Siamo portati a pensare che ciò che siamo nella vita reale e ciò che siamo online siano due realtà distinte, come se le nostre azioni nel “ virtuale” non fossero poi così importanti o così gravi.
Non è così. Devo riflettere: quello che scrivo online ha effetto su persone reali, che leggono le mie frasi e provano di conseguenza delle emozioni reali.
Magari sui social sono portato a scrivere commenti che non farei mai in faccia!
Quando comunico in rete devo pensare che al di là dello schermo del pc o dello smartphone c'è qualcuno che respira e che vive. Le mie parole, lanciate come frecce in uno spazio lontano e immaginario, lasciano invece un segno nell’animo di una persona vera.
Sui social tutti ci preoccupiamo dell'idea che vogliamo dare di noi: di solito la prima cosa a cui pensiamo è scegliere una foto originale, un selfie in cui siamo venuti bene e mostriamo i nostri lati migliori.
Ma la nostra identità è raccontata soprattutto dalle nostre parole.
È importante curare le parole che usiamo, perché ci rappresentano. Così come scegliamo con cura la foto profilo, con altrettanta cura dobbiamo scegliere le parole con cui ci esprimiamo.
Prova a immaginare che qualcuno ti conosca attraverso i tuoi commenti sui social: come pensi che ti descriverebbe?
Ricordiamoci che le parole che scriviamo rimangono per sempre sul web, e vanno a costruire la nostra reputazione online, o “web reputation”
“Le parole siamo noi. Raccontano la nostra storia, dicono da dove veniamo e dove andiamo. Spiegano il tipo di persone che abbiamo scelto di essere o siamo stati costretti a diventare.” Barbara Schiavulli, giornalista
Justine Sacco è una donna americana che lavorava come capo delle pubbliche relazioni di una importantissima società di New York.
Mentre in aeroporto stava per partire per il Sudafrica scrisse questo post su Twitter:
“Going to Africa. Hope I don’t get Aids. Just kidding. I’m white!” (“Sto andando in Africa. Spero di non prendere l’AIDS. Sto scherzando. Sono bianca!”)
Un giornalista lo ritwittò e in breve il suo post diventò virale. Il tempo di atterrare in Sudafrica e scoprì che la sua società aveva preso le distanze dichiarando che il commento era vergognoso e che Justine era stata licenziata.
Gli uomini sono esseri viventi pensanti. Ciò che ci caratterizza come esseri umani, differenziandoci da tutti gli altri esseri viventi, è l'uso della parola, il linguaggio.
Le parole sono il modo in cui possiamo esprimere il nostro pensiero.
Se noi scegliamo con cura le parole, se le coltiviamo con attenzione, allora onoriamo il nostro pensiero e la nostra intelligenza.
Bisogna prendersi del tempo per cercare ed usare bene le parole, perché il modo in cui le pronunciamo, anche il tono, possono cambiare totalmente il senso di quello che diciamo.
Chi parla male pensa male. Chi parla in modo rozzo pensa in modo rozzo.
E’ comodo a volte comunicare in modo rapido, però provate a pensare: se ci tenete davvero a una persona e volete esprimerle un sentimento profondo, usate solo una emoticon oppure le scrivete una frase, dei pensieri?
E se vi aspettate una risposta importante da chi amate, non rimanete un po’ delusi se vi manda solo una faccina?
Quando si parla di comunicazione la prima immagine che viene in mente è quella di una persona che parla e diamo meno importanza alla persona che ascolta.
Invece i problemi di comunicazione sono spesso causati dall’incapacità di ascoltare davvero ciò che viene detto.
C’è differenza tra sentire e ascoltare.
Mentre il sentire è semplice, è una funzione sensoriale, l'ascoltare è una capacità che richiede un coinvolgimento emotivo.
Chi sa ascoltare è in grado di “mettersi nei panni dell’altro”, apre il cuore e la mente oltre alle orecchie ed è in grado di andare oltre ciò che viene espresso con le semplici parole.
“Se avessimo dovuto parlare di più di quello che ascoltiamo, avremmo due lingue e un orecchio.” Mark Twain
Il punto 4 del manifesto ci fa riflettere anche su un altro aspetto della comunicazione, soprattutto quella che avviene in televisione e sui social.
È molto diffusa la tendenza a dare opinioni su tutto. Chiunque esprime il proprio giudizio anche su questioni di cui non sa nulla o quasi.
Ma per poter parlare occorre conoscere l'argomento, quindi occorre prima ascoltare chi è competente in materia.
Nel video che proponiamo viene intervistato il prof.Burioni, noto medico e ricercatore, specialista in immunologia, che, stanco di sentire opinioni sui vaccini prive di fondamento, ha creato una pagina facebook in cui spiega in modo scientifico e corretto perché le vaccinazioni sono importanti.
punto 5
È un’esigenza di tutti gli uomini quella di socializzare, stare insieme agli altri e comunicare. Per fare ciò lo strumento è il linguaggio.
A seconda delle parole che scelgo posso distruggere oppure posso costruire.
È bello costruire un ponte verso gli altri, cioè costruire una conversazione che possa mettermi in contatto con posizioni diverse dalle mie, per migliorarmi e per crescere.
Bruno Mastroianni è un giornalista che ha teorizzato la “disputa felice”, un modo per comunicare facendosi capire soprattutto da chi ha opinioni diverse.
La disputa felice è una discussione in cui sostenere il proprio punto di vista davanti all’altro che non è d’accordo, senza litigare, ma provandoci gusto e soddisfazione.
Il “trucco” sta nel mantenere il dissenso solo nel contenuto, senza spostarlo nella relazione. Se è così allora le parole non distruggono, ma costruiscono un ponte.
Proponiamo una breve video-intervista a Bruno Mastroianni
punto 6
“Le parole fanno più male delle botte, cavolo se fanno male ma io mi chiedo: a voi non fanno male? Siete così insensibili?” Carolina Picchio, vittima di cyberbullismo
Carolina è stata uccisa da 2600 like e da centinaia di commenti.
Vi proponiamo il video di un monologo dell’attore Pierfrancesco Favino
Si fa un gran parlare di fake news. Si tratta di notizie falsificate intenzionalmente, non di errori fatti in buona fede.
I motivi per cui vengono create fake news possono essere diversi: propaganda politica, provocazione, satira.
Il motivo principale però è il profitto economico, ci sono persone che creano siti o profili social per pubblicare notizie false sensazionali. Questo serve per fare clickbaiting, cioè acchiappare clic che portano ad un altro sito che guadagna con le pubblicità ospitate.
Smascherare le fake news è un compito socialmente utile.
Ci capita sui social di imbatterci in discorsi d'odio, hate speech.
Si tratta di discorsi che contengono odio, incitano all'odio verso una persona o verso una categoria. Spesso i bersagli preferiti dai troll sono le personalità pubbliche, perché gli haters si sentono potenti per il fatto di poter comunicare con persone normalmente irraggiungibili.In realtà in questomodo gli haters dimostrano tutta la loro inferiorità.
Gli insulti non sono argomenti.
Chi insulta in realtà non sa argomentare, non sa trovare argomenti intelligenti a favore della sua tesi.
Gli insulti sono umilianti sia per chi li fa, sia per chi li riceve, sia per chi ne è spettatore.
Non accettiamoli!
Emma Gonzalez, studentessa diciottenne sopravvissuta alla strage del liceo, è salita sul palco e il suo intervento è stato molto potente. Vediamolo
Ricordiamoci che si comunica non solo parlando, ma anche tacendo.
A volte troppe parole producono “rumore” nel senso che rischiano di non comunicare affatto.
Non è necessario esprimere sempre la nostra opinione, soprattutto se non abbiamo un parere informato sui fatti.
Se parliamo solo quando sappiamo cosa dire e quando ne vale la pena, allora ogni nostra parola avrà più valore.
Abbiamo parole per vendere,
parole per comprare,
parole per fare parole.
Andiamo a cercare insieme
le parole per pensare.
Abbiamo parole per fingere, parole per ferire,
parole per fare il solletico.
Andiamo a cercare insieme
le parole per amare.
Abbiamo parole per piangere, parole per tacere,
parole per fare rumore.
Andiamo a cercare insieme
le parole per parlare.
Gianni Rodari
Gli studenti del corso PON "Information Literacy" 2017/2018:
2BT Beatrice Arbore, Domiziana Del Miglio, Camilla Fachin, Chiara Gramatica
2CT Allysa Baldemor, Jessica Wu
2DT Kyle Enriquez, Sofia Pinna, Serena Scarioni
2ET Lidia Viganò
2FT Joana Bernardo, Filippo Mainardi
2GT Alice Gao, Alexandra Pleitez
2AL Arsanues Sabet
3AT Andreea Balasa, Manar Mahmoud, Parinka Silva, Irene Venerito
3DT Awa Sarr, Elena Ren
3GT Beatrice Martello
Coordinamento delle docenti Cinzia Celino e Maria Paola Ricci
Credits:
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