perché era vuoto.

Quando un bambino vide il signore, gli disse: «Non buttarlo via perché può essere riciclato!»

Allora il signore gli diede il barattolo e così il bambino iniziò a decorarlo e colorarlo.

Cominciò a giocarci, però, guardandolo bene, pensò: «Potrebbe essere un portapenne.»

Dato che era sera disse alla mamma e al papà: «Domani mattina andrò dai miei amici e farò loro vedere il mio barattolo!»

I suoi amici esclamarono: «Che bello! Come lo hai realizzato?»

Il bambino allora cominciò a spiegare loro come aveva fatto a dare una nuova vita al barattolo.

Alessia

L'indiano
L'indiano e i suoi amici

C’era una volta un indiano che passeggiava nel bosco.

All’improvviso arrivarono due sconosciuti che contemporaneamente gli chiesero: «Chi sei tu?»

«Sono l’indiano Gimberto.» rispose lui «E voi come vi chiamate?»

Uno dei due disse: «Io sono Clara e lui è Piero.»

L’indiano chiese loro: «Giochiamo insieme a “Scappa e prendi”?»

I due felici risposero di sì.

Si divertirono così tanto che non si accorsero che era già arrivata l’ora di andare a letto.

Si salutarono e di comune accordo decisero di ritrovarsi l’indomani intorno alle ore 09:00 per giocare a pallavolo.

Erano davvero felici e contenti di stare insieme.

Emma

Rosetta
La storia dei due barattoli

C’era una volta una bella barattolina di nome Rosetta: era una vecchia barattolina di pelati, messa in disparte nella mensola della cucina.

Una cosa però la faceva stare bene: il suo vicino Romeo.

Con lui parlava sempre e si divertiva.

Romeo era pazzamente innamorato di Rosetta.

Era così innamorato che per nessun motivo avrebbe lasciato perdere Rosetta.

Era bellissima: capelli di vari colori e un po’ di trecce, un tatuaggio a stella color nero e una bocca con dei denti bianchissimi che sorrideva sempre.

Aveva gli occhi fatti di bottoni diversi: quello destro con un disegno simile ad un sole, con vari colori, e quello a sinistra tutto intrecciato, color argento.

Indossava una cintura “multicolor” e infine una corona d’oro con nei lati due perle arancioni e al centro una perla dorata con linee curve.

Stava quasi arrivando l’ora di essere buttata via insieme a Romeo, per poi essere sciolta con lui, ma, per fortuna Emma, la sua padrona, li prese entrambi, mettendo il contenuto che avevano all’interno in una ciotola, togliendo la carta che li avvolgeva e aggiungendo qualche decoro per renderli più carini e simpatici.

I due barattoli pensavano di finire nella spazzatura insieme ad altri vecchi barattoli, ma Emma li riciclò, trasformandoli in due bellissimi portapenne.

Gaia

Elena
I miei barattoli

I miei barattoli sono fatti di latta e sono riciclati.

Li ho realizzati, cioè decorati con stelle e fili di lana colorata.

Elena è fatta con occhi brillanti e la sua bocca è bella e sorridente.

Le stelline che ha sulle guance sono fatte con carta gialla e le sue treccine sono lunghe e colorate.

Simone, invece, ha i capelli rossi con una stellina gialla come fermacapelli.

È carino e attira l’attenzione di tutte le belle signorine.

Come Elena ha la bocca bella e sempre sorridente; i suoi occhi sono ovali.

Noah

Bacon d'argento e Bacon d'oro

Bacon d’argento e Bacon d’oro erano due barattoli normali e vivevano ben riposti negli scaffali del supermercato: Bacon d’oro era un barattolo di olive nere denocciolate, Bacon d’argento, invece, un barattolo di fagioli.

Svuotati del loro contenuto, vennero buttati nel bidone in attesa che arrivasse il giorno della loro raccolta.

Dopo due giorni passò il camion dell’immondizia.

Loro si salvarono, infatti caddero sull’erba senza che nessuno si accorgesse.

Il pomeriggio successivo vennero presi in mano da un bambino.

Questo bambino tolse loro la carta, disegnò degli occhi e su ognuno ne mise due.

Con la lana fece i capelli a Bacon d’argento, invece Bacon d’oro restò pelato perché gli piaceva di più così.

Aurora

La trasformazione di un barattolo

C’era una volta un barattolo di ceci in scatola che stava per essere buttato, ma per fortuna una bambina lo prese e lo portò a scuola per farlo diventare un portapenne.

Dopo giorni di trasformazione diventò una bellissima barattolina.

Aveva i capelli di lana viola e rosa, delle stelle sul viso, occhi e bocca di carta e tappi come piedi.

Visse felice nella casa della bambina sulla sua scrivania.

La famiglia era contenta del portapenne, tanto che lo usarono tutti.

Il barattolo si riempì così di penne, matite e colori.

Considerando che era piccolo, Anna ne fece un altro.

Non lo realizzò a scuola, bensì a casa, ma dovette aspettare un po’ di tempo prima di costruirlo perché non poteva buttare il cibo che c’era al suo interno.

Andrea

Andreito e Samuelito

Un giorno andai al supermercato e comprai un vasetto di piselli e uno di olive.

Arrivato a casa mangiai le olive condite nella pasta e i piselli come contorno.

Una volta finiti, pensai di fare la raccolta differenziata e immaginai cosa avrebbero potuto fare a quei barattoli.

Mi venne in mente questa idea: «Li fondono!»

Poi pensai: «Ma se li fondono, dopo potrebbero diventare anche una bicicletta!»

Presi i barattoli e li trasformai in un portapenne.

Subito ci giocai a calcio, come se tutti e due stessero tirando i rigori.

Ossama

Portapenne calciatori

C’erano una volta due barattoli di pomodoro che stavano per essere buttati, ma una signora li raccolse, li portò a casa e li trasformò in portapenne con i colori dei calciatori.

Prese una palla piccola e li fece giocare.

Il primo goal fu del Marocco, al minuto dieci.

Il secondo goal della Francia e poi si finì ai rigori: vinse il Marocco.

Per fare tutto ciò prese due fogli di carta, fece la maglietta della Francia e quella del Marocco, poi costruì con la carta gli occhi e la bocca, successivamente realizzò la treccia a Mbappe con la lana e anche le braccia e le mani.

Ad Hakimi fece la bandana, le braccia e le mani con la lana, e i piedi con i tappi di bottiglia.

Aisha

La trasformazione di Chicco e Chicca

C’erano una volta due barattoli: Chicco e Chicca, vivevano in una dispensa da molto tempo, erano ormai dimenticati.

Ognuno di loro conteneva un alimento diverso: Chicco conteneva dei fagioli e Chicca delle prugne essiccate.

Un giorno un bambino li prese molto bruscamente e, dopo averli utilizzati, li lanciò nel cestino.

Alcuni giorni dopo un altro bambino li raccolse e li trasformò, così da semplici barattoli diventarono dei portapenne meravigliosi.

Samuele

Giasone alla ricerca della pecora d'oro

Nel 113 d.C. due giovani barattoli scapparono dalle loro case e si salvarono dall’essere sciolti.

Presero la loro nave, l’Argo, e i due solcarono i mari.

Mille pericoli e avventure, tempeste e belle giornate, finché un giorno si addentrarono dentro a una grotta.

Scesero dalla nave e si avventurarono all’interno di questa grotta fino a quando videro un luccicore: era la pecora d’oro; la presero e tornarono nella loro colonia e con la pecora nessun barattolo venne più trasformato in materia liquida.

Sebastiano

Ninja il barattolo

Ninja è un re con molta fede ed è gentile.

Ha paura di essere riciclato, pertanto ha in mente che lo potrebbero sciogliere.

Un giorno un bambino lo prende e lo trasforma in un portapenne.

Samuel

Giacomo, il maestro di karate

C’era una volta un barattolo di piselli che si chiamava Giacomo e voleva diventare un maestro di karate.

Così chiese ad un suo amico, che frequentava il corso, se poteva fare la prenotazione per il corso di karate.

Una settimana dopo avrebbe avuto la prova per vedere e provare il corso.

Dopo aver provato ritornò a casa tutto contento per il suo allenamento.

Giacomo ha i capelli tutti colorati: azzurri, rossi, gialli, verdi e viola.

Ha gli occhi grandi e belli, e la bocca piccola da cui si vede la sua lingua.

Indossa una collana multicolore e ai piedi calza un paio di scarpe verdi.

Karina

Ray e Giorgia

C’era una volta un barattolino di nome Ray e un altro di nome Giorgia.

Quest’ultimo era una femmina ed era una bambina.

Un bel giorno Ray e Giorgia andarono a fare una passeggiata al parco.

Ad un certo punto lui fece i suoi bisogni e dopo si mise a giocare tranquillamente.

Ray, il caro barattolino cane, giocò insieme ad un altro barattolino di nome Kira, che era una cagnolina.

Trascorso un po’ di tempo, Giorgia disse che era l’ora di ritornare a casa.

Dopo essere arrivati a casa Ray fece il bagno.

Infine i due barattolini andarono a letto: Ray nella sua cuccia e Giorgia nel suo morbidissimo lettino.

Arianna

Rosetto
Treccina
Treccina e Rosetto

C’erano una volta una barattolina e un barattolino che erano stati svuotati e stavano per finire al centro di riciclo.

Una mattina una bambina li salvò e li portò a scuola per trasformarli: per dar loro una nuova vita.

Dopo due giorni si trasformarono in due bellissimi portapenne.

Il quarto giorno vennero trasferiti in un grandissimo castello; barattolina diventò Treccina e barattolino diventò Rosetto.

Tutto inizia con una grande idea e il lavoro di squadra.

(Garrett Camp, imprenditore canadese)

Progettiamo e realizziamo
lavorare insieme, scambiarsi conoscenze, capacità e tecnologia per un futuro sostenibile

Se le formiche si mettono d'accordo, possono spostare un elefante (Proverbio africano)

Tutti al lavoro, cooperando per trasformare delle semplici lattine in portapenne.
Utilizziamo fogli di carta da entrambi i lati.
Mettiamo in azione la nostra creatività.

Marzo

In che modo è possibile migliorare i metodi di riciclaggio per ridurre la quantità di rifiuti?

Nel nostro quotidiano possiamo decidere cosa comprare e di conseguenza intervenire sulla produzione e sulla gestione dei rifiuti.

Frutta e verdura nelle scuole

Tutti insieme a KM ZERO

contribuire alla diminuzione di emissione di anidride carbonica

La nostra scuola aderisce al programma:

incoraggiare i bambini al consumo di frutta e verdura e sostenerli nella conquista di abitudini alimentari sane, diffondendo messaggi educativi sulla generazione di sprechi alimentari e sulla loro prevenzione.

La frutta e la verdura fresche vengono distribuite nella nostra scuola secondo un calendario che tiene conto dei fattori della stagionalità e della varietà della fornitura, perché noi possiamo gustare e provare nuovi colori e sapori, scoprendo così la stagionalità di questi prodotti, dove nascono e dove crescono; tutto questo in un’ottica di educazione alimentare alla sostenibilità.

Durante la ricreazione utilizziamo il portapranzo, preferendo alimenti stagionali ed evitando cibi spazzatura.

La nostra sana merenda
Portapranzo con forchettina incorporata

Amiamo i nostri denti

(con il contributo dell'ambulatorio Metodo)

garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti

Rispettiamo i programmi di prevenzione orale consigliati dal dentista

La pratica dell'igiene con le dovute accortezze: evitiamo di lasciare scorrere l'acqua mentre ci insaponiamo, cerchiamo di preferire la doccia al posto del bagno per sprecare meno acqua
Spazzolino da denti per bambini

Quando spazzoliamo i denti evitiamo di sprecare l'acqua.

Tutto l'anno

Pedibus

La nostra mobilità sostenibile: partecipiamo al Pedibus presente nel nostro territorio.

Casacca recente
Casacca originale

I nostri lavoretti festosi

utilizzare le risorse del pianeta in modo sostenibile

(con il contributo di Antonio Paolillo e Giuseppe Lorenzet)

Utilizziamo l'argilla per i nostri lavoretti.

Tavoletta con scrittura cuneiforme
Tavoletta completa: scrittura cuneiforme, geroglifici, scrittura degli antichi Veneti
Bassorilievo
Cottura ultimata
Vasetto
Eccoli i nostri vasetti!

Per uno sviluppo sostenibile

rafforzare la capacità di adattamento ai rischi legati al clima e ai disastri naturali

Dicembre Gennaio Febbraio Marzo

Perché il clima sta cambiando?

Alla ricerca dell'Esperidea vitrea in compagnia di Pino Bellavista

( Eco-racconto d'autore scritto da Guido Quarzo "I tre sogni di Pino Bellavista")

Al lavoro
"Non riuscivo a dimenticare quella distesa di ghiaccio che si consumava e quel deserto che divorava l'erba, come se il mondo fosse malato."

Appunti

Il fenomeno "effetto serra" ha consentito lo svilupparsi della vita sul nostro pianeta, ma l'uomo con le sue attività ha rotto l'equilibrio che la natura ha creato.
Diversi sono i gas serra responsabili del riscaldamento del pianeta; la maggior parte proviene dai combustibili fossili delle automobili, dalle fabbriche e dalla produzione di energia elettrica. L'anidride carbonica è la prima responsabile dei cambiamenti climatici.

... e noi cosa possiamo fare?

Possiamo spegnere sempre la luce e la tv quando usciamo da una stanza, non lasciare la porta del frigorifero aperta per molto tempo (molti di noi hanno un suono nel frigorifero che avvisa quando la porta rimane aperta più del dovuto), non alzare troppo il riscaldamento in inverno, bensì metterci un maglione in più anche dentro casa.
individuare i problemi più urgenti da risolvere

Il quiz digitale

Tutti insieme davanti alla Smart board interattiva per prenderci cura in modo responsabile dell’ambiente, ponendo l'attenzione su cosa sia possibile fare per contrastare lo spreco di risorse economiche, ambientali e paesaggistiche.

La scuola che vorrei

migliorare l’istruzione, le conoscenze e la capacità di persone e istituzioni sull’argomento del cambiamento climatico

(con il contributo di Mary Dal Cin)

Febbraio Marzo Aprile

  • Collaboriamo per realizzare le palme.
Utilizziamo: matita, carta, forbici
e colla.
Ecco la palma!
  • Collaboriamo per realizzare l'acquario.
I nostri pesci colorati
Quante specie!
Inseriamo i fili.
Ecco l'acquario!
  • Collaboriamo per realizzare la piscina.
Usiamo carta a pezzettini e incolliamo un pezzetto alla volta sul coperchio di una scatola.
Inseriamo la scaletta.
Aggiungiamo il trampolino.
Creiamo l'effetto acqua nella piscina.
Inseriamo il collegamento verso l'esterno.
Sistemiamo una chiusa.
Apriamo la chiusa in modo che la piscina possa ricevere le acque pulite del rio che si trova davanti alla scuola.

Programmiamo una chiusa

  • Collaboriamo per realizzare il cinema.
Le gradinate per sedersi.
Dipingiamo la scatola.
Lo spettacolo "La scuola che vorrei".
All'esterno le indicazioni del costo del biglietto.
  • Collaboriamo per realizzare la scuola e rifinire il paesaggio.
Le maestre preparano la base collinare.
Dipingiamo la scatola.
Mettiamo le finestre alla scuola.
Inseriamo il pannello fotovoltaico e ci rivolgiamo verso il sole.
migliorare l'efficienza energetica per evitare sprechi di risorse preziose e ridurre l'inquinamento

Ci piacerebbe una scuola che utilizzi fonti rinnovabili pulite come il sole perché non sono inquinanti; i pannelli fotovoltaici possono convertire le radiazioni solari in energia elettrica, senza l'utilizzo di alcun combustibile: chissà che il nostro piccolo pannello sia d'esempio per investire su uno di più grande.

  • Collaboriamo per rendere migliore il nostro ambiente.
Progettiamo il torrente della nostra zona di risorgiva.
Dipingiamo il torrente.
Aggiungiamo il ponte.
Realizziamo gli apiari per salvare le api.

Negli ultimi anni molte specie vegetali e animali sono scomparse dalle nostre campagne a causa dell’utilizzo di pesticidi, fertilizzanti chimici e modalità di produzione intensive.

Molte piante sono state uccise da questi agenti chimici, altre non hanno potuto più riprodursi perché sono morti gli insetti che ne trasportavano il polline.

Il ruolo delle api è diventato così sempre più importante, perché le api assicurano l’impollinazione, permettendo alle piante e ai fiori di riprodursi.

Come sarebbe il mondo senza api?

Sparirebbero immediatamente molti fiori, niente più mele o fragole, pesche e albicocche. E' nostra responsabilità preservare l'ambiente perché se le api cambiano comportamento o stanno male, significa che l'ambiente è davvero inquinato.

Ecco la nostra scuola!

Le nostre azioni continuano

Tutta la scuola si impegna a salvaguardare l'ape e l'ambiente con la realizzazione di un'aiuola per la tutela degli impollinatori, seminando fiori che sono utili per tutti gli impollinatori .
Created By
sabrina mattiuz
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