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Doris Manz medicina somatica acuta

Ritratto

Doris Manz, Responsabile della qualità, Clinique de La Source, Losanna

Qual è l’utilità principale dei dati dell’ANQ per la sua clinica?

Riceviamo cifre realistiche, stabili e rilevanti, e quindi una buona panoramica della nostra sfera di attività, che è in continua evoluzione. Il monitoraggio dei risultati sull’arco di più anni ci consente di riconoscere eventuali tendenze. Nella nostra clinica constatiamo uno sviluppo soddisfacente. I dati dell’ANQ fungono inoltre da riferimento e da strumento di comunicazione verso la gestione e il personale.

«I dati ANQ costituiscono una base importante per una presa a carico di qualità.»

Potrebbe fare un esempio concreto?

Aver potuto aggiungere due-tre domande specifiche per la nostra clinica nel quadro della misurazione degli indicatori di prevalenza caduta e decubito è stato molto utile perché ci ha consentito di approfondire le nostre analisi, per esempio nel campo dell’assunzione di farmaci e della sicurezza dei pazienti.

Come vengono integrati i risultati delle misurazioni nella vostra gestione della qualità?

Le cifre dell’ANQ non possono essere osservate da sole, vanno sempre collegate ad altri indicatori disponibili internamente, per esempio la CIRS, la soddisfazione dei pazienti, che rileviamo in parallelo al sondaggio dell’ANQ, o la misurazione delle infezioni del sito chirurgico.

I dati dell’ANQ completano e affinano dunque le nostre analisi, il che ci permette all’occorrenza di introdurre miglioramenti mirati. È inoltre importante parlare dei risultati, informarne le équipe sanitarie, in modo da incrementare la loro consapevolezza su questi temi inerenti alla qualità. È la parte pratica dell’analisi della qualità.

«Buoni risultati nelle misurazioni dell’ANQ e soprattutto pazienti soddisfatti sono successi che rendono tutti felici.»

I risultati delle misurazioni generano reazioni all’interno?

Sì, diverse. Prendiamo le infezioni del sito chirurgico: i risultati Swissnoso, che sono molto precisi, vengono elaborati dalla nostra specialista di igiene, prevenzione e controllo delle infezioni, e in seguito i valori sono discussi in seno alla relativa commissione sotto la guida dell’infettivologo competente. Tutto ciò sostiene l’ottimizzazione dei processi pre, peri e postoperatori.

Un altro esempio: per la prevenzione delle cadute, nella nostra cartella elettronica abbiamo programmato una pagina supplementare in cui rileviamo e registriamo il rischio di caduta dei pazienti già al momento dell’ammissione.

Qual è la sua principale soddisfazione in relazione alle misurazioni dell’ANQ?

Negli ultimi dieci anni, la nostra clinica ha ottenuto eccellenti risultati nei rilevamenti dell’ANQ. Comunicare questi valori, coinvolgere i quadri e i collaboratori mi rende felice. È una soddisfazione che condivido con tutti coloro che nel nostro istituto si impegnano per il bene dei pazienti.

Come valuta l’impegno necessario per il rilevamento dei dati?

I responsabili del rilevamento devono seguire una formazione continua e saper utilizzare diversi programmi informatici. Per le misurazioni devono sempre essere disponibili e molto precisi. Ciò vale anche per l’analisi e il monitoraggio dei dati che trasmettiamo all’istituto di analisi dell’ANQ.

La sfida sta nel liberare le risorse necessarie per le formazioni, i rilevamenti, le analisi, l’elaborazione e la comunicazione dei risultati, il miglioramento della logistica ecc. Per una clinica come la nostra è un impegno notevole.

Ha richieste da formulare all’ANQ?

Il lasso di tempo che trascorre tra le misurazioni e la ricezione dei primi risultati si è accorciato – apprezziamo gli sforzi dell’ANQ in questo senso –, ma è ancora troppo lungo per consentirci di integrare tempestivamente i dati, per esempio i tassi di riammissione.

I rapporti sono inoltre talvolta complessi e difficilmente accessibili. L’approccio è molto statistico, quasi intimoriscono. Sarebbe meglio un riepilogo breve e conciso degli esiti principali.

Sarebbe infine auspicabile ricevere un unico numero della clinica per tutti gli istituti di inchiesta e di analisi. I numeri degli ospedali e delle cliniche potrebbero essere centralizzati su una piattaforma dei fornitori. Al momento, per ogni contatto (Mecon, LPZ, Swissnoso ecc.) abbiamo un numero diverso. Un’uniformazione semplificherebbe notevolmente il processo di rilevamento.

«L’impegno necessario per tutti i rilevamenti dell’ANQ è notevole e richiede molte risorse.»

Foto: © Geri Krischker / ANQ