Galileo Galilei nacque a Pisa nel Febbraio del 1564. All'età di 17 anni si immatricola all'Università di Pisa per studiare medicina. Durante gli studi Galileo si appassiona alla fisica e senza terminare gli studi si trasferisce a Firenze per approfondire gli studi della matematica e della fisica. La sua carriera scientifica fu caratterizzata da scoperte, nuove teorie e invenzioni. Nel 1630 termina di scrivere la sua opera più importante:“Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo” nella quale mette a confronto la teoria copernicana con quella tolemaica. Muore nel 1642 nella sua villa ad Arcetri.
Un risultato decisivo dell'opera di Galilei, che fa di lui il padre della scienza moderna è l'individuazione del metodo della fisica.
Il PENSIERO
Galileo divide la scienza con la fede:
La scienza si basa sull'esperienza
La fede si basa sull'autorità delle scritture
La scienza è autonoma dalla fede. La scienza ha come oggetto il particolare quindi nel metodo è giustamente atea (considera quel particolare in quanto tale, cioè separato dal resto). La fede cristiana considera invece la totalità, quindi il nesso tra il particolare e il tutto (ogni particolare è ricondotto a Dio). La scienza di Galileo è dunque la scienza di un realista. Nel senso che la scienza è per Galileo la descrizione vera della realtà.
Il dissidio con la chiesa
La teoria copernicana fu in seguito rivisitata da Galileo Galilei. Il Sant'Uffizio inquisì Galileo Galilei perché egli aveva esposto tesi eliocentriche che fino ad allora erano state considerate del tutto eretiche: per questo fu condannato al carcere a vita, che poi fu trasformata in una condanna agli arresti domiciliari, che dovette scontare nella propria villa di Arcetri.
Il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo è un trattato scientifico in forma dialogo di Galileo Galilei a sostegno della teoria eliocentrica copernicana rispetto al modello geocentrico tolemaico appoggiato all’auctoritas di Aristotele. In accordo con i principi del metodo sperimentale e fondando le proprie argomentazioni sulle osservazioni concrete condotte con l’uso del cannocchiale, Galilei focalizza l’attenzione sulla questione delle maree, sostenendo la tesi - al giorno d’oggi, rivelatasi errata - che esse sarebbero il risultato della rotazione della Terra.
Il metodo sperimentale
Il metodo di Galileo si fonda sulle “sensate esperienze” e “necessarie dimostrazioni. SENSATE ESPERIENZE: Il momento osservativo-induttivo della scienza. NECESSARIE DIMOSTRAZIONI: Il momento ipotetico-deduttivo della scienza. Le necessarie dimostrazioni sono ragionamenti logici condotti su base matematica.
Le scoperte
La grandezza di Galilei non consiste soltanto nell'aver costruito il cannocchiale, ma nell'averlo usato scientificamente (L'occhiale di cui parla Galilei nel Saggiatore scoperto nel XIII secolo era stato considerato semplicemente una fonte di divertimento da parte dei nobili). Galileo ebbe la genialità di puntare il cannocchiale al cielo, trasformandolo così in telescopio, grazie al quale realizzò le scoperte divulgate dal Sidereus nunius.
All’inizio si credeva che la luna fosse rivestita da una superficie liscia, ora con la scoperta del cannocchiale Galileo mostro’ come molte delle macchie scure non siano altro che le ombre proiettate dal sole sulle montagne lunari e che quindi la superficie lunare sia rugosa.
Galileo scoprì i quattro satelliti di Giove, battezzati "pianeti medicei" che compiono attorno a esso movimenti analoghi a quelli che la luna compie nattorno alla Terra.
Grazie all'uso del telescopio lo scienziato toscano scoprì sulla superficie del Sole macchie oscure che si formavano e scomparivano, attestando l'esistenza di un processo di trasformazione in atto e dimostrando clamorosamente come i corpi celesti fossero soggetti a fenomeni di alterazione e mutamento.
Con il cannocchiale poté scoprire che oltre alle stelle fisse, visibili a occhio nudo, esistevano innumerevoli altre stelle, mai scorte prima, che si "affollavano" davanti il mezzo di osservazione. Inoltre poté rendersi conto che la galassia é nient'altro che una congerie di innumerevoli stelle disseminate a gruppi nello spazio.
Il principio di inerzia
"Quando la forza netta agente su un corpo è nulla, la velocità del corpo non può cambiare, ossia il corpo non può accelerare." Galilei scoprì questo principio attraverso vari esperimenti sui piani inclinati e orizzontali e lo espose sia nel Dialogo (1632) sia nei Discorsi.Ciò permise a Galileo di determinare il concetto di accelerazione come variazione di velocità e il concetto di massa di un corpo, come rapporto di proporzionalità tra le forze a esso applicate e le accelerazioni prodotte da tali forze.
Il secondo principio della dinamica
"La forza agente su un corpo è direttamente proporzionale all'accellerazione e ne condivide la direzione e il verso, con costante di proporzionalità data dalla massa del corpo."