Il festival dei Due Mondi descritto da ROSA sancisce il momento di incontro e confronto tra realtà diverse facendole convivere. Egli guarda alla pacifica e costruttiva convivenza, in una società libera, multietnica e multiraziale; guarda allo spirito di fratellanza, cui solo le arti riescono a dare effettivo compimento.
Alla base della sua ispirazione vi è comunque lo stesso spirito “rivoluzionario” che mosse Gian Carlo Menotti alla ideazione, nel 1958, della celebre manifestazione di Spoleto.
Rosa apre il “sipario”, dunque, sulle scene e rappresentazioni peculiari della letteratura americana tendenti ad un idealismo lirico. Ma la trasfigurazione dei personaggi riporta inevitabilmente ai mali della società.
La ricerca del bello viene recisa, infatti, dalla sofferenza che muta l’ideale in reale, come del resto avviene, in tutte le tele dell’artista.