Loading

Passeggiata naturalistica sul canale Navile

Ci accompagnano nella nostra passeggiata le guide ambientali Alessandro e Olgher e l'immancabile taccuino, per soffermarci, concentrarci e prendere nota.

Per scoprire a quale categoria appartengono gli animali che incontriamo, usiamo uno strumento molto semplice!

E nel frattempo ripassiamo la classificazione degli animali.

Osserviamo tartarughe e "papere".

Disegniamo uno degli animali autoctoni presenti nel canale Navile, a differenza delle tartarughe che, invece, sono state introdotte.

Il germano reale, nei suoi esemplari femmina e maschio.

Il maschio è più grande della femmina e ha dei colori più belli e brillanti per attirarla.

Ci fermiamo e completiamo la scheda di osservazione grazie ai racconti di Alessandro e Olgher.

Poi con l'aiuto di un contafili, osserviamo tanti tipi di insetti. Una legge della regione Emilia Romagna tutela tutti questi piccoli esseri viventi, distinguendoli in protetti e superprotetti. Dopo averli guardati per bene, li liberiamo subito!

Ci fermiamo a far merenda sotto un salice e, dopo, Olgher ci spiega le caratteristiche di un acero campestre che riportiamo sulla nostra scheda di osservazione.

La nostra passeggiata prosegue alla scoperta di altre piante con storie molto curiose...

Il viburno fa delle foglie bianche simili ai suoi fiori per attirare insetti per l'impollinazione!
L'equiseto, o coda di cavallo, e' una pianta antichissima. Si riproduce con le spore e non con i semi, solo parte di essa fa la fotosintesi. Le lavandaie, un tempo, la utilizzavano per lavare i piatti.
Il caglio possiede delle proprieta' che fanno rapprendere il latte; inoltre, al passaggio degli animali si attacca al loro pelo perche' possano portare in giro i semi. Piace tanto ai cavalli!
La calla selvatica, velenosa, e' piu' conosciuta come pan di biscia perche' un tempo si pensava che i serpenti prendessero il loro veleno proprio da questa pianta. Produce delle bacche rosse che vengono mangiate dagli istrici.
La barba di becco e' cosi' detta perche' il suo frutto quando giunge a maturazione somiglia a un esile becco con un lungo pappo che ricorda la barbetta di una capra!

E così si conclude questa interessante mattinata, con la scoperta di tutto ciò che ci offre il nostro territorio.

I bambini e le bambine della 4A E. K. Mader
Created By
Maria Di Benedetto
Appreciate