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"MESSAGGIO DALLA TERRA: CARI UMANI, SPRECATE DI MENO" "strategie antispreco tra docce, e-mail e wi-fi (anche per le bollette)"

Progetto di Educazione Civica svolto durante gli anni scolastici 2021-2022/2022-2023 dalla 5°Asc

Per il nostro lavoro di educazione civica abbiamo analizzato un articolo, "strategie antispreco tra docce, e-mail e wi-fi (anche per le bollette)" di Valentina Iorio, tratto dal quotidiano "Il Corriere della Sera". Ci siamo interessati di tali argomento poiché ci aiuta a capire come possiamo, anche noi in prima persona e nel nostro piccolo, migliorare la comunità per vivere in un mondo più pulito e lasciare alle generazioni future un posto migliore. L'articolo pone al suo centro gesti quotidiani che riguardano l'inquinamento fornito da dispositivi elettronici, lo spreco di cibo, il troppo consumo di acqua, di elettricità e di riscaldamento. Offre inoltre alcune piccole strategie per diminuire tali sprechi.

L’articolo nomina, per modulare i consumi, la Zero Emission Digital: essa è un grande progetto che combina linee guida di comportamento e strumenti concreti di misurazione e comunicazione, per le aziende e per le persone.

L’Agenda 2030 è un programma d’azione sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU: essa contiene 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile che i Paesi si sono impegnati a raggiungere entro il 2030.

Gli obiettivi a cui l'articolo fa riferimento: il numero 7 che tratta dell'energia pulita e accessibile; il numero 11 che tratta delle città e comunità sostenibili e il numero 12 che tratta del consumo e produzione responsabili, quali la prevenzione, la riduzione, il riciclaggio e il riutilizzo.

L'IMPRONTA ECOLOGICA

Lo sviluppo sostenibile è un tema molto complesso che riguarda diversi aspetti della società moderna. Lo scopo degli indicatori di sostenibilità è dunque quello di fornire informazioni sui diversi fattori che influenzano la qualità dell’ambiente e la possibilità di sviluppo sostenibile.

L’idea di impronta ecologica è stata concepita agli inizi degli anni ‘90, quando William Rees pensò a uno strumento quantitativo in grado di rispondere alla domanda: “Le risorse biologiche che l’uomo usa ogni anno sulla terra sono compatibili con quello che offre il pianeta?”. Presentata in Our Ecological Footprint, scritto nel 1996, viene apprezzata come indicatore sintetico dell’impatto dell’uomo sugli ecosistemi. Nel 2003, Mathis Wackernagel fondò il Global footprint network, una Ong che si propone di migliorare la misura dell’impronta ecologica collaborando con molti paesi.

Per calcolare la tua impronta ecologica, clicca qui. 🦶🏻

L’impronta ecologica è una superficie. Viene calcolata a partire dal consumo medio annuale di una determinata risorsa (chilogrammi) diviso la produttività media annuale della medesima risorsa (chilogrammi/ettaro). Il risultato è espresso in ettari e rappresenta la superficie del pianeta necessaria per sostenere il consumo umano di quella determinata risorsa.

LO SPRECO IDRICO E LA RELATIVA SOLUZIONE

In Italia viene sprecata tantissima acqua, ben il 42% di quella presente nei nostri acquedotti, ovvero circa 104.000 litri al secondo e circa 9 miliardi al giorno. Le cause di questa grandissima percentuale, in primis, siamo noi stessi nelle nostre case, strutture pubbliche, agricoltura e in bassissima percentuale gli usi gratuiti come le fontanelle pubbliche o gli anti-incendi.

PRINCIPALI PROBLEMI LEGATI ALL'USO DOMESTICO

  • Per ridurre lo spreco: l'uso di elettrodomestici con consapevolezza;
  • Un problema è l’abitudine di non chiudere l’acqua quando non è necessaria (per esempio in doccia o quando ci si lava i denti);
  • In media, un italiano consuma almeno 130 litri d’acqua al giorno, arrivando a picchi di addirittura 300. Di questi circa il 96.55% deriva dall’igiene personale e il restante 3.5% al bere e alla preparazione dei cibi.

I DATI DELLA GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA RISALENTI AL 22 MARZO 2017

Possiamo notare che l’attività che richiede più acqua in assoluto è l'irrigazione e che i maggiori sprechi idrici si verificano nel Sud Italia. Sono inoltre in calo sia le famiglie che non si fidano a bere l’acqua del rubinetto e quelle che si lamentano dell’irregolarità dell’acqua.

RISOLUZIONE AL PROBLEMA DELLO SPRECO IDRICO

  • Chiudere i rubinetti mentre ci si lava i denti o ci si fa la barba;
  • Utilizzare la doccia in alternativa alla vasca da bagno;
  • Per lavare le verdure e la frutta lasciarle a mollo in una vaschetta e risciacquare velocemente sotto un getto d’acqua al posto di lavarle sotto l’acqua corrente;
  • Utilizzare lavatrici e lavastoviglie a pieno carico utilizzando le funzionalità lavaggi “eco”;
  • Installare limitatori di flusso.

LO SPRECO ALIMENTARE E LA RELATIVA SOLUZIONE

In Italia si sprecano ancora grandi quantità di cibo, non solo nella catena produttiva iniziale dell'industria alimentare, ma anche negli ultimi anelli di questa come, ad esempio, quello del consumo domestico.

In Italia, negli ultimi 2 anni, la situazione è peggiorata. Come vedremo nel grafico sottostante, c'è stato un forte incremento dello spreco in generale, da Nord a Sud.

MAPPA DELLO SPRECO ALIMENTARE IN ITALIA

I 5 alimenti più sprecati settimanalmente per italiano sono:

  • Frutta fresca (25,5 g);
  • Insalate (21,4 g);
  • Pane fresco (20 g);
  • Verdure (19,5 g);
  • Liliacee e tuberi (18,7 g).

In un questionario a scelta multipla, è stato chiesto alle famiglie quali fossero le cause del loro spreco alimentare: la maggior parte pensa di sprecare perché scorda l'acquisto di prodotti deperibili, la minor parte dichiara di commettere errori nella pianificazione della spesa.

RISOLUZIONE AL PROBLEMA DELLO SPRECO ALIMENTARE

Per risolvere il problema ci devono essere azioni individuali e pubbliche:

  • Miglioramento delle proprie abitudini di acquisto, come acquistare prodotti a lunga conservazione;
  • Organizzare frigo e dispensa in base alla scadenza dei prodotti;
  • Anche la tecnologia può esserci d'aiuto, grazie ad app come "Too Good To Go";
  • Collaborazione tra cittadino-stato-filiera produttiva.

LO SPRECO DIGITALE E LA RELATIVA SOLUZIONE

Parliamo di inquinamento digitale quando ci riferiamo ai gas serra che sono generati dalla costruzione, dalla fornitura e dall'utilizzo della tecnologia digitale e che, allo stato attuale, compongono il 3,7% delle emissioni globali.

Attualmente 4,1 miliardi di persone, ovvero il 53,6% della popolazione globale, utilizzano internet, e questo dato sarà in continua crescita, direttamente proporzionale alla richiesta del consumo energetico, che si presuppone che nel 2030 richiederà circa un quinto di tutta l'elettricità mondiale.

PERCENTUALI DI CONSUMO

Ecco presentate le percentuali di consumo all'interno del 3,7% di emissioni globali.

RISOLUZIONE AL PROBLEMA DELLO SPRECO DIGITALE

Ecco cosa si può fare per evitare lo spaventoso incremento di tali dati:

  • Inviare un e-mail in meno a settimana significa risparmiare 140 t di anidride carbonica per un totale di 7.280 t l'anno;
  • Non usare la webcam durante le riunioni online;
  • Cancellare dall'archivio i vecchi file e cancellare le iscrizioni a news-letters che non leggiamo;
  • Eliminare app che non si utilizzano;
  • Ascoltare musica offline, ridurre messaggi vocali e limitare il tempo sui social.

LO SPRECO ENERGETICO E LA RELATIVA SOLUZIONE

Quando utilizziamo l'elettricità per un attività poco importante, non necessaria o che difficilmente avrà successo, si tratta di energia sprecata.

Ognuno di noi è responsabile delle emissioni dei 5,5 milioni di tonnellate emesse; una parte delle quali è causata proprio da ciò che usiamo tutti i giorni, tra cui gli elettrodomestici che possono emettere dai 455 ai 1950 grammi di anidride carbonica all'ora.

GRAFICI RELATIVI ALL'EMISSIONE DI ANIDRIDE CARBONICA IN ITALIA DAL 2015 AL 2019

Gli elettrodomestici che in casa consumano più energia sono:

  1. Condizionatore (450 kWh e con emissioni pari a 143 kg di CO2);
  2. Lavatrice (220 kWh e con emissioni pari a 140 kg di CO2);
  3. Microonde (con emissioni pari a 133 kg di CO2);
  4. Frigorifero (300 kWh e con emissioni pari a 102 kg di CO2 );
  5. Forno elettrico (105 kWh e con emissioni pari a 66 kg di CO2);
  6. Lavatrice (240 kWh e con emissioni pari a 64 kg di CO2);
  7. Phon (con emissioni pari a 25 kg di CO2).

RISOLUZIONE AL PROBLEMA DELLO SPRECO ENERGETICO

Andiamo ora ad analizzare come usufruire del condizionatore e della lavatrice in modalità di risparmio.

Condizionatore

  • Scegliere l'elettrodomestico di classe energetica più alta;
  • Posizionare il condizionatore più alto possibile per il discorso della decantazione della temperatura;
  • Non impostare il condizionatore molto freddo;
  • Controllare i filtri dell'aria;
  • Fare attenzione alle dispersioni di temperatura;
  • Usare ventilatori assieme al condizionatore;
  • Inserire di notte la rispettiva modalità;
  • Non accendere il condizionatore in stanze che non usiamo.

Lavatrice

  • Scegliere l'elettrodomestico di classe energetica più alta;
  • Carico più uniforme possibile e più carico;
  • Fare manutenzione e pulizia periodica del mezzo , e soprattutto del filtro;
  • Mettere la modalità eco;
  • Seguire le etichette sui vestiti;
  • Preferire un lavaggio a 40 °;
  • Avvia prelavaggio (bucato molto sporco).

Dunque, questa presentazione ha l'obiettivo di sensibilizzare i lettori nell'effettuare scelte più ponderate e consapevoli, attraverso l'esposizione del problema e i relativi consigli per migliorare le proprie abitudini.

Per la sitografia, clicca qui.